Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04704 presentata da TRIPIEDI DAVIDE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 10/02/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04704 presentato da TRIPIEDI Davide testo di Martedì 10 febbraio 2015, seduta n. 374 TRIPIEDI , COMINARDI , ALBERTI , CHIMIENTI , DALL'OSSO , CIPRINI , PESCO , LOMBARDI e DE ROSA . — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: nell'anno 2005, la società egiziana Orascom , di proprietà del magnate egiziano Naguib Sawiris, acquisiva la quota di maggioranza della Wind Telecomunicazioni dalla società ENEL, operazione che portò all'apertura di indagini giudiziarie; nell'anno 2010, il settore di Wind che si occupava di traffico telefonico internazionale, veniva diviso nelle società Wind International Services spa e WIS e pur se acquisito dal gruppo russo VimpelCom, rimaneva ancora sotto il controllo dell'egiziano Sawiris, realizzando una commessa corrispondente ad oltre il 50 per cento del suo fatturato, recentemente rescissa dalla Wind con conseguente forte diminuzione degli occupati dell'azienda WIS, oggi arrivata a circa 100 addetti totali; in data 10 ottobre 2012, presso il Ministero dello sviluppo economico, veniva sottoscritto un accordo fra la società Wind Telecomunicazioni spa e parti sociali rappresentate dalle segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL. Il protocollo, stipulato per evitare l'annunciata esternalizzazione da parte della dirigenza delle attività di gestione e manutenzione della rete, prevedeva il rinnovo di alcuni istituti contrattuali e dei trattamenti normativi ed economici dei dipendenti; la riduzione del costo del lavoro all'interno dell'azienda, per parte dei lavoratori dell'azienda ha comportato l'accettare i numerosi tagli imposti, come, ad esempio, la quasi completa eliminazione del premio di risultato; nell'anno 2014, l'azienda ha annunciato la volontà di licenziare 500 dipendenti; in data 29 luglio 2014, un nuovo protocollo tra società e parti sociali, attivava la procedura dei contratti di solidarietà con conseguente riduzione salariale dei 6.061 dipendenti dell'azienda; negli ultimi mesi dell'anno 2014, l'azienda ha deciso di mettere in vendita le proprie strutture di comunicazione, ossia le cosiddette «torri»; ad inizio 2015, l'azienda ha iniziato colloqui con i propri dipendenti volti a reperire personale per una nuova società, la Galata, alla quale verranno conferiti parte dei circa 6.000 delle attuali 13.000 torri, oggi di proprietà della società Wind Telecomunicazioni spa. Tale operazione riguarderà circa 100 dipendenti e la scelta di entrare nella nuova società si baserà sull'adesione volontaria degli stessi lavoratori. I settori dove l'azienda andrà ad individuare tale personale saranno i due settori maggiormente impattati per professionalità e competenze richieste, ovvero quelli di « Real Estate » e « Network Operation ». I dipendenti selezionati che dovessero accettare il trasferimento, saranno oggetto di una cessione individuale di contratto che verrà siglata, oltre che dal lavoratore interessato, da Wind in qualità di società cedente e dalla neo costituita Galata come società accipiente. Inoltre, in virtù del recente Jobs Act , i lavoratori interessati all'operazione perderebbero ogni diritto acquisito, divenendo di fatto neo assunti; nel gennaio 2015, è stata costituita la nuova società, Galata, alla quale verranno conferiti gli asset ed i lavoratori. La neo azienda sarà, in principio, controllata interamente da Wind; entro marzo 2015, dovrebbe concludersi l'operazione di vendita ad un soggetto terzo del 90 per cento delle quote di Galata, con Wind che rimarrebbe nel pacchetto azionario con il 10 per cento; i soggetti partecipanti alla gara d'acquisto sono El Towers, American Towers, Abertis Telecom ed una joint-venture fra il Fondo italiano specializzato in investimenti infrastrutturali F2l e quello americano Providence; a giudizio dei responsabili di Wind, i quattro soggetti «industriali», già presenti a vario titolo nel mercato delle infrastrutture di rete, porteranno migliorie all'aspetto industriale dell'operazione; operativamente, nella fase di start up , Galata sarà legata a Wind da un rapporto di « service » nella gestione dei siti; alle operazioni sopra elencate che, a giudizio dell'interrogante rappresentano un chiaro tentativo di aggirare gli accordi stipulati nel 2012 e 2014, vi saranno ristrutturazioni dei call center di Ivrea e Palermo che, previa riqualificazione dei dipendenti, verranno presumibilmente ceduti; la controllante russa, VimpelCom, a causa delle recenti perdite di circa il 75 per cento dei valori delle azioni in borsa e del valore del rublo, a tutt'oggi capitalizza la metà di quello che è il debito verso le banche della stessa Wind, rendendo evidente il rischio di bancarotta del gruppo; nei recenti incontri delle prime settimane di gennaio 2015 con i sindacati, l'azienda ha continuamente fornito rassicurazioni per il futuro dei dipendenti, ma rimane forte il timore che sia in corso una fase di dismissione e di ricerca di denaro per rispettare il pagamento dei circa 9 miliardi di debito accumulati dall'azienda e che annullano il notevole cash flow che Wind Telecomunicazioni spa genera grazie ad aumenti continui dei clienti e alla sostanziale tenuta del fatturato; le concorrenti Telecom, Vodafone e soprattutto Fastweb , stanno investendo cifre ingenti nelle nuove tecnologie LTE e fibra ottica, a differenza di Wind, la quale non pare abbia la volontà o capacità di fare investimenti di sviluppo tecnologico e di rete–: se gli interrogati intendano verificare, per quanto di loro competenza e con l'aiuto degli organi preposti, che non vi siano elusioni finanziarie dell'azienda in conseguenza del dislocamento della sede olandese della società di controllo; se l'operazione riguardante la cessione delle torri alla società Galata e la scelta di entrare nella stessa da parte dei lavoratori che lo volessero, sia o meno coerente con l'accordo del 2012, del quale il Ministero dello sviluppo economico si era reso garante; se non intendano convocare un tavolo di incontro con i vertici di Wind Telecomunicazioni spa e parti sociali, allo scopo di chiarire le intenzioni dell'azienda riguardanti l'imminente futuro della stessa, di comprendere le ragioni del blocco degli investimenti nelle nuove tecnologie LTE e fibra ottica e di tutelare il mantenimento dei posti di lavoro di tutti i dipendenti, ponendo particolare attenzione ai lavoratori genitori di minori che, in particolar modo nella sede di Ivrea, verranno destinati a compiti di gestione rete h24; se non sia nelle intenzioni del Governo creare una società a controllo pubblico che gestisca reti di telefonia mobile e fissa, compresa la fibra ottica, ove aggregare i diversi soggetti di TLC, affinché si eviti la vendita separata di rami d'azienda così da evitare la sua disgregazione e la dispersione del suo know how . (5-04704)