Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01698 presentata da LO GIUDICE SERGIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 24/02/2015
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01698 presentata da SERGIO LO GIUDICE martedì 24 febbraio 2015, seduta n.397 LO GIUDICE, AMATI, BENCINI, BOCCHINO, CARDINALI, CASALETTO, CIRINNA', D'ADDA, DI GIORGI, FASIOLO, Elena FERRARA, GUERRA, LO MORO, MASTRANGELI, MATTESINI, ORELLANA, PAGLIARI, PEZZOPANE, PIGNEDOLI, RICCHIUTI, SIMEONI, SOLLO, SPILABOTTE, VACCARI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: il 31 marzo 2010 il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha varato la raccomandazione CM/Rec (2010)5 agli Stati membri sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere; la raccomandazione contiene una parte (allegata alla raccomandazione) relativa al mondo del lavoro, che recita: "Gli stati membri dovrebbero garantire l'adozione e l'attuazione di misure appropriate in grado di fornire una protezione efficace contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere in ambito lavorativo e professionale, tanto nel settore pubblico, che in quello privato" e che "Un'attenzione particolare dovrebbe essere prestata alla protezione efficace del diritto alla vita privata delle persone transessuali in ambito lavorativo"; a seguito di tale raccomandazione, il Consiglio d'Europa ha varato il programma "Combattere le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere"; la direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione del dipartimento per le pari opportunità - anno 2013, firmata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità il 16 aprile 2013 prevede l'assegnazione dell'obiettivo operativo "Programma di prevenzione e contrasto alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere e promozione dell'inclusione sociale delle persone LGBT" all'UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ai sensi dell'art. 29 della legge comunitaria 1° marzo 2002, n. 39, istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri; di tale programma fa parte la "Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere", detta anche "strategia LGBT", approvata formalmente con decreto ministeriale del 16 aprile 2013; fra gli ambiti della strategia, accanto a educazione e istruzione, sicurezza e carceri, comunicazione e media , è previsto un asse "lavoro" che prevede i seguenti obiettivi operativi: effettuare studi e monitoraggi per conoscere le dimensioni e le caratteristiche reali della discriminazione basata su orientamento sessuale e dientità di genere sul posto di lavoro; monitorare l'effettiva applicazione della normativa antidiscriminatoria vigente; estendere in modo effettivo le competenze del Consigliere di parità anche ai casi di discriminazione sul luogo di lavoro per motivi connessi all'identità di genere; promuovere l'istituzione di una Cabina di regia, sulla base del nuovo protocollo delle parti sociali, per le tematiche LGBT; incrementare la conoscenza e la consapevolezza dell'opinione pubblica sul tema dell'inclusione socio-lavorativa delle persone LGBT; promuovere azioni positive per la formazione professionale e l'accesso al lavoro delle persone LGBT come uno dei target vulnerabili delle politiche attive del lavoro, anche attraverso il ricorso ai fondi strutturali europei; favorire politiche di diversity management per dare visibilità alle persone LGBT e per favorire politiche gay friendly ; sensibilizzare i datori di lavoro, le figure dirigenziali, i lavoratori e le lavoratrici e le associazioni di categoria sulle tematiche LGBT; individuare linee di azione specifiche nella programmazione dei fondi strutturali europei, dedicate alle questioni connesse all'identità di genere e alla crescita della cultura di parità e della responsabilità sociale d'impresa, con particolare riferimento alla formazione professionale e alla inclusione lavorativa di categorie vulnerabili; valorizzare e riprodurre buone prassi condotte sia a livello internazionale sia a livello territoriale; la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, nota come Convenzione di Istanbul, ratificata dal Parlamento italiano nel 2013, sancisce all'art.4 che l'attuazione delle disposizioni della Convenzione stessa destinate a tutelare i diritti delle vittime deve essere garantita senza alcuna discriminazione fondata, tra l'altro, sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere; considerato che, come reso noto dall'associazione Gay Center di Roma: sta per avere inizio presso il tribunale di Latina il processo contro 2 dipendenti del Caseificio Industria Latticini Cuomo, accusati di avere messo in atto gravi e prolungate condotte persecutorie in danno di S.T. (ragazzo transessuale, all'inizio dei fatti donna) all'interno del luogo di lavoro, sottoponendolo poi ad ulteriori atti di offesa e di persecuzione anche in seguito al mutamento di sesso, al fine di provocarne il licenziamento attraverso l'azione di mobbing ; tali condotte consistevano nell'umiliare e offendere quotidianamente il ragazzo e in episodi di violenza fisica consistenti in schiaffi, calci e palpeggiamenti, seguìti dalla minaccia a non sporgere denuncia alla pubblica autorità; le umiliazioni e le violenze patite hanno portato S.T. a tentare il suicidio nello stesso luogo di lavoro, all'interno della mensa aziendale, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti illustrati; quali azioni concrete il Ministro del lavoro e delle politiche sociali abbia in programma per dare corso agli impegni assunti per l'attuazione dell'asse lavoro della "Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere" e, in particolare, per la tutela da discriminazioni di lavoratori e lavoratrici transessuali, come sancito anche dalla Convenzione di Istanbul; se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ritenga che gli obiettivi della "Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere" legati all'asse lavoro siano ad oggi sostenuti da un'adeguata copertura finanziaria, anche attraverso l'utilizzo dei fondi strutturali europei; se il Governo non ritenga che la lotta ad ogni forma di discriminazione debba essere uno degli obiettivi fondamentali nella programmazione delle politiche pubbliche e in particolare delle politiche sociali; se il Governo non ritenga che, al fine di programmare e implementare le politiche antidiscriminatorie e di promozione delle pari opportunità, non sia utile assegnare a un Ministro le specifiche deleghe in materia. (3-01698)