Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04825 presentata da VALENTE SIMONE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 25/02/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04825 presentato da VALENTE Simone testo di Mercoledì 25 febbraio 2015, seduta n. 381 SIMONE VALENTE , LUIGI GALLO e MARZANA . — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: il libro di testo è attualmente lo strumento didattico più utilizzato per garantire agli studenti un adeguato percorso di conoscenza e di apprendimento, essendo il canale preferenziale su cui attivare la comunicazione didattica; esso quindi rappresenta il punto in cui convergono competenze del docente ed aspettative dello studente. Ritenuto valido strumento nell'organizzazione dei percorsi didattici concepiti dalla scuola dell'autonomia, il libro di testo deve adeguarsi alle diverse esigenze, integrarsi e arricchirsi con altri testi e pubblicazioni ed eventualmente con strumenti didattici alternativi; allo stato attuale in Italia l'utilizzo di strumenti didattici alternativi conta livelli molto bassi e non in linea con il resto d'Europa in quanto solo il 10 per cento delle scuole primarie italiane e il 23 per cento delle scuole secondarie è connesso ad internet con rete veloce e i restanti istituti scolastici risultano collegati ad una velocità medio-bassa e spesso a malapena sufficienti a mettere in rete l'ufficio di segreteria o il laboratorio tecnologico; quasi in una scuola su due la connessione non raggiunge le classi non permettendo quindi quell'innovazione didattica che la rete può abilitare; una tendenziale crescita nell'introduzione dei testi digitali comporterebbe senza dubbio un duplice risultato: un forte risparmio in termini economici per le famiglie e un aggiornamento in chiave tecnologica per il sistema didattico; la questione della legiferazione in materia digitale è stata affrontata in diverse occasioni attraverso decreti-legge governativi, decreti ministeriali e altre normative di carattere secondario oltre ad essere stata oggetto di esame a livello sovranazionale; infatti il Rapporto elaborato nel 2013 dall'Ocse, l'organizzazione dei Paesi industrializzati, ha bocciato la lenta progressione della scuola digitale italiana segnalando come in Inghilterra l'80 per cento delle classi è attrezzata per il digitale; in Italia, sul piano dei libri digitali (non solo quelli scolastici) a fine giugno 2013 è stato certificato che il mercato era in rapida crescita e che rispetto al 2012 il numero dei lettori in digitale era aumentato esponenzialmente: i titoli in formato digitale erano 60.598, ovvero l'8,3 per cento dei titoli in commercio e il 44,6 per cento delle novità italiane erano pubblicate anche in e-book . Tuttavia questa importante tendenza a superare il digital divide non includeva la realtà scolastica; con decreto ministeriale n.209 del 26 marzo 2013 in materia di adozioni dei testi scolastici venivano gettate le prime basi per una diffusione dei libri digitali o misti negli istituti scolastici italiani, sancendo l'adozione dei libri di testo in sola chiave digitale o mista; sulla stessa linea il decreto ministeriale n.781 del 27 settembre 2013, emesso con la duplice funzione di introdurre gradualmente a partire dall'anno scolastico 2014-2015 i libri digitali, sancendo tempi e modi del passaggio dalla carta all’ e-book e riducendo nel contempo i tetti di spesa; il provvedimento individuava le caratteristiche specifiche degli e-book e prevedeva anche le linee guida e le modalità di fruizione su tutti i supporti digitali quali tablet, pc e lavagne interattive. In particolare, il decreto stabiliva che i libri di testo anche in versione non cartacea dovessero essere conformi ai piani di studio di cui alle indicazioni nazionali con software aperti e con piattaforme di fruizione gestite secondo le normative sulla privacy ; la legge 8 novembre 2013 n.128 (testo coordinato del decreto-legge 12 settembre 2013, n.104) all'articolo 6 prevede lo sviluppo della cultura digitale nonché la realizzazione diretta di materiale didattico digitale; il disposto normativo intende promuovere lo sviluppo della cultura digitale e l'alfabetizzazione informatica attraverso politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali anche tramite la definizione di nuove generazioni di testi scolastici; inoltre conferisce la possibilità in capo al collegio dei docenti di adottare libri di testo ovvero strumenti alternativi in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e con il limite di spesa stabilito per ciascuna classe di corso; la norma prevede, in particolare, che nel termine di un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2014-2015, gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e affida l'elaborazione di ogni prodotto ad un docente supervisore tenuto a garantire la qualità dell'opera sul piano scientifico e didattico; come si legge nella circolare ministeriale del 9 aprile 2014 (nota prot. 2581 del 9 aprile 2014) inviata ai direttori generali degli uffici scolastici regionali sono state fornite alle scuole indicazioni in merito alle modalità di adozione dei libri di testo per l'anno scolastico 2014-2015; viene eliminata l'obbligatorietà di adozione di testi tradizionali degli editori ma non vi è nessuna indicazione in merito all'autoproduzione del materiale didattico digitale; appare, pertanto, evidente un intervento più incisivo in tale direzione che rispetti soprattutto l'assunto contenuto nell'articolo 6 della legge n.128 del 2013 che prevedeva l'adozione delle linee guida sui materiali digitali entro la fine dell'anno scolastico 2013-2014–: a cosa sia dovuto il ritardo nell'emanazione delle linee guida previste dalla suindicata legge n.128 del 2013 in materia di produzione da parte degli istituti scolastici di materiale didattico multimediale per piattaforme open source ; in che modo debba avvenire la formazione del corpo docenti per prepararlo a gestire le nuove modalità di insegnamento; a quanto ammonti la quantificazione delle risorse per realizzare il piano e come intenda il Ministero reperire le risorse finanziarie necessarie; come il Ministro interrogato intenda colmare questi ritardi e conciliarli con il programma di riforma scolastica denominato «Buona Scuola». (5-04825)