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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00616 presentata da BRAGA CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 06/03/2015

Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00616 presentato da BRAGA Chiara testo di Venerdì 6 marzo 2015, seduta n. 386 La VIII Commissione, premesso che: le modifiche introdotte delle leggi n.100 del 2012 e n.119 del 2013 nella normativa emergenziale di cui alla legge n.225 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, hanno ridefinito le regole inerenti gli istituti della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e del conseguente potere di ordinanza, allo stato attribuzione riservata al Capo del dipartimento della protezione civile; nel corso della vigenza dello stato di emergenza sono stati differenziati due momenti distinti: una prima fase, costituita dalla dichiarazione dello stato di emergenza la cui vigenza è stata contingentata (non più di 180 giorni, prorogabili al massimo per altri 180), e dall'immediato post-evento calamitoso, cui sono dedicate le risorse stanziate ed individuate da una delibera del Consiglio dei ministri per il finanziamento degli interventi di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 2 dell'articolo 5 della citata legge 225/1992, disciplinati con una ordinanza emergenziale adottata dal Capo del dipartimento della protezione civile; nella medesima ordinanza, inoltre, si procede alla nomina del Commissario delegato a cui è affidato il compito di predisporre un piano di interventi – da sottoporre all'approvazione del Capo del dipartimento – e di procedere alla ricognizione dei fabbisogni; una seconda fase che, a seguito della ricognizione dei fabbisogni effettuata dal commissario abbia ad oggetto il ripristino delle strutture e delle infrastrutture, pubbliche e private, danneggiate, nonché dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio, da porre in essere sulla base di procedure definite con la medesima o altra ordinanza; l'avvio dell'attuazione delle prime misure per far fronte alle esigenze urgenti, di cui alla lettera d) , entro i limiti delle risorse finanziarie individuate e secondo le direttive dettate con una nuova, specifica delibera del Consiglio dei ministri, sentita la regione interessata; al fine di individuare le procedure da espletare nell'immediato post evento e di ripartire equamente le scarse risorse disponibili è stata adottata la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 ottobre 2012 recante «indirizzi per lo svolgimento delle attività propedeutiche alle deliberazioni del Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza nazionale» con la quale si è voluta fornire alle regioni una procedura unica e condivisa da seguire nel momento della richiesta dello stato di emergenza, al fine di non creare situazioni di disparità tra i diversi eventi calamitosi, soprattutto nelle modalità di assegnazione delle risorse; a tale riguardo, nel medesimo contesto normativo è stato istituito il Fondo per le emergenze nazionali – FEN, ove confluiscono tutte le risorse destinate al finanziamento degli interventi conseguenti agli eventi calamitosi, finanziato per la prima volta con la legge di stabilità 2014 per 70 milioni di euro ed al quale facevano riferimento in termini di copertura, in base alla precedente normativa, dichiarazioni di emergenza dell'anno 2013; dall'entrata in vigore della legge 15 ottobre 2013, n.119 di conversione del decreto-legge 14 agosto 2013, n.93 – ad oggi, con 16 delibere del Consiglio dei ministri sono stati dichiarati n.30 stati di emergenza, dei quali l'Autorità di Governo non ha sinora deliberato alcun provvedimento di «2 a fase» fatto salvo il terremoto in Garfagnana e Lunigiana del 21 giugno 2013; il FEN è risultato assolutamente insufficiente anche per garantire il ristoro delle somme spese per la cosiddetta 1 a fase e allo stato attuale l'insufficienza del FEN comporta che gli stanziamenti successivi abbiano tempi di erogazione incompatibili con la tempistica dell'emergenza e ciò anche in relazione all'esiguità delle somme poste a disposizione, impegna il Governo ad assumere le necessarie iniziative per prevedere un adeguato rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali e garantire con strumenti appropriati la copertura degli interventi della cosiddetta 2 a fase, visto anche il susseguirsi di nuove dichiarazioni di emergenza che sta facendo lievitare il fabbisogno finanziario relativo alla cosiddetta 2 a fase stessa producendo, nel contempo, tra la popolazione e le istituzioni un sentimento di abbandono oltre che gravi ripercussioni in termini di credibilità ed aspettative deluse rispetto al ripristino delle attività colpite dagli eventi calamitosi. (7-00616) « Braga , Arlotti , Mariani , Borghi , Realacci , Giovanna Sanna , Mongiello , Carloni , Piccione , Mura , Terrosi , Carrescia , Marantelli , Montroni , Beni , Marchi , Baruffi , Galperti , Sbrollini , Capone , Dallai , Moretto , Tino Iannuzzi , Rubinato , Iacono , Romanini , Schirò , Taricco , Incerti , Fabbri , Gadda , Giacobbe , Ginoble , Capozzolo , Porta , Antezza , Boldrini , Ascani ».

 
Cronologia
mercoledì 4 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Il Presidente del Consiglio Renzi si reca in visita in Ucraina e nella Federazione russa.



giovedì 12 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (C. 2844).