Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04972 presentata da BERNINI MASSIMILIANO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 11/03/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-04972 presentato da BERNINI Massimiliano testo presentato Mercoledì 11 marzo 2015 modificato Giovedì 12 marzo 2015, seduta n. 390 MASSIMILIANO BERNINI , BENEDETTI , L'ABBATE . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che: la sicurezza alimentare e l'informazione volta alla protezione del consumatore sono diritti sanciti dall'articolo II-98 della Costituzione europea; anche la legislazione nazionale ne riconosce l'importanza fondamentale; il regolamento europeo 178/02 ha istituito nell'articolo 50 il sistema di allerta rapido per gli alimenti ed i mangimi (RASFF) che ogni Stato membro è tenuto ad attivare. Il RASFF è aggiornato e permette di segnalare eventuali problemi di sicurezza alimentare in tempo reale. In accordo all'articolo 52 dello stesso regolamento, le segnalazioni sono raccolte in un database che è consultabile da ogni cittadino ed impresa dell'Unione. Ogni anno la Commissione europea pubblica un rapporto annuale che elenca il numero di segnalazioni, la loro provenienza e l'esito; l'agricoltura biologica rappresenta in Europa uno dei settori in più forte espansione a tal punto che la capacità di produzione agricola e zootecnica non soddisfa la richiesta dell'industria di trasformazione e della distribuzione, determinando che gran parte dei prodotti di agricoltura biologica provengono quindi da Paesi extra europei; nel 2012, secondo i dati SINAB (sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica) le colture industriali importate in Italia sono state 7.783,59 tonnellate, i cereali sono stati 13.340,68 tonnellate, la frutta fresca e secca 10.002,48 tonnellate, gli ortaggi 5.609,99 tonnellate e i prodotti trasformati ben 14.324,42 tonnellate; il volume d'affari in Italia si aggira intorno ai 1,7 miliardi di valore del mercato interno (3,1 se si considera anche l’ export ) con un peso sul fatturato europeo dell'8 per cento; in Europa il giro d'affari più rilevante è quello della Germania con un valore del mercato nazionale pari a 6,6 miliardi di euro, seguita dalla Francia 3,8 miliardi e dal Regno Unito 1,9 miliardi; l'attuale legislazione europea prevede che gli Stati membri, in considerazione delle particolari caratteristiche dei loro territori, concedano deroghe all'applicazione delle norme di produzione europee, con la conseguenza che non esiste un vero biologico europeo, ma molteplici biologici nazionali o addirittura regionali; per le norme del commercio internazionale la Unione europea può chiedere l'importazione in conformità solo in presenza di regole certe, differentemente dal caso dell'agricoltura biologica europea a causa, come detto in precedenza, delle numerose deroghe nazionali; l'importazione dei prodotti biologici dai Paesi extra europei può avvenire in due modi: a) importazioni da Paesi terzi in regime di conformità (le produzioni devono essere state prodotte con le stesse regole europee); b) importazioni da Paesi terzi, in regime di equivalenza (le produzioni sono prodotte con regole di produzione e di controllo dei Paesi terzi riconosciute e giudicate «equivalenti»); in Europa possono entrare alimenti certificati biologici, ma prodotti con regole di produzione differenti rispetto a quelle italiane creando un danno economico notevole all'agricoltura biologica europea ed italiana e grave incertezza ai consumatori, che si nutrono di prodotti non conformi, ma solamente equivalenti alle norme europee; gli articoli 30 e 31 del regolamento (UE) n.834/07 sull'agricoltura biologica impongono agli Stati membri di informare in via elettronica gli altri Stati della Unione europea in caso si riscontrino irregolarità negli alimenti biologici prodotti nelle Unione europea e extra Unione europea con sistema elettronico denominato OFIS ( Organic Farming Information System ); l'articolo 94, punto 1, lettera c) , del Regolamento dell'Unione europea n.889/08 specifica altresì che le informazioni debbano essere trasmesse anche alla Commissione europea; il database OFIS, a differenza di quello RASFF, non è pubblico né la Commissione o alcuno Stato membro pubblica alcuna nota di sintesi dei dati in esso presenti; le irregolarità che compongono i database OFIS non riguardano la sicurezza alimentare, ma per le motivazioni sopra riportate, sono elementi che garantiscono la trasparenza e l'informazione dei consumatori–: se, nei limiti delle sue competenze, intenda intraprendere iniziative nei confronti della Commissione europea affinché i dati OFIS siano resi pubblici come quelli del sistema di allerta rapido per gli alimenti ed i mangimi; se non reputi doveroso chiedere alla Commissione di pubblicare annualmente una relazione sulla base dei dati OFIS; se intenda assumere iniziative affinché possa essere posta all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo la necessità che i dati OFIS siano resi pubblici come quelli del sistema di allerta rapido per gli alimenti ed i mangimi; se il Ministro non possa, di sua iniziativa, rendere pubblici ed aggiornare, con le stesse modalità del sistema di allerta rapido per gli alimenti ed i mangimi, i dati presenti nel database nazionale OFIS che invia alla Commissione e agli altri Stati membri in attuazione dei Regolamenti dell'Unione europea n.834/07 e n.889/08. (5-04972)