Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05019 presentata da FEDRIGA MASSIMILIANO (LEGA NORD E AUTONOMIE) in data 12/03/2015

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05019 presentato da FEDRIGA Massimiliano testo di Giovedì 12 marzo 2015, seduta n. 390 FEDRIGA . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: l'ENPAF, Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti, è un ente gestore di forme di previdenza di primo pilastro, avente lo scopo di provvedere al trattamento pensionistico dei farmacisti ad esso iscritti ed al trattamento pensionistico integrativo per i farmacisti dipendenti che già per legge pagano i contributi all'INPS; i contributi obbligatori debbono essere corrisposti per tutta la durata dell'iscrizione a norma dell'articolo 3 dello statuto dell'Ente; è fatta temporanea eccezione per l'iscritto colpito da infortunio o da malattia con conseguente inabilità assoluta all'esercizio professionale per la durata superiore a sei mesi e per l'iscritto disoccupato involontariamente; in tali casi, l'iscritto può richiedere che il contributo da lui corrisposto per la sezione previdenza sia rimborsato dalla sezione assistenza per il periodo della malattia o della disoccupazione in relazione alle possibilità della relativa gestione, sempre che sussistano le condizioni previste dal successivo articolo 37; tutti i farmacisti obbligatoriamente iscritti all'Ordine, siano essi occupati, inoccupati o disoccupati, devono quindi pagare la tassa annuale di iscrizione all'Ordine medesimo (pari a 125 euro) ed i contributi Enpaf; sono previste, su domanda, riduzioni percentuali del contributo obbligatorio Enpaf in favore dell'iscritto che, in relazione all'attività esercitata, sia soggetto anche al regime di assicurazione generale obbligatoria. Analoga facoltà di riduzione (pari all'85 per cento) è prevista anche sia in favore dei disoccupati involontari, che in favore degli iscritti e dei pensionati Enpaf che non esercitino attività professionale; a decorrere dal 1 o gennaio 2004, per gli iscritti per la prima volta all'Enpaf, soggetti all'assicurazione generale obbligatoria in ragione dell'attività professionale esercitata, hanno facoltà di versare, in luogo del contributo previdenziale, un contributo di solidarietà pari al 3 per cento del contributo approvato dal Consiglio nazionale, inefficace ai fini previdenziali; tale contributo, quindi, proprio perché non dà diritto ad alcun riconoscimento a livello pensionistico, si configura come una sorta di «obolo» da versare all'ENPAF per poter svolgere la propria professione; sono previste – ovviamente – sanzioni in caso di omesso o tardivo pagamento dei contributi dovuti; l'iscritto che non provveda al versamento dei contributi obbligatori entro i termini stabiliti dall'ente, ovvero vi provveda in misura inferiore a quella dovuta, è infatti tenuto a versare all'Ente il contributo evaso aumentato di una somma aggiuntiva determinata applicando, in ragione d'anno, il tasso d'interesse di differimento e di dilazione di cui all'articolo 13 del decreto-legge 29 luglio 1981, n.402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n.537, e successive modificazioni ed integrazioni, ulteriormente maggiorato di tre punti, ai sensi dell'articolo 1, comma 217 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n.662; secondo le norme succitate, la somma aggiuntiva non può essere comunque superiore al 100 per cento dell'importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza fissata; in caso di evasione, oltre a alla somma aggiuntiva, l'iscritto è tenuto anche al pagamento di una sanzione « una tantum », graduata secondo criteri fissati dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro del 18 marzo 1997; indubbiamente in questi anni di crisi economica una quota cosiddetta a fondo perduto – in quanto appunto inefficace ai fini previdenziali – è decisamente gravosa, specie per i collaboratori di farmacia o parafarmacia (questi ultimi peraltro hanno già come ente pensionistico l'Inps); non da ultimo, il diritto al trattamento pensionistico si consegue dopo il 68 o anno di età con un minimo di 30 anni di contributi e 20 anni attività, per un ammontare, comunque, di circa il 15 per cento del totale dei contributi versati–: se e quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare affinché possano essere rivisti in diminuzione le quote a carico di tutti i farmacisti occupati ed al contempo possano essere esonerati dal versamento della medesima tutti gli inoccupati; se non ritenga opportuno valutare di assumere iniziative affinché l'Ente proceda alla restituzione delle quote sinora percepite in termini di contributo di solidarietà dal 2008, anno di stima di inizio della crisi economica, all'anno 2014; se non convenga sulla necessità di risolvere la questione della doppia contribuzione e di rendere l'Enpaf un ente a contribuzione volontaria per coloro che, in ragione dell'attività esercitata, sono già per legge iscritti all'assicurazione generale obbligatoria; se non ritenga, altresì, opportuno assumere iniziative per prevedere la facoltà per l'iscritto, in caso di mancato raggiungimento dei 30 anni di versamenti, di ottenere la restituzione dei contributi comunque versati o, in alternativa, la possibilità della totalizzazione ovvero della ricongiunzione a titolo oneroso. (5-05019)





 
Cronologia
mercoledì 4 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Il Presidente del Consiglio Renzi si reca in visita in Ucraina e nella Federazione russa.



giovedì 12 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (C. 2844).

mercoledì 18 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Tunisi, un commando dell'IS, dopo un attacco, respinto, al Parlamento tunisino, apre il fuoco contro un pullman di turisti e si asserraglia nel Museo del Bardo. Il bilancio è di 24 morti, tra cui 4 italiani.