Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05040 presentata da PALMIERI ANTONIO (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 16/03/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05040 presentato da PALMIERI Antonio testo di Lunedì 16 marzo 2015, seduta n. 392 PALMIERI . — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: il 10 marzo 2015 alcuni organi di stampa hanno raccontato un episodio discutibile avvenuto a Trieste. Il comune infatti, nelle scorse settimane ha aderito a un progetto, proposto ai bambini di 45 scuole dell'infanzia della città, che mira, si legge in un opuscolo informativo, «a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento che permetta loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale»; nel kit ludico-didattico del «Gioco del rispetto – Pari e dispari», così lo hanno chiamato gli organizzatori, è previsto che i bambini e le bambine possano esplorare i corpi dei compagni, e persino, si legge nel progetto, «riconoscere che ci sono differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell'area genitale». Le ideatrici del progetto ci tengono a sottolineare quanto sia «importante confermare loro che maschi e femmine sono diversi in questo aspetto e nominare senza timore i genitali maschili e femminili»; fra i giochi proposti, inoltre, c’è anche quello del «Se fossi», nel corso del quale i bambini si travestono con abiti tipici del sesso opposto. «I bambini e le bambine – si legge ancora – potranno indossare vestiti diversi dal loro genere di appartenenze e giocare così abbigliati»; alcuni genitori si sono opposti per diversi motivi: il progetto in questione non era stato inserito nel Pof, il piano di offerta formativa, e quindi non era stato prospettato alle famiglie. Così un genitore, accortosi per caso del progetto e contrariato dall'iniziativa, ha inviato una diffida alla dirigente scolastica; solo dopo alcuni giorni dalla diffida, la scuola ha deciso di affiggere in bacheca avvisi generici per i genitori circa l'implementazione del gioco. Avvisi che presentavano il progetto per la «sensibilizzazione contro la violenza sulle donne», cosa che a giudizio dell'interrogante non corrisponde, così come si evince dalle stesse parole degli organizzatori sull'opuscolo informativo, al reale contenuto dell'iniziativa; sempre solo alcuni giorni dopo la diffida, la dirigente ha fatto esporre un cartello con scritto: «Kit» e una freccia che indica una scatola su un tavolino. Questa doveva essere, probabilmente, la sua attività di informazione alle famiglie circa la valenza educativa del «Gioco» in questione; «Ho letto i testi di questo gioco del rispetto, come viene chiamato e sono aberranti», ha spiegato al quotidiano Il Giornale uno dei genitori che si sono schierati contro questo «gioco». «Negano che ci siano discorsi sull'ideologia gender però fanno travestire i maschietti da femmine e viceversa e poi filmano brevi interviste per farli dire come si sentono»; posto ciò, appare evidente come in questo caso non si tenti assolutamente di insegnare il rispetto tra le persone, ma di introdurre in maniera subdola l'ideologia del gender fra i minori e di instillare nei giovani alunni l'idea che non esistono maschio e femmina, madre e padre. A rendere ancora più grave la situazione, c’è il fatto che questo «gioco» è rivolto a bambini in età prescolare di appena 3-4 anni–: quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per garantire il diritto alla libertà di educazione della famiglia e la scelta educativa dei genitori; se non ritenga necessaria l'attivazione di una procedura ispettiva al fine di sospendere il progetto. (5-05040)