Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/05070 presentata da LAFFRANCO PIETRO (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 18/03/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05070 presentato da LAFFRANCO Pietro testo di Mercoledì 18 marzo 2015, seduta n. 394 LAFFRANCO e SANDRA SAVINO . — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: il Consiglio di Stato (sezione IV), accogliendo a due anni di distanza un nuovo ricorso presentato dall'allora consiglio d'amministrazione della Banca popolare di Spoleto, ha stabilito l'illegittimità dello scioglimento del consiglio di amministrazione e la conseguente sottoposizione ed amministrazione straordinaria dell'istituto; lo scorso 10 febbraio 2015, i giudici amministrativi a seguito delle precedenti decisioni del TAR del Lazio, (che aveva respinto una prima istanza per l'annullamento del commissariamento), hanno infatti riformato la sentenza del 12 febbraio 2014 con la quale è stato rigettato il ricorso contro il Ministero interrogato e la Banca d'Italia, che ha in seguito decretato lo scioglimento degli organi di amministrazione e di controllo della banca stessa, sottoposta a straordinaria amministrazione; la sentenza del Consiglio di Stato, in particolare, ha contestato al Ministero dell'economia e delle finanze di non aver svolto in maniera approfondita e autonoma l'attività di verifica e controllo rispetto alla decisione di disporre l'amministrazione straordinaria della banca popolare di Spoleto; sarebbe stato peraltro, ad avviso degli interroganti, più opportuno che la Banca d'Italia avesse consentito l'aumento del Capitale sociale della banca popolare di Spoleto e la nomina di commissari straordinari; in termini più espliciti la sentenza rileva che la Banca d'Italia avrebbe formulato una proposta accettata in maniera acritica dal Ministro interrogato, la quale invece avrebbe dovuto avviare un'istruttoria autonoma o quantomeno promuovere una valutazione critica, sulla proposta di commissariamento avanzata dalla stessa Banca d'Italia, che in qualità di autorità di vigilanza, è l'unica istituzione a poter dare impulso al procedimento; la suesposta vicenda, a giudizio dell'interrogante, evidenzia una serie di rilevanti criticità nell'ambito delle decisioni adottate dal Ministro interrogato, in considerazione del fatto che il dispositivo della sentenza emanata dal Consiglio di Stato, evidenzia a giudizio degli interroganti un comportamento superficiale e di contrarietà, connesso alle disposizioni del decreto dello stesso Ministro, che rinvia semplicemente agli atti ispettivi della Banca d'Italia, senza aver preliminarmente esaminato in modo analitico il contenuto delle ipotetiche irregolarità svolte dalla Banca popolare di Spoleto–: quali siano state le motivazioni per i quali il Ministro interrogato, con il decreto ministeriale dell'8 febbraio 2013, abbia proceduto a porre in amministrazione straordinaria l'istituto di credito umbro citato nella premessa, e quali siano le ragioni per le quali il Ministro interrogato, secondo quanto emerge dalla sentenza del Consiglio di Stato, non abbia avviato un'istruttoria autonoma, o quantomeno un'attività verifica e controllo rispetto alla proposta della Banca d'Italia di porre in amministrazione straordinaria la banca. (5-05070)