Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01834 presentata da FEDRIGA MASSIMILIANO (LEGA NORD E AUTONOMIE - LEGA DEI POPOLI - NOI CON SALVINI) in data 10/11/2015
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01834 presentato da FEDRIGA Massimiliano testo presentato Martedì 10 novembre 2015 modificato Mercoledì 11 novembre 2015, seduta n. 519 FEDRIGA , ALLASIA , ATTAGUILE , BORGHESI , BOSSI , BUSIN , CAPARINI , GIANCARLO GIORGETTI , GRIMOLDI , GUIDESI , INVERNIZZI , MOLTENI , GIANLUCA PINI , RONDINI , SALTAMARTINI e SIMONETTI . — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: un cittadino tunisino che si fa chiamare Mohamed Ben Sar, approdato a Lampedusa nel mese di ottobre 2015, ha affermato di essere un perseguitato politico, chiedendo su queste basi di essere ammesso ai benefici riconosciuti ai meritevoli di tutela internazionale; la Tunisia, tuttavia, è uno dei pochi Paesi usciti dalle «primavere arabe» con istituzioni politiche pluralistiche, come prova la celebrazione di più elezioni multipartitiche, che hanno permesso l'alternarsi di Governi vicini alla Fratellanza musulmana e poi laici; Mohamed Ben Sar è risultato ad un più attento esame essere Ben Nasr Mehdi, cittadino tunisino sottoposto a sette anni di carcere dopo essere stato fermato nel 2007 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia e recluso negli istituti di pena italiani, prima di essere rispedito in patria; Ben Nasr Mehdi è risultato gestire cellule jihadiste impegnate a Damasco; più di recente, Ben Nasr Mehdi si è proposto come punto di riferimento per le reclute pronte a partire per Libia e Siria; l'identificazione del pericoloso jihadista è stata fatta grazie al confronto con le impronte digitali, acquisite nel 2007; in seguito all'avvenuta identificazione, Ben Nasr Mehdi è stato immediatamente arrestato e trasferito in Tunisia, dov’è stato consegnato alle autorità locali; la notizia è stata a lungo tenuta nascosta, non si sa bene per quali ragioni; non è la prima volta che un terrorista si confonde fra le decine di migliaia di clandestini che sbarcano sulle coste italiane, come prova il recente caso del jihadista pakistano, Mohammad Bilal, recentemente fermato a Sailetto, in provincia di Mantova, in seguito alle proprie attività di propaganda sul web finalizzata al reclutamento di aspiranti terroristi, anche lui giunto a suo tempo nel nostro Paese con i barconi–: alla luce dei due episodi segnalati in premessa, se il Governo sia ancora persuaso che via mare non arrivino insieme ai profughi ed ai migranti economici anche pericolosi jihadisti e quali iniziative si conti di mettere in campo per individuarli ed impedir loro di sbarcare nei porti italiani. (3-01834)