Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00879 presentata da MANZI IRENE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 04/01/2016
Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00879 presentato da MANZI Irene testo di Lunedì 4 gennaio 2016, seduta n. 543 La VII Commissione, premesso che: la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei, nell'ambito della riforma della scuola secondaria di secondo grado, determinata con decreto del Presidente della Repubblica n.89 del 15 marzo 2010, ha comportato, per quanto concerne l'istruzione artistica, la trasformazione degli Istituti d'arte in licei artistici; a seguito dell'introduzione dei nuovi percorsi formativi è stato fatto confluire nei licei artistici e nei loro laboratori ed archivi un prezioso patrimonio di tradizioni, opere, manufatti, saperi artigianali e artistici rappresentativi di conoscenze ed usi locali, diventati nel tempo simbolo della storia, della cultura e della ricchezza del nostro Paese, anche a livello internazionale; grazie alle pratiche d'insegnamento, all'abilità tecnica e progettuale, alla creatività e alla cosiddetta «manualità» colta, attivata da tanti validi docenti negli ex istituti d'arte, sono stati realizzati prodotti e trasmessi saperi che hanno concorso allo sviluppo del made in Italy , un brand che è sinonimo di qualità, creatività e competenza; saperi che, senza un'adeguata e attenta azione di tutela, rischiano di essere dispersi; l'avvenuto processo di licealizzazione, oltre a mettere a rischio il significativo patrimonio culturale accumulato negli anni all'interno degli ex istituti d'arte, rischia altresì di compromettere in modo significativo l'acquisizione di abilità manuali specifiche che, in passato, veniva assicurata grazie al percorso curriculare, anche laboratoriale, prevista negli ex istituti d'arte; tali criticità sono state, di recente evidenziate, dalla Carta di Ravenna, elaborata e stipulata ad ottobre 2015, in occasione del «Convegno per la tutela del patrimonio artistico e culturale delle scuole d'arte», promosso per favorire una valutazione complessiva a conclusione del primo quinquennio di esperienza del nuovo ordinamento dei licei artistici; in essa, i sottoscrittori, legati a vario titolo alla tradizione degli ex istituti d'arte, hanno evidenziato come, a seguito dell'avvenuta licealizzazione, la mancanza o la carenza di pratiche scolastiche e di percorsi formativi che educhino alla acquisizione di abilità tecniche e manuali, espressione anche delle diverse vocazioni territoriali, rischiano di impedire lo sviluppo di nuove potenzialità artistiche ed artigianali; il rischio ulteriore è che, con il diminuire delle ore destinate alle attività pratiche, i laboratori con i loro strumenti vengano lasciati in un improduttivo stato di abbandono e che l'ex istituto d'arte, divenuto liceo artistico, perda il senso del suo stare all'interno del sistema produttivo e la sua capacità di alimentarlo; visto il valore delle opere prodotte in questi anni all'interno degli istituti d'arte, i promotori della Carta di Ravenna intendono, altresì, favorire un processo di maggiore valorizzazione e recupero del patrimonio mobile conservato all'interno dei depositi dei licei artistici, favorendo a tal fine un coinvolgimento e coordinamento del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; alla luce dei contenuti della «Carta d'intenti» ravennate e delle riflessioni condotte, si rende opportuno ed auspicabile, peraltro come già disposto da specifica norma del decreto-legge n.104 del 2013, attuare un processo di verifica dei contenuti della cosiddetta legge Gelmini e, in particolare, del processo di licealizzazione degli istituti d'arte, procedendo, nel caso, ad un aggiornamento, anche in termini di indirizzi, dei contenuti formativi degli stessi; alla luce anche delle importanti e significative innovazioni introdotte dall'articolo 1, comma 60, della legge n.107 del 2015, altrettanto importante a tal fine può rivelarsi lo strumento dell'alternanza scuola-lavoro, attraverso il quale è possibile recuperare il patrimonio di tecniche e di conoscenze laboratoriali presenti negli ex istituti d'arte, intrecciando le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio e le personali abilità ed esigenze formative degli studenti, anche mediante il coinvolgimento delle regioni e dei comuni, chiamati a favorire il collegamento tra formazione artistica e sistemi di produzione artistica, artigianale e industriale locale, al fine di corrispondere alle esigenze e alle vocazioni delle realtà territoriali e di potenziare servizi e professioni in grado di incoraggiare lo sviluppo socio-economico del territorio; si rende altresì necessario un impegno diretto dei licei artistici volto al recupero e alla conservazione delle opere che rappresentano il loro patrimonio didattico ed artistico anche promuovendo, in accordo con i ministeri competenti e gli enti locali interessati, un'opera di catalogazione e valorizzazione delle opere prodotte negli anni all'interno degli ex istituti d'arte, alcune delle quali sono frutto del lavoro di artisti importanti del panorama artistico e nazionale, al fine di consentire anche una maggiore conoscenza delle stesse da parte di studenti e cittadini, impegna il Governo: a dare piena attuazione alle previsioni del decreto-legge n.104 del 2013, dirette a monitorare gli esiti della cosiddetta riforma Gelmini, con particolare riferimento all'avvenuto processo di licealizzazione degli istituti d'arte, al fine di verificarne gli esiti e di valutare l'eventuale aggiornamento, anche in termini di indirizzi, dei loro contenuti formativi; a dare piena attuazione, riguardo alla formazione artistica, ai princìpi ispiratori della cosiddetta Carta di Ravenna nel mese di ottobre 2015, attraverso un recupero ed una valorizzazione dei saperi artistici e manuali presenti all'interno degli ex istituti d'arte e del patrimonio artistico acquisito in questi anni al loro interno; a promuovere, a tal fine, un pieno coinvolgimento dei Ministeri dell'istruzione dell'università e della ricerca e dei beni e delle attività culturali e del turismo, oltre che delle regioni e dei comuni, per attuare un'azione diretta a favorire la catalogazione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, materiale ed immateriale dei licei artistici, al fine di evitare la dispersione della ricca e variegata produzione artistica in essi conservata. (7-00879) « Manzi , Ghizzoni , Carocci , Dallai , Malisani , Narduolo , Sgambato , Pes ».