Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00338 presentata da GIOVANARDI CARLO (GRANDI AUTONOMIE ELIBERTA' (GRANDE SUD,POPOLARI PER L'ITALIA, FEDERAZIONE DEI VERDI, MODERATI, MOVIMENTO BASE ITALIA, IDEA)) in data 12/01/2016
Atto Senato Interpellanza 2-00338 presentata da CARLO GIOVANARDI martedì 12 gennaio 2016, seduta n.557 GIOVANARDI, COMPAGNA, QUAGLIARIELLO, AUGELLO, Mario MAURO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che: recentemente la Corte di cassazione ha definitivamente assolto 3 agenti di custodia, contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile, sostenendo fossero responsabili della morte del giovane Stefano Cucchi; dopo l'assoluzione dei 3 agenti di custodia, Ilaria Cucchi, sorella del ragazzo, ha pubblicato sul suo profilo "Facebook" la foto di un carabiniere, accusandolo di essere l'assassino di Stefano Cucchi; analoga iniziativa è stata assunta dalla signora Lucia Uva nei confronti di un poliziotto di Genova, accusato, in concorso con altri poliziotti e carabinieri, di aver causato la morte del fratello Giuseppe, in un processo in corso, determinato da una imputazione coatta del giudice per le indagini preliminari, dopo che 3 pubblici ministeri, fra cui il procuratore capo di Varese, avevano chiesto l'archiviazione del caso, non avendo riscontrato elementi di responsabilità a carico di agenti di polizia e carabinieri; Patrizia Moretti Aldrovandi ha espresso solidarietà alle signore Cucchi e Uva, dichiarandosi pentita di non aver compiuto lo stesso gesto nei confronti dei poliziotti condannati per omicidio colposo per la morte del figlio Federico Aldrovandi; la stessa signora Moretti, in un pubblico incontro in data 27 novembre 2015, aveva paragonato i 4 poliziotti di Ferrara, che colposamente avevano determinato la morte del figlio, ai terroristi che avevano insanguinato Parigi; in questo clima di odio, gli agenti e i carabinieri, così brutalmente esposti come assassini prima che alcun tribunale abbia accertato le loro eventuali responsabilità, sono stati minacciati di morte e insultati insieme ai famigliari in un crescendo che è arrivato persino a cori organizzati dagli ultras contro le forze dell'ordine; non vi è dubbio alcuno circa il divieto di esercitare violenza fisica e morale nei confronti di persone private della libertà e sottoposte alla custodia dello Stato e circa la necessità di accertare le responsabilità e irrogare le relative sanzioni, qualora a tale divieto si contravvenga. Ma analoga interdizione, della quale nessun dolore può consentire l'inosservanza quasi fosse una impropria forma di "vendetta" da parte di chi ha perso un familiare, dovrebbe riguardare le violenze morali, soprattutto nei riguardi di persone delle quali non sia stata ancora, o addirittura non sia stata mai, dichiarata la colpevolezza, si chiede di sapere quali iniziative pubbliche intenda intraprendere il Governo per tutelare la dignità e l'incolumità personale degli appartenenti alle forze dell'ordine e delle loro famiglie di fronte ad una evidente strategia di discredito che può portare a conseguenze anche più gravi di quelle immaginate da coloro che la mettono in atto. (2-00338)