Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02484 presentata da SCIBONA MARCO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 12/01/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02484 presentata da MARCO SCIBONA martedì 12 gennaio 2016, seduta n.557 SCIBONA, BERTOROTTA, GAETTI, GIROTTO, SANTANGELO, BUCCARELLA, LUCIDI, PAGLINI, CAPPELLETTI, CASTALDI, MORONESE, DONNO, AIROLA, MANGILI, PETROCELLI, COTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che: da notizie di stampa ("il Fatto Quotidiano" on line , dell'8 gennaio 2016) si apprende che nel mese di novembre 2015 si è svolta una missione diplomatica, con il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, accompagnato da una delegazione, in Arabia Saudita; nell'ambito della missione, domenica 8 novembre 2015 il premier Renzi ha incontrato il principe ereditario e Ministro dell'interno, Mohammed bin Nayef, e il vice principe ereditario e Ministro della difesa, Mohammed bin Salman; lunedì 9 novembre il Presidente del Consiglio dei ministri ha visitato il cantiere della metropolitana di Riad ed in seguito ha incontrato Re Salman bin Abdulaziz Al Saud; la delegazione, oltre che dal Presidente del Consiglio dei ministri ed alcuni vertici di importanti aziende italiane, era composta di diversi funzionari, sia della Presidenza del Consiglio dei ministri che di alcuni Ministeri; è uso che il Paese ospitante rechi in dono agli ospiti oggetti e suppellettili; il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 4 giugno 2013, n. 129), recante "Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165", regola il codice di comportamento dei dipendenti pubblici e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare; tra le disposizioni principali, il suddetto decreto del Presidente della Repubblica, all'art. 4, contempla il divieto per il dipendente pubblico di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore (non superiore a 150 euro), anche sotto forma di sconto. I regali e le altre utilità comunque ricevuti sono immediatamente messi a disposizione dell'amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali; il codice di comportamento etico dei dipendenti del Ministero degli affari esteri del 2014, all'art. 3, rubricato "Regali e registro doni", stabilisce regole ferree sul tema dei doni, vietando di trattenere doni di valore superiore all'importo di 150 euro; il codice di comportamento e di tutela della dignità e dell'etica dei dirigenti e dei dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 settembre 2014, stabilisce le regole di comportamento dei dipendenti pubblici; in particolare all'art. 4, rubricato "Regali compensi e altre utilità" è fatto divieto ai dipendenti di accettare doni in qualunque forma, fatta eccezione per le consuetudini internazionali, ma a patto che il dono sia di modico valore; i codici di comportamento etico del Ministero degli affari esteri e della Presidenza del Consiglio dei ministri si adeguano al contenuto della delibera n. 75 dell'Autorità nazionale anticorruzione del 24 ottobre 2013, la quale, nel richiamare il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, definisce l'insieme di queste norme "la base minima e indefettibile di ciascun codice di comportamento adottato dalle varie amministrazioni"; secondo le disposizioni contenute nelle disposizioni suddette, qualora il dipendente pubblico dovesse ricevere un dono, è d'obbligo consegnarlo alla propria amministrazione per essere restituito, utilizzato per impreziosire le sedi istituzionali o devoluto per scopi umanitari; l'8 febbraio 2012 il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore , Mario Monti, con una circolare inviata ai dipendenti di Palazzo Chigi e del Ministero dell'economia e delle finanze, raccomandava al personale di non accettare alcun dono, come regola di comportamento e di trasparenza dei dipendenti pubblici; tale approccio è stato accolto con favore dall'opinione pubblica ed è stato recentemente richiamato durante il cosiddetto "caso Lupi", occorso nel marzo 2015, riguardante il dono di un orologio "Rolex", cui seguirono le dimissioni del ministro Lupi; considerato che: come riportato dalle indiscrezioni giornalistiche del citato articolo del "il Fatto Quotidiano", e in seguito confermate da una nota della stessa Presidenza del Consiglio dei ministri, nella notte tra l'8 e il 9 novembre 2015, all'atto della distribuzione dei doni ricevuti dalla delegazione italiana in Arabia Saudita, sarebbe nato un alterco tra i funzionari statali per l'accaparramento dei doni; si apprende inoltre che i doni fossero di valore di molto superiore ai 150 euro, valore indicato dalla normativa italiana come limite per cui il dono va rifiutato, oppure consegnato agli uffici preposti, in quanto rientra nella disponibilità dello Stato, e che sarebbe dovuta intervenire la scorta del Presidente del Consiglio dei ministri, composta da agenti di pubblica sicurezza, per sedare la rissa tra i funzionari statali e per sequestrare i doni, fino a custodirli per l'intera durata della missione diplomatica; considerato infine che: i rapporti dell'Italia con l'Arabia Saudita sono controversi, in considerazione della politica del Regno, sprezzante dei diritti umani e delle norme di democrazia di base. A parere degli interroganti, tale circostanza rende ancor più inappropriato ed inopportuno accettare regali, soprattutto quando questi potrebbero mettere in dubbio la rettitudine ed incorruttibilità del dipendente pubblico, in ordine a una qualsiasi forma di beneficio diretto o indiretto o ad una contropartita; a giudizio degli interroganti il citato episodio ha gettato un'ombra oscura sull'autonomia del Governo italiano e sulla condotta dei singoli componenti della delegazione italiana in Arabia Saudita, si chiede di sapere: quale sia l'effettiva consistenza ed il valore dei doni ricevuti durante la missione diplomatica di cui in premessa e se la totalità dei doni stessi sia nelle disponibilità della Presidenza del Consiglio dei ministri; da chi fosse effettivamente composta la delegazione italiana che ha partecipato alla missione in Arabia Saudita nel novembre 2015; quanti e quali funzionari statali avrebbero partecipato all'alterco avvenuto in sede di distribuzione dei doni; quale sia l'esatta cronistoria dell'evento e se l'intervento della scorta del Presidente del Consiglio dei ministri sia avvenuto nelle more dell'attività di Polizia giudiziaria o comunque di agenti di pubblica sicurezza e se quindi di tale evento sia stato redatto verbale di Polizia; se si ritenga di dove sanzionare disciplinarmente i funzionari statali che hanno causato la cosiddetta rissa, durante la missione diplomatica in Arabia Saudita; se si intenda restituire i doni o destinarli a qualche forma di azione umanitaria, così come previsto dalla normativa vigente e dai richiamati codici di comportamento etico. (3-02484)