Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02485 presentata da BENCINI ALESSANDRA (ITALIA DEI VALORI) in data 12/01/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02485 presentata da ALESSANDRA BENCINI martedì 12 gennaio 2016, seduta n.557 BENCINI, Maurizio ROMANI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che: come noto, l'attività di "censimento" dell'utenza non abbonata alla RAI Radiotelevisione Italiana è stata, sino ad oggi, svolta da circa 100 agenti di commercio iscritti, in virtù dei contratti sottoscritti, al Fondo di previdenza dell'ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio (E.N.A.S.A.R.C.O); il contratto di agenzia tra la RAI e gli agenti suddetti prevede l'affidamento dell'incarico "di svolgere attività promozionale nel campo degli abbonamenti TV nonché dei prodotti commercializzati dall'azienda nella zona assegnatagli sul territorio di competenza della sede RAI (….). In particolare, l'agente dovrà: fornire agli utenti non abbonati che contatterà (e di cui dovrà segnalare i nominativi) le opportune indicazioni in ordine alla legislazione che regola la materia degli abbonamenti; invitare i medesimi a regolarizzare la loro posizione; inviare alla sede RAI con lettera o sistemi telematici i nominativi degli utenti non abbonati entro e non oltre il giorno successivo ai contatti; promuovere la vendita di prodotti che verranno individuati dal preponente (…)"; nel contratto di agenzia, in merito al compenso degli agenti incaricati, si legge che: "il compenso per l'incarico affidato è costituito dalle provvigioni per i nuovi abbonamenti acquisiti e da quelle relative alla commercializzazione di prodotti del preponente (…)" mentre, in ordine agli obblighi dell'agente RAI, viene disposto, tra gli altri, come "(…) per lo svolgimento dell'incarico l'agente potrà avvalersi delle eventuali informazioni (da considerare a carattere strettamente riservato) disponibili presso la sede del preponente. L'agente si impegna espressamente a mantenere il più stretto riserbo su tali informazioni e a non utilizzarle per motivi diversi (…). L'agente si impegna altresì a prestare attività di recupero dei canoni dovuti e non regolarmente corrisposti dagli abbonati. Tale incarico sarà disciplinato, anche per quanto riguarda i compensi di spettanza dell'agente, con lettera a parte"; considerato che: nella sostanza, il lavoro degli agenti RAI è consistito prevalentemente, se non esclusivamente, nel reperire gli utenti non abbonati, al fine di sollecitare i medesimi a regolare la loro posizione, attraverso il pagamento del canone e, conseguentemente, a prestare attività di recupero dei canoni dovuti e non regolarmente corrisposti dagli abbonati. Ed invero, l'attività legata ai prodotti commercializzati dall'azienda, individuati e individuabili di volta in volta dal preponente, non è mai, di fatto, stata svolta e, pertanto, ha rappresentato, sin dall'origine, un mercato del tutto marginale ed arido di introiti; per lo svolgimento dell'incarico, la RAI ha fornito, nello specifico, appostiti tabulati, contenenti dati estratti, esemplificativamente, da certificati di residenza, certificati di stato di famiglia, eccetera, ottenuti dagli uffici anagrafici dei vari Comuni italiani e dagli enti erogatori di servizi pubblici e privati, attraverso i quali reperire gli indirizzi utili, al fine di prendere contatto con gli utenti non abbonati e "invitare" i medesimi al pagamento del canone RAI. In particolare, così come si evince dal contratto di agenzia e dall'annesso codice etico dell'agente RAI (comportamento dell'agente incaricato del censimento dell'utenza non abbonata), i dati sensibili contenuti in tali tabulati vengono trattati dagli agenti, quali incaricati RAI, con assoluto riserbo e per finalità di promozione degli abbonamenti radiotelevisivi precisando che in relazione al canone di abbonamento, RAI agisce per conto dell'Agenzia dell'entrate; il lavoro di reperimento degli utenti non abbonati, svolto dagli agenti suddetti oramai da tempo considerevole (oltre 10 anni) e pagato in percentuale in termini di affari conclusi positivamente, ha rappresentato per la RAI un'attività dalla quale sono derivati diversi milioni di euro di incasso; gli agenti, ancora ad oggi, nutrono forti dubbi sulla tipologia di rapporto di lavoro in essere con l'azienda RAI in quanto non dipendenti ma, al contempo, nemmeno rappresentanti/agenti di commercio al 100 per cento. Ed invero, lamentano di non poter trarre guadagno da tutto il procacciato della zona di riferimento, poiché gli abbonamenti stipulati, grazie al loro operato, e rinnovati di anno in anno, non vengono riconosciuti ai medesimi nella fase del "rinnovo". Ed ancora, tutto ciò che la Rai procaccia nella zona di riferimento degli agenti (anche contemporaneamente e, conseguentemente, concorrenza con gli stessi) non viene loro riconosciuto, così come il recupero dei "morosi" (cioè di coloro che, pur essendo abbonati, hanno sospeso i pagamenti) è di pertinenza esclusiva dell'azienda; considerato, infine, che: la legge di stabilità per il 2016 prevede che il canone RAI venga pagato con la "bolletta elettrica", a partire dal 1° luglio del 2016 e in quella bolletta saranno contenuti gli arretrati, ovvero quanto dovuto dal 1° gennaio. Ciò non può che comportare, come logica conseguenza, drammatiche ripercussioni sulla posizione lavorativa degli agenti RAI che, sino ad ora, hanno svolto l'attività di reperimento dei non abbonati; del resto, le grandi perplessità riguardanti il futuro degli agenti di commercio ha formato oggetto di apposita istanza in tal senso, in sede di discussione della legge di stabilità per il 2016. Nello specifico, l'impegno al Governo a valutare la possibilità di assicurare il mantenimento del posto di lavoro da parte degli agenti in esame (si veda l'ordine del giorno G3.100 al disegno di legge n. 1800_B) ha trovato accoglimento; in data 30 dicembre 2015 la RAI, in virtù di quanto disposto dalla legge di stabilità per il 2016, così come riportato, è giunta alla determinazione di risolvere il contratto di agenzia per molti degli agenti RAI (circa 50) prevedendo per gli altri (circa 60), invece, una variazione contrattuale con annessa possibilità di non accettazione. Sulla base di tale modifica viene disposto il solo reperimento dell'utenza cosiddetta TVS (attività promozionale nel campo degli abbonamenti TV e radio speciali e dei prodotti commercializzati dall'azienda), vale a dire dei locali pubblici. Ciò significa lavorare in un mercato che, notoriamente, rende l'80 per cento in meno rispetto al percepito fino ad ora. Non viene riconosciuta, inoltre, alcuna forma di fisso mensile né tantomeno il rimborso chilometrico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano verificare, nel dettaglio, le prospettive occupazionali future degli agenti RAI, impegnati, da anni nell'attività volta al reperimento dei cosiddetti evasori, rispetto a quella che è un'imposta definita di scopo e finalizzata al finanziamento di un servizio pubblico; se si intenda, a tal fine, verificare la possibilità di adoperare, in virtù di quanto disposto normativamente da ultimo, i lavoratori suddetti anche in posizioni analoghe e/o similari a quelle sino ad ora espletate. (3-02485)