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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02488 presentata da MANGILI GIOVANNA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 13/01/2016

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02488 presentata da GIOVANNA MANGILI mercoledì 13 gennaio 2016, seduta n.558 MANGILI, LEZZI, PAGLINI, CAPPELLETTI, GIROTTO, SERRA, DONNO, BERTOROTTA, AIROLA, GAETTI, MARTELLI, MORONESE, MONTEVECCHI, SANTANGELO, COTTI, SCIBONA, PUGLIA, BOTTICI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: in data 2 dicembre 2015, il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, ha presentato BES 2015, la terza edizione del rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia; il rapporto nasce da un progetto volto a misurare il benessere equo e sostenibile, frutto di un'iniziativa congiunta del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e dell'Istat, che si inquadra nel dibattito internazionale sul "superamento del Pil", alimentato dalla consapevolezza che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possano essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano tenere conto anche delle fondamentali dimensioni sociali e ambientali del benessere, corredate da misure di diseguaglianza e sostenibilità; considerato che da un articolo pubblicato sul sito "unita.tv" il 3 dicembre 2015 si apprende che: «L'Italia riparte. Sebbene rimangano ancora luci e ombre, il Paese si indirizza lungo la via di una ripresa non solo economica, ma anche della fiducia, delle relazioni sociali, della sicurezza: del benessere dei cittadini in senso lato. Si inverte in tanti settori una tendenza al peggioramento che va avanti dall'inizio della crisi: la buona notizia è che la caduta degli indicatori si è arrestata e il Paese si è rimesso in moto, sotto tutti i punti di vista. (…) Le notizie per il Paese, basandosi sui dati del monitoraggio, sono abbastanza positive, sebbene in tanti settori il trend sia da consolidare e migliorare, specie per quello che riguarda le disuguaglianze e il Mezzogiorno. Ancora un indicatore svolta in positivo, dopo quelli sul PIL, sulla fiducia, sull'occupazione, sui consumi. Un indicatore però diverso dagli altri questo, forse il più completo e utile per offrire una misura della qualità delle politiche messe in atto e dei loro riflessi sulla vita dei cittadini. (…) Il BES è nuovo indicatore, sviluppato in Italia, a partire dal 2010, da ISTAT e CNEL ed è uno strumento che misura la "qualità della vita" e si propone di essere uno dei nuovi indicatori di riferimento per la misurazione del benessere delle comunità. (…) Il BES è uno degli indicatori più evoluti e completi sviluppati finora, tanto per la moltitudine di fattori che prende in considerazione, quanto per il processo partecipativo che ha portato alla sua costruzione. Il nome già individua le tre dimensioni fondamentali: il benessere economico, la sostenibilità dello sviluppo e l'equità nella distribuzione. All'interno di questo quadro, grazie alla partecipazione dei cittadini, degli esperti e della società civile organizzata, sono stati individuati 12 domini fondamentali, dall'istruzione alle relazioni sociali, dal benessere economico al lavoro e alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, dalla qualità dei servizi all'ambiente e al paesaggio, da tenere sotto osservazione grazie a 130 indicatori per avere un quadro completo degli effetti delle politiche pubbliche ed allargare il nostro punto di vista sul mondo oltre una dimensione semplicemente economica»; considerato inoltre che: risulta agli interroganti che il suddetto articolo sia ricollegabile ad un autorevole esponente politico, che ha esplicitamente affermato anche che: «Orientare le politiche pubbliche secondo nuovi indicatori sarebbe un'innovazione straordinaria nella cultura politica, perché (…) discutere di indicatori significa ragionare dei fini ultimi di una società. E oggi che stiamo uscendo dalla crisi economica, ma siamo ancora immersi in quelle ecologica e sociale, questa deve essere la nostra ambizione»; da un articolo de "Il Sole-24 ore" del 2 dicembre, con riferimento al rapporto BES, si apprende: «Nonostante alcuni segni di miglioramento, rimane costante la quota di italiani che ha una "grande deprivazione" dal punto di vista economico, intorno al 7%. Secondo il rapporto, il 15% della popolazione maggiore di 16 anni (il 20,6% della popolazione del Mezzogiorno) non può permettersi di sostituire gli abiti consumati, un quinto non può svolgere attività di svago fuori casa per ragioni economiche, un terzo non può permettersi di sostituire mobili danneggiati. La deprivazione riguarda anche i più piccoli, hanno rilevato i nuovi indici elaborati quest'anno. "Circa un bambino su 20 vive in famiglie che non possono permettersi giochi per tutti i figli - afferma - e supera il 7% (7,7%) la quota di chi non può permettersi di festeggiare il compleanno. Il 7,7% non può acquistare libri extrascolastici, il 10,5% partecipare alla gita scolastica (il 16% al sud) e l'11% non dispone di uno spazio adatto per studiare"»; considerato, altresì, che risulta agli interroganti che: può dirsi superata la falsa credenza che la crescita economica e quindi del PIL possa considerarsi la sola condizione necessaria e sufficiente al miglioramento della qualità sociale e delle condizioni di vita della popolazione, credenza che ha reso di fatto il prodotto interno lordo l'indicatore guida di gran parte delle politiche pubbliche; nell'estenuante percorso della critica al PIL, il dibattito ha evidenziato le mancanze e la lacune che il PIL manifesta, nonostante sia di estrema difficoltà quantificare aspetti sociali che riguardano il tenore di vita, l'ambiente ed il benessere, motivo per cui tale misura viene ancora oggi adottata da molti Governi, fra cui quello italiano; gli stessi inventori del PIL, tra cui l'economista bielorusso Simon Kuznets, negli anni '30 del secolo scorso hanno dichiarato di non considerare il prodotto interno lordo come un indicatore di benessere, in quanto calcolare il reddito nazionale non equivale a misurare il benessere di una nazione; considerato infine che: il programma nazionale di riforma di cui al Documento di economia e finanza del 2015 ha incluso un focus con riferimento al BES, che agli interroganti però non sembra legare i risultati e le indicazioni dello stesso alle politiche necessarie da realizzare, né tanto meno alle misure concrete di riforma che pure, su altri versanti, sono contenute nel medesimo documento; l'utilizzo degli indicatori del BES può essere fondamentale per fare un'efficace programmazione economica e un buon uso della spesa pubblica visto che il benessere economico è sempre stato visto come quel parametro che sostiene l'individuo, che lo fa andare avanti a conquistare un determinato standard di vita, toccando temi come la ricchezza e i consumi, ma anche la disuguaglianza e la povertà, condizioni abitative e deperimento dei beni; la prassi adottata in Italia per la programmazione economica sembra privilegiare l'uso di indicatori che forniscono una rappresentazione del Paese essenzialmente economica, trascurando indicatori e misure che riguardino anche aspetti di natura sociale e ambientale più legati alla qualità della vita, al contesto socio-economico di riferimento e alle opportunità offerte all'individuo; è evidente il bisogno di cercare nuovi escamotage per raggiungere una maggiore equità sociale e di correttivi di compensazione della misurazione esclusivamente economica del benessere al fine di ottenere in prospettiva anche una maggiore stabilità socio-economica e socio-politica del nostro Paese; esistono delle variabili non monetizzate, come il capitale sociale, le attività di volontariato, la sostenibilità ambientale e anche i beni relazionali, i quali diventano fattori altrettanto fondamentali per determinare la qualità della vita di una persona, così come di una nazione intera, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda utilizzare sistematicamente la misurazione del benessere equo e sostenibile relativamente ai domìni del benessere individuati nell'ambito del rapporto BES 2015 per la predisposizione del programma nazionale di riforma; se intenda utilizzare gli indicatori del BES negli atti e nei provvedimenti relativi alla programmazione economica e finanziaria di cui alla legge n. 196 del 2009 per la valutazione dell'impatto delle misure proposte su ciascuno dei domìni interessati, nonché nelle relazioni tecniche a tutti gli atti legislativi di natura governativa; se intenda intraprendere, alla luce dell'articolo 2 della Costituzione, azioni volte a valorizzare anche le citate variabili non monetizzate che potrebbero determinare non solo la qualità della vita della persona, ma anche quella dell'intera comunità italiana. (3-02488)

 
Cronologia
martedì 22 dicembre
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 162 voti favorevoli e 125 contrari, nel testo approvato dalla Camera, l'articolo unico del disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016) (S 2111-B), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia (legge 28 dicembre 2015, n. 205).



venerdì 15 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Burkina Faso, un commando jihadista attacca un ristorante ed un albergo della capitale Ouagadougou, causando 30 vittime, tra cui un bambino italiano, Misha Santomenna, e oltre 50 feriti.