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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07388 presentata da COLONNESE VEGA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 15/01/2016

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-07388 presentato da COLONNESE Vega testo di Venerdì 15 gennaio 2016, seduta n. 548 COLONNESE , SILVIA GIORDANO , LOREFICE , BARONI , DI VITA , GRILLO e MANTERO . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: una ragazza di 19 anni, Gabriella Cipolletta, è morta il 12 gennaio all'ospedale Cardarelli di Napoli dopo essersi sottoposta a un aborto volontario. La giovane non sapeva ancora di essere incinta ed avrebbe appreso la notizia in seguito all'inizio di una cura per una micosi cutanea. Sarebbe stato il suo medico a consigliarle l'interruzione della gravidanza dopo l'assunzione di un farmaco per la cura: questo per evitare eventuali malformazioni del feto. La giovane sarebbe deceduta in sala operatoria a causa di un'emorragia nonostante le fosse stata praticata una trasfusione con quattro sacche di plasma. Dal Cardarelli spiegano che le procedure sono state tutte corrette e che l'indagine interna chiarirà ogni dettaglio. La famiglia, intanto, ha affidato a un avvocato di fiducia il compito di sporgere denuncia per poter essere parte attiva nel corso delle indagini e poter seguire da vicino gli sviluppi legali della vicenda; secondo i dati pubblicati dal Ministero della salute, relazione del Ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza del 2014 (dati 2012/2013), si evincono valori elevati di obiezione di coscienza, specie tra i ginecologi (69,6 per cento, cioè più di due su tre) con una tendenza alla stabilizzazione, dopo un notevole aumento negli anni a livello nazionale, si è passati dal 58,7 per cento del 2005, al 69,2 per cento del 2006, al 70,5 per cento del 2007, al 71,5 per cento del 2008, al 70,7 per cento nel 2009, al 69,3 per cento nel 2010 e 2011 e al 69,6 per cento nel 2012. Tra gli anestesisti la situazione è più stabile con una variazione da 45,7 per cento nel 2005 a 50,8 per cento nel 2010, 47,5 per cento nel 2011 e 2012. Per il personale non medico si è osservato un ulteriore incremento, con valori che sono passati dal 38,6 per cento nel 2005 al 45,0 per cento nel 2012. Si osservano notevoli variazioni tra regioni. Percentuali superiori all'80 per cento tra i ginecologi sono presenti principalmente al Sud: 90,3 per cento in Molise, 89,4 per cento in Basilicata, 87,3 per cento provincia autonoma di Bolzano, 84,5 per cento in Sicilia, 81,9 per cento nel Lazio, 81,8 per cento in Campania e 81,5 per cento in Abruzzo. Anche per gli anestesisti i valori più elevati si osservano al Sud (con un massimo di 78,3 per cento in Molise, 77,4 per cento in Sicilia, 71,5 per cento nel Lazio e 71,3 per cento in Calabria). Per il personale non medico i valori sono più bassi e presentano una maggiore variabilità, con un massimo di 90,1 per cento in Molise e 80,9 per cento in Sicilia. Nei fatti questi numeri dimostrano quanto il diritto della donna ad abortire sia ostacolato in diversi modi a seconda della regione di residenza. Inoltre, una forte sperequazione tra medici obiettori e non obiettori, a favore dei primi, introduce delle forti criticità come le lunghe liste di attesa, che costringono chi ha necessità di abortire, ad aspettare per un turno che può non arrivare mai. Persino nelle grandi città ci sono strutture che hanno solo uno o due ginecologi non obiettori. A Roma, ad esempio, nei 7 ospedali che eseguono aborti terapeutici, gli «abortisti» sono in media 2. Al Secondo Policlinico di Napoli, appena 3 su 60; in base al progetto pilota di «sorveglianza della mortalità materna», coordinato dall'Istituto superiore di sanità in sei regioni, tra cui anche la Campania, è emerso che tra le regioni partecipanti, la Campania ha il rapporto di mortalità materna più alto, 13,4 ogni centomila nati vivi. Le morti rilevate in due anni attraverso la sorveglianza attiva sono in tutto 39 e la maggior parte è insorta a seguito di complicanze ostetriche della gravidanza e del parto, mentre le altre per complicazioni di patologie preesistenti. Due donne su 10 sono morte a seguito di un'emorragia ostetrica che rappresenta la prima causa di mortalità e grave morbosità materna in Italia; secondo il progetto pilota, per quanto riguarda l'emorragia ostetrica, che rappresenta la prima causa di mortalità materna, l'Istituto superiore di sanità ha offerto ad oltre 5 mila operatori sanitari (medici e ostetriche) una formazione a distanza sulla prevenzione, diagnosi e trattamento delle emorragie del post-partum . È stato inoltre attivato uno studio sugli eventi morbosi materni gravi ( near miss ) da emorragia del post-partum per ampliare la casistica sugli eventi gravi relativi al parto e analizzare in maniera ancor più approfondita le criticità assistenziali o organizzative oltre che facilitare l'aggiornamento dei professionisti. Per la buona riuscita dell'attività di sorveglianza è fondamentale che tutti i professionisti che possono essere coinvolti nell'assistenza delle donne presso i presidi sanitari siano al corrente dello svolgimento del progetto e ne conoscano la metodologia; in Campania che è la regione dove più si muore di parto e per problemi legati alla sfera ostetrica, è accaduto anche che nel 2016 una ragazza di vent'anni perda la vita per un aborto; il giorno 11 giugno 2013 è stata approvata la mozione a prima firma Lorefice n.atto 1/00078 che impegna il Governo a garantire il rispetto della legge n.194 del 1978 su tutto il territorio nazionale, e in particolare quanto previsto dall'articolo 9, nonché la sua piena applicazione, a tutela dei diritti e della salute delle donne; nonché ad assumere iniziative con le amministrazioni regionali allo scopo di istituire tavoli di monitoraggio a livello locale, anche con la partecipazione di rappresentanti di associazioni per la tutela della salute delle donne, per verificare l'attuazione della legge n.194 del 1978, allo scopo di avere dati periodici e certi, in particolare sul numero dei consultori sul territorio, nelle loro attività, sulla formazione degli operatori presenti nei consultori, nelle strutture ospedaliere che effettuano interruzione volontaria di gravidanza, sul numero di operatori coinvolti nell'interruzione volontaria di gravidanza per ogni struttura ospedaliera, sul numero delle strutture nelle quali non si effettuano attività di interruzione volontaria di gravidanza–: se il Ministro interrogato sia consapevole della gravità della situazione e in che modo si stia attivando per accertare ogni possibile causa di tale decesso, in modo da fornire ogni risposta dovuta alle famiglie colpite da questa come da altre terribili perdite, e assumere le iniziative necessarie affinché tali eventi non capitino nuovamente; se per l'episodio descritto in premessa il decesso non sia dovuto a un deficit di organico e se il personale sanitario presente in numero adeguato e se lo sia sempre nel caso di interventi programmati come interruzione volontaria di gravidanza secondo quanto dettano le linee guida nazionali dell'Istituto superiore di sanità; se, nel caso specifico dell'ospedale Cardarelli, e in generale negli altri presidi sanitari, i professionisti coinvolti nell'assistenza delle donne siano al torrente dello svolgimento del progetto «sorveglianza della mortalità materna» descritto in premessa e ne conoscano e ne applichino la metodologia; se il Ministro non consideri necessario ed urgente intervenire per implementare il progetto di sorveglianza attiva di cui in premessa in modo da ottenere un quadro della situazione completo, che monitori tutte le regioni italiane anche e soprattutto per quanto riguarda l'emorragia ostetrica che è la prima causa di mortalità per problemi legati alla sfera ostetrica; come intenda intervenire, per quanto di competenza, onde superare i disservizi sanitari che ostacolano la corretta applicazione della legge n.194 del 1978. (5-07388)

 
Cronologia
martedì 22 dicembre
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 162 voti favorevoli e 125 contrari, nel testo approvato dalla Camera, l'articolo unico del disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016) (S 2111-B), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia (legge 28 dicembre 2015, n. 205).



venerdì 15 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Burkina Faso, un commando jihadista attacca un ristorante ed un albergo della capitale Ouagadougou, causando 30 vittime, tra cui un bambino italiano, Misha Santomenna, e oltre 50 feriti.

martedì 19 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva in via definitiva il d.d.l. di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, recante misure urgenti per interventi nel territorio. Proroga del termine per l'esercizio delle deleghe per la revisione della struttura del bilancio dello Stato, nonché per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa (C. 3495) (legge 22 gennaio 2016, n. 9).