Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05100 presentata da LUCIDI STEFANO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 19/01/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05100 presentata da STEFANO LUCIDI martedì 19 gennaio 2016, seduta n.562 LUCIDI, MARTELLI, DONNO, FATTORI, PUGLIA, CASTALDI, BLUNDO, MONTEVECCHI, MORONESE, NUGNES - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che: la legge del 14 gennaio 2013, n. 10, recante "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani", all'art. 1, comma 1, evidenzia che: "attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, si può perseguire l'attuazione del protocollo di Kyoto, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell'aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani"; la legge citata dispone che i Comuni italiani: a) tengano aggiornato un registro degli alberi monumentali, tra i quali sono compresi anche i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; b) per l'abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali devono applicare la sanzione amministrativa da euro 5.000 a euro 100.000, facendo salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell'apparato radicale effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato; c) procedano d'intesa con i loro uffici anagrafici alla piantumazione di un albero per ogni neonato, entro 6 mesi dalla richiesta di certificazione anagrafica; d) 2 mesi prima della scadenza naturale del mandato, rendano noto il bilancio arboreo del Comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza; e) in base a sistemi di contabilità ambientale, da definire previe intese con le Regioni, danno annualmente conto, nei rispettivi siti internet , del contenimento o della riduzione delle aree urbanizzate e dell'acquisizione e sistemazione delle aree destinate a verde pubblico dalla strumentazione urbanistica vigente; considerato che: con il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti i principi e i criteri direttivi per il censimento degli alberi monumentali ad opera dei Comuni e per la redazione ed il periodico aggiornamento da parte delle Regioni e dei Comuni degli elenchi; è istituito inoltre l'elenco degli alberi monumentali d'Italia alla cui gestione provvede il Corpo forestale dello Stato. Dell'avvenuto inserimento di un albero nell'elenco è data pubblicità mediante l'Albo pretorio, con la specificazione della località nella quale esso sorge, affinché chiunque vi abbia interesse possa ricorrere avverso l'inserimento; l'elenco degli alberi monumentali d'Italia è aggiornato periodicamente ed è messo a disposizione, tramite sito internet , delle amministrazioni pubbliche e della collettività; le Regioni recepiscono la definizione di albero monumentale ed effettuano la raccolta dei dati risultanti dal censimento operato dai Comuni e, sulla base degli elenchi comunali, redigono gli elenchi regionali e li trasmettono al Corpo forestale dello Stato; l'inottemperanza o la persistente inerzia delle Regioni o dei Comuni comporta, previa diffida ad adempiere entro un determinato termine, l'attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; considerato inoltre che: non risulta agli interroganti ancora attivo nel comune di Terni il registro degli alberi monumentali, come previsto dalla normativa vigente, e non si ha notizia di piantumazioni di nuovi alberi come previsto dalla legge n. 113 del 29 gennaio 1992 e dalla legge n. 10 del 14 gennaio 2013, entrata in vigore il 16 febbraio 2013; si apprende da notizie di stampa ("Ternioggi", del 9 gennaio 2016) che "A Terni negli ultimi 3 anni sono stati abbattuti oltre mille alberi. (...) negli anni 2014-2015 sono stati abbattuti «numerosi» alberi (in un solo anno abbiamo perso ben oltre i 600 esemplari!), tutti ritenuti - ovviamente - «pericolosi» per la pubblica incolumità e/o per fine ciclo vegetativo"; alcuni di questi alberi sono stati abbattuti dopo la valutazione ed i pareri rilasciati dalla Comunità montana, la quale afferma che alcuni alberi hanno subito interventi di potatura eseguiti in modo poco corretto, rendendo il taglio necessario visto il precario equilibrio; considerato altresì che: la città di Terni è caratterizzata da un tessuto sociale prettamente industriale, con la presenza storica, nella cosiddetta "conca ternana", dell'acciaieria, di un grande polo chimico, di 3 inceneritori, e di una serie di attività industriali connesse o meno con le precedenti, a forte impatto ambientale; per questi motivi l'area ternana è annoverata anche dallo stesso Istituto superiore di Sanità come territorio soggetto a molteplici ed eterogenee fonti emissive, definendo nei fatti il quadro di una vera e propria area di crisi ambientale complessa. Molteplicità di inquinanti a cui il corpo umano è costantemente esposto in maniera prolungata, un bio-accumulo di metalli e altre sostanze difficilmente sostenibile. A parere degli interroganti, su questo aspetto va riconsiderata anche la soglia di tollerabilità alla luce di una vera e propria sinergia di potenziamento, in quanto un solo inquinante ha una soglia di tollerabilità più alta e se assorbito insieme ad altri contribuisce ad aumentare i rischi per la salute; nella zona insiste uno dei maggiori SIN (siti interesse nazionale) nazionali, quello di Terni - Papigno; l'Istituto superiore di Sanità ha emesso un studio epidemiologico denominato "Sentieri", che registra uno spaventoso eccesso della mortalità e delle ospedalizzazioni nel primo decennio del duemila, un aumento impressionante rispetto alla media regionale delle ospedalizzazioni, per le malattie respiratorie (con un più 9 per cento uomini, con un più 12 per cento donne), le malattie respiratorie acute (con un più 13 per cento uomini, con un più 16 per cento donne) di cui lo studio registra un interesse a priori per le fonti di esposizione nel sito di interesse nazionale, evidenziando inoltre un eccesso rispetto alla media del tumore al polmone (con un più 14 per cento uomini e con un più 18 per cento donne), del tumore delle vie urinarie (con un più 31 per cento uomini) e dei linfomi non-Hodgkin (con un più 24 per cento); la drammatica statistica riporta 265 morti tra il 2003 e il 2010; si sono ammalate di tumore 199 persone tra il 1996 e il 2005, tra il 2005 e il 2010 ci sono stati 3.291 ricoveri ospedalieri, tutti casi dovuti a fenomeni che il secondo il citato rapporto "Sentieri' determinano un aumento delle patologie tumorali, legate all'inquinamento a Terni, in particolare con un eccesso fino al 18 per cento per le malattie respiratorie, rispetto alla media regionale; considerato per di più che: a questi effetti specifici di carattere industriale dell'area ternana, vanno a sommarsi anche altri agenti esterni comuni invece a tante città non solo italiane, segnalati anche da noti studiosi, come ad esempio l'impatto dei particolati leggeri derivati da combustione; il dottor Mocci dell'ISDE (International society of doctors for the environment), medici per l'ambiente, ha recentemente affermato, durante la trasmissione radiofonica "Cuore e Denari", in onda su Radio24, che Terni è "maglia nera" d'Italia, per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria da polveri sottili: "Terni è un rosso marcato perché le PM sono molto alte, arrivano a 115 ed è così da un po' di giorni. Il particolato sottile è a 93, quindi molto alto. Prosegue il medico: Maglia nera a Terni perché, nonostante la situazione, il Comune di Terni non ha preso provvedimenti ma ha deliberato che li prenderà da metà gennaio." ("Ternioggi", del 31 dicembre 2015); gli sforamenti registrati sistematicamente nel mese di dicembre 2015 in ampie zone della città hanno costantemente mantenuto livelli di allerta, a fronte di una carenza di provvedimenti strutturali e politiche sistematiche volte a migliorare la qualità dell'aria ternana ed in generale le condizioni ambientali; considerato infine che a giudizio degli interroganti è compito dell'amministrazione locale tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, anche predisponendo azioni concrete per il miglioramento della qualità dell'aria e dell'ambiente in generale, in accordo alla normativa vigente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa; quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di garantire da parte dell'amministrazione coinvolta il rispetto della legge del 14 gennaio 2013, n. 10, prevedendo nel caso le dovute sanzioni; se ritengano che i pareri rilasciati dalla Comunità montana relativi al descritto taglio degli alberi siano aderenti alla normativa vigente e se sia stato rispettato il regime di urgenza utilizzato per seguire parte dei tagli delle essenze arboree; se, nei limiti delle proprie attribuzioni, non intendano attivarsi presso l'amministrazione competente affinché sia verificato se il taglio degli alberi non abbia rappresentato un danno per la salute pubblica, e se i ritardi nell'applicazione della legge n. 10 del 2013 possano aver comportato danni economici e socio-sanitari alla comunità ternana; se, nell'ambito delle rispettive competenze, non ritengano opportuno predisporre una deroga concernente la legge n. 10 del 2013 e il successivo decreto attuativo del 23 ottobre 2014, il quale, all'art. 3, dispone la data del 31 luglio 2015 come termine perentorio per il censimento degli alberi monumentali per i Comuni, e la data del 31 dicembre per la redazione di elenchi regionali, sulla base delle segnalazioni pervenute dai comuni. (4-05100)