Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02517 presentata da SERRA MANUELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 26/01/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02517 presentata da MANUELA SERRA martedì 26 gennaio 2016, seduta n.565 SERRA, LEZZI, BERTOROTTA, MORONESE, SCIBONA, SANTANGELO, PAGLINI, BOTTICI, MANGILI, CAPPELLETTI, DONNO, PUGLIA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che: la conoscenza del bisso e della fibra che se ne ricava per l'impiego nella creazione di manufatti di alto pregio si perde nella notte dei tempi. Di essa si trova riscontro in alcuni brani della Bibbia (Pentateuco, Esodo, cap. 39) dove viene citato l'impiego del bisso per confezionare le vesti sacre di Aronne, fratello di Mosè. Ne parla, altresì, Euripide, tragediografo greco, nell'opera teatrale "Baccanti", composta tra il 407 e il 406 a.C.; Penteo, re di Tebe, si traveste da donna ricoprendosi di "Pepli di bisso", quest'opera è annoverata tra le più importanti opere teatrali della storia. Anche le donne egiziane coprivano il loro corpo con delle tuniche di bisso e la regina Nefertari, vissuta tra il 1295 e il 1255 a.C. impiegava il bisso per il confezionamento dei suoi ornamenti; il materiale ha, quindi, una tradizione millenaria, considerato da sempre, dopo la lavorazione, una fibra di pregio tra le più preziose, conosciute fin dalle prime civiltà a cui ha dato origine l'uomo; a Sant'Antioco, piccola cittadina sita nell'omonima isola, nell'ex provincia di Carbonia Iglesias, viene custodita un'arte millenaria, un patrimonio immateriale e culturale che ha suscitato e continua a suscitare l'attenzione e l'interesse di studiosi, ricercatori e turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Il maestro del bisso, Chiara Vigo, è la detentrice di questo patrimonio. All'interno del Museo del bisso la signora Vigo conserva, tutela e prosegue l'arte di famiglia che si tramanda da generazioni; la seta marina, o capelli d'angelo secondo la tradizione popolare, è una sostanza a base di cheratina secrèta dalla Pinna nobilis, un mollusco bivalve che trova dimora nelle praterie di alga Poseidonia, dotato di conchiglia in madreperla nella parte interna e scabra nella parte esterna; può raggiungere la lunghezza di circa un metro ed è diffuso nelle acque del Mediterraneo, dichiarato a rischio di estinzione dal 1992 a causa della pesca a strascico; considerato che: Chiara Vigo è stata nominata commendatore della Repubblica nel 2008 e ha ricevuto il premio "Un bosco per Kyoto", quale riconoscimento per l'impegno profuso nella tutela dell'ambiente. Il suo sapere e la sua arte sono candidate dal 2005 a patrimonio immateriale dell'umanità all'Unesco. È l'unica persona al mondo che ancora conserva le conoscenze, le tecniche e il sapere affinché il materiale grezzo estratto dalla Pinna nobilis possa essere trasformato nella preziosissima fibra. Per queste ragioni l'università di Cagliari ha condotto di recente uno studio denominato progetto "Abisso", studio della bioecologia e tutela dei banchi di Pinna nobilis del sud della Sardegna, avvalendosi della preziosa consulenza della signora Vigo. Ciò al fine del raggiungimento del duplice scopo del lavoro: "Caratterizzazione e valutazione dello stato ecologico dei principali banchi di Pinna nobilis nell'area di mare circostante l'isola di Sant'Antioco"; "nonché la definizione di un documento di fattibilità per l'istituzione di una zona di tutela biologica dei banchi di Pinna nobilis". Alcuni lavori e alcune opere create dal maestro Chiara Vigo sono esposti in vari musei del mondo, tra cui il Louvre, il British museum e il Museo nazionale di Washington, dove è esposta una particolare cravatta donata all'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il museo merceologico dell'università "La Sapienza" di Roma, così come già quelle della nonna materna, Maddalena Mereu detta Leonilde, esposte nei musei Vaticani, in quelli di Cesena e Monza, solo per citarne alcuni. Tra le opere del Maestro si annoverano: Su Forti, Il leone delle donne, La vela degli uomini, La natività dei bambini, Emozioni di mare e terra, Cervi e albero della vita, la tela dei re, Mare e terra, i gioielli del bisso, esposti nella sala del bisso; oltre ad altre opere donate alle amministrazioni e ai vari musei di Paesi europei ed extraeuropei, ciò rappresenta, indiscutibilmente, un'importante vetrina per la città di Sant'Antioco, della Sardegna e dell'Italia nel mondo; il maestro Vigo ha appreso quest'arte grazie alla tradizione orale tramandata dalla nonna Leonilde Mereu. Il rischio che si profila è che quando il maestro di bisso cesserà la sua attività nessuno sarà in grado di sostituirla; il museo-laboratorio del bisso ha lo scopo di trasmettere informazioni e conoscenze sia visivamente che oralmente, grazie alle spiegazioni sulle lavorazioni della fibra che vengono illustrare dal vivo attraverso preziosi e antichi gesti, ripetuti da millenni, con cui si compie la tessitura. Tale attività, oltre all'inestimabile valore immateriale, porta con sé anche un importante risvolto sotto il profilo turistico. Il museo vivente favorisce, infatti, il turismo proveniente da tutte le parti del mondo, come testimoniano le visite sia di accademici provenienti da Australia, Stati Uniti, Svizzera, Francia e Israele, oltre a quelle di giornalisti e studenti universitari che scelgono quest'arte e le sue tecniche come argomento per la redazione della tesi di laurea; questo sapere concilia in sé molti valori: la tutela e la salvaguardia di un'arte unica al mondo, la tutela dell'ambiente e delle sue risorse, la formazione culturale, gli equilibri storici e ambientali. Grazie alla pubblicità dell'arte del bisso e del museo-laboratorio, l'interesse per lo stesso e per l'isola di Sant'Antioco si è accresciuto. Sono state organizzate conferenze all'estero e in Italia che hanno contribuito a suscitare interessi del mondo accademico in ordine alla specialità marina, alla fotografia subacquea e a quelli che potrebbero essere eventuali studi futuri su questo modo di condurre un museo-laboratorio; considerato inoltre che: l'affidamento della gestione della struttura al maestro Vigo ha dato l'abbrivio per la creazione di un centro di interesse che può essere impiegato per sviluppare attorno ad esso diverse attività economiche nel territorio, soprattutto da parte di giovani, quali servizi utili a soddisfare varie esigenze unificate dalla particolare attenzione a questo tema unico nel suo genere, come "passeggiate" marine di visita dei banchi di Pinna nobilis, centri di studio per esperti nazionali e internazionali di biologia marina, supporto e fornitura di servizi per attività di fotografia subacquea e studi sui tessuti antichi; il maestro impiega nelle sue opere la materia prima che viene raccolta e asportata direttamente dal mollusco nel luogo di dimora, senza provocarne la morte quindi, non più attraverso la pesca. Ciò si è reso necessario al fine di preservare la specie e per questo ha dovuto ideare e brevettare una tipologia di filatura della fibra e una sua cardatura e dissalatura ad hoc ; la porta del museo-laboratorio è aperta a tutti in senso sia fisico che simbolico, i visitatori hanno accesso libero, in quanto la filosofia che guida il progetto è ispirata dalla logica secondo la quale la conoscenza e la cultura devono essere intese come bene di tutti e a cui tutti possono dare un contributo per la sua sopravvivenza; la visita al museo assume forme diverse a seconda delle esigenze dei visitatori; generalmente viene mostrata la cardatura, la filatura, la torsione e la tessitura della fibra, viene illustrato l' habitat marino e le sue peculiarità. Il museo è un luogo in cui l'arte proveniente del passato viene presentata come vivente ed è attuale, nonostante il tempo trascorso, e viene trasmessa attraverso gesti che rivelano tecniche di filatura e tessitura antichissimi. All'interno dell'esposizione museale, vengono tenute, altresì, lezioni a laureandi che scelgono questo argomento come tesi di laurea. Per questi motivi le visite sono particolarmente duttili e flessibili e non contenute in un percorso predeterminato rigidamente; il museo, quindi, oltre ad essere interessante per la materia trattata, assume maggior interesse e originalità grazie alla logistica impiegata che rivela forme sempre diverse, tanto da suscitare l'attenzione di un ventaglio pressoché indeterminato e indeterminabile di visitatori. Si tratta, a ben vedere, di una forma di divulgazione innovativa della cultura, fuori dagli schemi "istituzionali" in grado di garantire allo spettatore un'interazione particolarmente attiva nello studio e nella conoscenza dell'offerta formativa che la struttura propone, secondo l'uso delle antiche maestrie. La cultura e l'arte ivi presenti sono libere di essere presentate, conservate e custodite nelle forme che più si confanno a quello che è, non a caso, patrimonio dell'umanità e che perciò occorre tutelare strenuamente, senza soluzione di continuità; considerato altresì che: in data 23 dicembre 2015 l'amministrazione comunale di Sant'Antioco, a mezzo del dirigente del settore competente, adottava una determina con la quale si disponeva la chiusura al pubblico e la sospensione della pubblica fruibilità dei locali (messi a disposizione in virtù di un contratto di comodato d'uso gratuito) di proprietà comunale che ospitano il museo-laboratorio del bisso, provvedendo alla notifica della stessa all'interessata informandola che entro 60 giorni ella avrebbe dovuto provvedere allo sgombero dei locali della struttura da tutte le opere in bisso, dagli antichi telai e da tutti gli strumenti presenti impiegati all'interno della stessa, tutti di inestimabile valore. Tale decisione veniva adottata asseritamente al fine di apprestare gli interventi tecnici di ammodernamento e di messa a norma dell'impianto elettrico che, da quanto risulta agli interroganti, potrebbero, con gli opportuni accorgimenti, essere operati in sicurezza senza necessariamente procedere alla chiusura del museo; il rapporto giuridico instaurato dalla signora Vigo con l'amministrazione comunale assume una duplice natura giuridica, privatistica e amministrativa. È opportuno rilevare che il maestro di bisso fino al 2005 circa operava nel suo laboratorio privato, svolgendo le attività che tutt'ora continua a svolgere a titolo gratuito e senza alcuno scopo di lucro. Su iniziativa di un'associazione locale Chiara Vigo veniva invitata a continuare la sua attività con le stesse modalità presso l'edificio storico "Montegranatico", al fine di proseguire l'opera di divulgazione culturale in modo da incrementare anche l'indotto turistico. Nel 2006 con delibera della Giunta il Comune di Sant'Antioco concedeva l'edificio a titolo di comodato, con oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché spese per utenze e pulizie, a carico dell'amministrazione. Tuttavia, quest'ultima ad oggi non ha effettuato le manutenzioni necessarie. Nella delibera si prevedeva la stipula di apposita convenzione, ad oggi mai conclusa, lasciando l'importantissima realtà culturale al libero apprezzamento delle varie Giunte succedutesi fino ad oggi nella città che con delibere provvedevano a rinnovare annualmente il contratto di comodato. Pertanto, a causa della negligenza dell'amministrazione comunale ad oggi non esiste alcun contratto scritto; considerato infine che, a parere degli interroganti: tutto ciò si riverbera negativamente sulle attività e sulla conservazione della cultura e del sapere immateriale veicolati dal museo, sono, peraltro, previsti a breve, e per tutto il 2016, incontri ed eventi presso il locale "Montegranatico" che vedono l'arrivo di televisioni estere, americane ed europee, visite da parte di personalità, che se interrotte potrebbero determinare danni estremamente rilevanti all'immagine dell'Italia nel mondo; l'atto amministrativo notificato (determinazione del responsabile del servizio cultura) appare manifestamente illegittimo sotto vari profili; inoltre, dubbi e perplessità suscita la parte precettiva dell'atto in cui non si definisce una soluzione alla chiusura del museo del bisso, in quanto il dirigente, attraverso una richiesta estremamente generica, dispone che l'amministrazione comunale provveda a studiare soluzioni alternative per il proseguimento dell'attività. Tale indicazione risulta tanto incerta quanto vaga e non lascia presagire nulla circa le reali intenzioni della Giunta a sostenere o meno la divulgazione della cultura legata alla maestria del bisso, oggi conservata dall'unico e ultimo maestro; in aggiunta, e a fortiori , non si comprende entro quali tempi e con quali criteri e da parte di quale organo, in seno all'ente, debba essere adottato il provvedimento disposto. Ulteriori dubbi sulla sussistenza di vizi dell'azione amministrativa, meritevoli di censura, si pongono in ordine alla legittimità dell'atto amministrativo adottato dal dirigente, che appare viziato e affetto da illogicità, contraddittorietà e carenza o insufficienza della motivazione, tanto da poterlo ritenere, ragionevolmente, viziato da eccesso di potere e contrario ai principi di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione di cui all'articolo 97 della Carta fondamentale. In via residuale, e ad abundantiam, si rileva la mancanza nell'atto dell'indicazione dell'autorità e del termine a cui proporre ricorso; sebbene ciò si concreti in una mera irregolarità dell'atto, che non assurge a vizio di legittimità, appare corretto mettere in luce tale ulteriore anomalia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se, nell'ambito delle proprie competenze, abbia adottato o intenda adottare provvedimenti anche di carattere normativo al riguardo; se ritenga opportuno promuovere l'avvio di una conferenza o di un tavolo di confronto tra tutte le istituzioni interessate a livello nazionale, regionale e locale, al fine di valutare quali interventi approntare nell'immediato per contemperare le esigenze tecniche dell'amministrazione con l'interesse nazionale di tutela di un patrimonio immateriale che rischia di essere disperso senza l'adozione di tempestivi interventi; se intenda, inoltre, attivarsi presso l'amministrazione competente, al fine di garantire, anche attraverso il coordinamento con l'ente locale, sentito altresì il soprintendente competente e mediante l'esercizio dei poteri sostitutivi in materia, l'indispensabile continuità all'opera del maestro del bisso e alle attività del museo. (3-02517)