Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/07543 presentata da PASTORELLI ORESTE (MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) - LIBERALI PER L'ITALIA (PLI)) in data 27/01/2016
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-07543 presentato da PASTORELLI Oreste testo di Mercoledì 27 gennaio 2016, seduta n. 556 PASTORELLI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha consegnato, al Ministro interrogato, l'aggiornamento della relazione prevista ai sensi del decreto legislativo n.31 del 2010 sulla proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) alla localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi predisposta dalla Sogin Spa (Gestione impianti nucleari); tale aggiornamento era stato richiesto dai Ministri competenti affinché l'istituto svolgesse verifiche, ai fini della validazione dei risultati cartografici ed in merito alta coerenza degli stessi con i criteri stabiliti dalla guida tecnica n.29 dell'Ispra e dalla Iaea ( International Atomic Energy Agency ), sulla revisione operata dalla Sogin nel reperire i rilievi formulati dall'istituto stesso sulla proposta della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee già presentata nel mese di gennaio 2015; la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, cioè la mappa dei luoghi idonei ad ospitare il deposito nazionale, con annesso il parco tecnologico, opera che deve accogliere tutti i rifiuti radioattivi presenti in Italia, ci viene imposta dall'Unione europea (Dir. 2011/77 EURATOM, recepita con il decreto legislativo n.45 del 2014); sembra che, sull'aggiornamento della proposta della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee e della relativa documentazione a supporto presentato dalla Sogin, l'Ispra non abbia formulato ulteriori rilievi e, pertanto, prima della pubblicazione, mancherebbe solo il nulla osta dei Ministri competenti; diverse fonti giornalistiche riportano l'indiscrezione che diverse zone della Sicilia, in maniera particolare il territorio della provincia di Enna e aree limitrofe, potrebbero figurare come siti idonei a ospitare depositi di rifiuti radioattivi; il 7 settembre 2015, presso il centro polifunzionale del comune di Enna si è tenuta la conferenza: «Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi e Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee», organizzata dal «COTAS», il Comitato tutela ambiente e salute di Enna, dove è emerso con forza che il territorio ennese, ed in particolare i giacimenti di Assoro-Agira, Salinella e Resuttano, potrebbero «ospitare» sia le scorie nucleari a bassa radioattività provenienti dalle attività mediche, sia quelle ad alta e bassa attività provenienti dal « decommissioning » delle centrali nucleari non più in funzione; tutto ciò sembra impensabile per l'interrogante, considerato l'alto rischio di sismicità, la presenza di falde acquifere e la vicinanza all'Etna — vulcano attivo più grande d'Europa –. La presenza del lago Pozzillo, sito di interesse comunitario e delicato habitat di rare specie migratorie, è il bacino artificiale più grande della Sicilia e fornisce il 70 per cento del fabbisogno irriguo di tutta la Sicilia orientale; l'Italia, grazie al referendum del 1987, è stato il primo Paese tra i più industrializzati a dire no al nucleare. Nonostante questo l'eco, dell'utilizzo dell'atomo, per la produzione di energia elettrica, nel nostro Paese ancora si sente. Illuminanti sul tema sono le conclusioni della ricerca « The economic future of nuclear power », condotta dall'Università di Chicago nell'agosto 2004, per conto del Dipartimento dell'energia statunitense sui costi del nucleare confrontati con quelli della produzione termoelettrica da gas naturale o carbone. Secondo tale studio i costi da nucleare variano da un minimo di 47 a un massimo di 71 dollari contro i 35-45 dei cicli combinati a gas naturale; il nostro Paese, ad oggi, conta, secondo l'inventario Apat, circa 25 mila m 3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile irraggiato e circa 1500 m 3 di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medici e industria, più 80-90 mila m 3 di rifiuti derivanti dallo smantellamento delle 4 ex centrali nucleari–: se il Ministro interrogato non ritenga di dover, prima della pubblicazione della Cnapi, informare in maniera adeguata e con la massima trasparenza, le comunità locali interessate su tutti i rischi legati ad una eventuale localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, ponendo tutte le dovute e necessarie precauzioni ad un territorio con forte sismicità, dovute anche alla presenza di un vulcano, tuttora, attivo come l'Etna. (5-07543)