Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01972 presentata da D'UVA FRANCESCO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 29/01/2016
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01972 presentato da D'UVA Francesco testo di Venerdì 29 gennaio 2016, seduta n. 558 D'UVA , SORIAL , VACCA , SIMONE VALENTE , MARZANA , DI BENEDETTO , BRESCIA , LUIGI GALLO , SIBILIA , SPADONI , CANCELLERI e DIENI . — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa in data 26 gennaio 2016, in occasione della visita del Presidente iraniano Hassan Rohani tenutasi in Campidoglio il 25 gennaio 2016 alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, «sono state coperte da pannelli bianchi su tutti e quattro i lati alcune statue di nudi dei Musei Capitolini»; secondo quanto riportato dalla stessa agenzia, che allegava a supporto di tali dichiarazioni anche il relativo materiale fotografico, «la copertura sarebbe stata decisa come forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana»; da quanto emerso anche da passati incontri avvenuti con altri esponenti politici europei, sarebbe stata la stessa delegazione ad aver richiesto tali accorgimenti, così come dimostrato, ad esempio, dal recente incontro che sarebbe dovuto avvenire tra il Presidente iraniano Hassan Rohani, e il Presidente Francese François Hollande; in data 10 novembre 2015, infatti, il notiziario consultabile online «Tgcom24», riportava la notizia di una avvenuta cancellazione di un programmato incontro politico-economico, a causa delle richieste avanzate dalla delegazione iraniana considerate dai vertici francesi stridenti con la laicità del proprio Stato; in particolare si riportava come «secondo quanto riferisce RTL, la prima radio del Paese, la delegazione ospite avrebbe chiesto al Paese ospitante di non servire vino in tavola per l'occasione, dal momento che l'alcol contrasta con i precetti dell'Islam, in un menu cosiddetto “halal”. Ma all'Eliseo la richiesta non è stata ben accetta e le autorità francesi hanno rifiutato, annullando il pranzo di lavoro, in nome, appunto, della laicità», in piena coerenza, ad avviso degli interroganti, del principio di laicità costituzionalmente garantito dalla Costituzione francese; «nel nome della religione da una parte, della laicità dall'altra», confermava la fonte, «salta infatti il pranzo di lavoro previsto a Parigi il 17 novembre tra il presidente François Hollande e l'omologo iraniano Hassan Rohani per una questione di “menù”»; ad avviso degli interroganti in occasione della visita della delegazione iraniana in data 25 gennaio 2016, acquisirebbe una gravità certamente maggiore, dal momento che, pur in presenza di altrettanto chiari precetti costituzionali, si decideva di oscurare i simboli più visibili dell'arte e la cultura italiana per tutelare il pudore religioso dei presenti; benché non espressamente sancito, il principio di laicità nel nostro Paese è facilmente riscontrabile nelle fondamenta stessa della Carta costituzionale italiana, essendo l'intero testo permeato di un pluralismo tale da consentire tanto ai singoli quanto alle formazioni sociali di svolgere le loro attività senza limitazioni di tipo religioso; l'articolo 8 della Costituzione italiana prevede, tra l'altro, che tutte le confessioni religiose siano egualmente libere davanti alla legge, a patto che queste non contrastino in alcun modo con l'ordinamento giuridico italiano; si ricordi, a tal proposito, come il Consiglio di Stato, investito della nota questione del Crocifisso all'interno dei locali pubblici, con la decisione n.556 del 13 febbraio 2006, stabilì come lo stesso, quale simbolo della civiltà e della cultura cristiana nella sua radice storica e non religiosa, debba considerarsi come valore universale e privo di qualsivoglia visione confessionale; in particolare, il crocifisso fu considerato come simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili quali tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, che hanno sì un'origine religiosa, ma «che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato»; la stessa sentenza si soffermò sul concetto stesso di laicità, specificando come questa, «benché presupponga e richieda ovunque la distinzione tra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fra gli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie, non si realizza in termini costanti e uniformi nei diversi Paesi, ma, pur all'interno della medesima civiltà, è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato, e quindi essenzialmente storica, legata com’è al divenire di questa organizzazione»; in tale vicenda, ad avviso degli interroganti, emerge con assoluta chiarezza il contemperamento tra interessi diversi, quali il diritto alla laicità, che lo Stato ha il dovere di assicurare, e la necessità per il nostro Paese di non rinunciare alle proprie tradizioni, alla propria cultura e alla propria storia, benché in presenza di simboli che potrebbero in qualche modo richiamare una confessione religiosa; se tale decisione veniva assunta in presenza di un simbolo che poteva certamente richiamare più direttamente un credo religioso, non si comprende come in questa occasione lo Stato italiano possa aver rinunciato a mostrare i simboli della propria storia e della propria cultura, i quali nulla hanno a che vedere con il sentimento religioso, ovvero il sentimento del pudore; tali elementi artistici esplicitano, piuttosto, la massima espressione dell'arte antica raggiunta dal nostro Paese, senza alcuna allusione contraria al buon costume o al normale senso del pudore; la decisione di coprire le ricchezze italiane in luogo di un evento politico-economico risulta non opportuna, ad avviso degli interroganti, anche in considerazione della gravissima situazione attualmente in essere in Iran, Paese in cui la negazione degli essenziali diritti civili sembra essere questione ben più rilevante dell'esposizione di opere d'arte dal valore storico e culturale universale; tale circostanza non risulta essere inoltre un precedente isolato, dal momento che già in altra occasione è stata disposta la copertura di opere d'arte per consentire incontri di tipo economico e politico all'interno di palazzi storici italiani; in data 6 ottobre 2015, infatti, il quotidiano consultabile online «Il Corriere della Sera» riportava la notizia dell'incontro tra il primo ministro Matteo Renzi e il principe ereditario degli Emirati Arabi, lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, presso la città di Firenze, per un vertice bilaterale che concretizzasse gli accordi commerciali precedentemente raggiunti dai due Paesi; così come riportato dal quotidiano, anche in occasione della visita di ottobre «per non turbare la sensibilità dell'illustre ospite, il cerimoniale di Palazzo Chigi e quello di Palazzo Vecchio hanno provveduto a coprire con un paravento (carta decorata con gigli) un nudo dell'artista Jeff Koons. Per la precisione si tratta di Gazing Ball (Barberini Faun), calco in gesso di una scultura del periodo greco-romano, alla quale Koons ha aggiunto, in posizione di equilibrio precario, una sfera di colore azzurro e a specchio. Una cautela (eccessiva?) o una richiesta dello staff dello sceicco»; a sottolineare la natura poco usuale di tali accorgimenti, in data 26 gennaio 2016 il quotidiano internazionale consultabile online «The Guardian» decideva di riportare nella sua prima pagina la notizia dal contenuto evidentemente non consueto; il quotidiano rilevava come il portavoce della città di Roma responsabile dell'area museale avesse confermato come ogni decisione in merito alla cerimonia fosse stata assunta direttamente dall'ufficio del Primo Ministro data la presenza del Presidente iraniano, il quale secondo la fonte visiterà nei prossimi giorni il Colosseo alla presenza del Primo Ministro Dario Franceschini–: quale sia l'ufficio attraverso il quale è stata disposta e assunta la decisione di coprire i busti dei musei capitolini attraverso l'utilizzo di pannelli in luogo di un diverso itinerario in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Campidoglio avvenuta il 25 gennaio 2016, e quali iniziative intenda adottare per impedire che tali avvenimenti possano in futuro verificarsi, dal momento che il rispetto di ogni credo religioso non può comunque sminuire l'alta considerazione della storia dei beni culturali e artistici italiani da parte dello Stato, opere dal valore universale che non possono essere certamente considerate né sconvenienti né oscene. (3-01972)