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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07579 presentata da COLONNESE VEGA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 29/01/2016

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-07579 presentato da COLONNESE Vega testo di Venerdì 29 gennaio 2016, seduta n. 558 COLONNESE , SILVIA GIORDANO , BARONI , DI VITA , GRILLO , LOREFICE e MANTERO . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: la proporzione di parti effettuati con taglio cesareo è uno degli indicatori di qualità più frequentemente usato a livello internazionale per verificare la qualità di un sistema sanitario; il parto cesareo rispetto a quello vaginale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in caso di indicazioni specifiche. Fin dal 1985, l'OMS afferma che una porzione di cesarei superiore al 15 per cento non è giustificata. Lo stesso regolamento per la definizione degli standard (decreto ministeriale n.70 del 2 aprile 2015) fissa al 25 per cento la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1000 parti e 15 per cento, per le maternità con meno di 1000 parti. Per questo secondo indicatore, i dati di PNE (piano nazionale esiti), rilevano che in 4 anni la proporzione di parti cesarei è scesa progressivamente: dal 28,3 per cento del 2010 al 25,7 per cento del 2014. Si osserva però anche in questo caso una notevole variabilità intra e interregionale, con valori per struttura che variano da un minimo del 5 per cento a un massimo del 95 per cento; rimangono, invece, ancora molte criticità per quanto riguarda il ricorso ai parti cesarei primari, che pur diminuendo, presenta ancora livelli molto alti in alcune regioni, in particolare in Campania; gli esiti più sfavorevoli si sono ottenuti nella Casa di cura Villa Cinzia di Napoli (95,05 per cento), dalla Casa di cura Sanatrix di Napoli con l'87,62 per cento e dalla Casa di cura Villa Bianca sempre di Napoli con l'87,58 per cento; inoltre nove delle dieci peggiori realtà ospedaliere d'Italia in relazione alla percentuale di parti cesarei sono in Campania, e ben 35 strutture campane, di quelle prese in esame dall'Agenas, superano il 50 per cento dei parti effettuati con taglio cesareo a fronte del regolamento del Ministero della salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera che fissa al 25 per cento la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1000 parti e al 15 per cento per le maternità con meno di 1000 parti (la media italiana è del 25 per cento). In quelle strutture, in pratica, nascono più bimbi con taglio cesareo che non con parto naturale; la gravidanza non è una condizione patologica; il taglio cesareo è un intervento chirurgico non privo di rischi e deve essere eseguito solo se si verificano alcune condizioni mediche che lo rendono necessario. Per questo motivo, prima di programmare un taglio cesareo, è importante discutere i pro e i contro con il medico. Se non vi sono controindicazioni, il parto naturale è da preferire al taglio cesareo per il benessere della gravida e per quello bambino; in un'intervista rilasciata a « la Repubblica », il dottor Vittorio De Maro, responsabile del reparto ostetrico di Villa Cinzia, la clinica in cui oltre il 90 per cento dei parti viene effettuato con taglio chirurgico, ha dichiarato che «Il parto cesareo è un vantaggio e una sicurezza. Per il nascituro e per la mamma, offre maggiori garanzie, sia alla futura mamma che al neonato»; secondo il «Rapporto Cedap», confermando la tendenza degli anni precedenti, nell'anno 2013 il 35,5 per cento dei parti avviene con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. Rispetto al luogo del parto si registra un'elevata propensione all'uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate, in cui si registra tale procedura in circa il 53,8 per cento dei parti contro il 33,1 per cento negli ospedali pubblici, con punte che raggiungono l'84,6 per cento nelle case di cura private in Campania; diversi studi hanno messo in evidenza possibili comportamenti opportunistici da parte delle aziende sanitarie che possono ottenere, a parità di risultato clinico, rimborsi più elevati mediante l'uso di protocolli alternativi ipotizzando il reato di truffa nei confronti dello Stato quando una struttura ospedaliera o convenzionata pratica un parto cesareo non necessario, guadagnando 2.457 euro invece dei 1.139 del parto naturale. Pertanto sarebbe opportuno trovare il sistema di diminuire la frequenza dei parti effettuati con taglio cesareo e ridurre le forti differenze regionali attualmente esistenti–: se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; se non consideri necessario attivarsi al fine di controllare, con ogni iniziativa di competenza (nella fattispecie della casa di cura convenzionata menzionata in premessa, ma anche in generale), che vengano rispettate le norme del regolamento per la definizione degli standard (decreto ministeriale n.70 del 2 aprile 2015) secondo le percentuali descritte in premessa; quali iniziative di competenza, e in quali tempi, intenda assumere per introdurre misure volte a sanzionare o penalizzare gli istituti sanitari che ricorrono eccessivamente al taglio cesareo; quali iniziative intenda applicare per verificare se il livello di formazione e di informazione del personale medico sia adeguato, soprattutto per quanto concerne il comparto privato che usufruisce di convenzione pubblica; cosa intenda fare, per quanto di competenza, al fine di limitare il ricorso ai parti chirurgici nelle cliniche ai soli casi in cui si riscontri una oggettiva necessità di intervenire per salvaguardare la salute del bambino e/o della madre. (5-07579)

 
Cronologia
mercoledì 27 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato discute le mozioni di sfiducia al Governo Renzi n. 1-00501 sen. Centinaio (LN-Aut) ed altri e n. 1-00510 sen. Giarrusso (M5S) ed altri. La prima è respinta con 101 voti favorevoli, 178 voti contrari e 1 astenuto; la seconda con 84 voti favorevoli, 176 contrari e 1 astenuto.



venerdì 29 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Prestano giuramento il Ministro senza portafoglio Costa, cui saranno attribuite le deleghe per gli affari regionali e le autonomie e la famiglia, e sette nuovi sottosegretari.

lunedì 1° febbraio
  • Politica, cultura e società
    L'Organizzazione mondiale della sanità dichiara che l'epidemia di virus Zika, associata a casi di microcefalia e altri disturbi neurologici riportati in Brasile, costituisce una emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. La cessata emergenza sarà dichiarata il 18 novembre.