Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05193 presentata da CERVELLINI MASSIMO (SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA') in data 02/02/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05193 presentata da MASSIMO CERVELLINI martedì 2 febbraio 2016, seduta n.569 CERVELLINI, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, DE CRISTOFARO, URAS - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: i lavoratori marittimi italiani rappresentano un'eccellenza a livello internazionale in termini di competenze e dedizione al proprio lavoro; la direttiva europea 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare permette di svolgere l'attività lavorativa sulle navi solo se in possesso del cosiddetto certificato di competenza IMO STCW (dalla convenzione Standard of training, certification and watchkeeping for seafarers adottata a Londra il 7 luglio 1978 dall'Organizzazione marittima internazionale); in Italia tale direttiva è stata recepita nel decreto legislativo n. 136 del 2011, che prevede che il certificato di competenza IMO STCW sia rilasciato e rinnovato dalle Capitanerie di porto con durata di 5 anni; la modalità di attuazione del decreto legislativo n. 136 del 2011 non rappresenta un'esperienza positiva in quanto ha avuto l'effetto di indurre un numero considerevole di lavoratori italiani del settore a conseguire titoli marittimi in altri Stati dell'Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito, spendendo tra l'altro ingenti somme; con il decreto legislativo n. 71 del 2015, recante "Attuazione della direttiva 2012/35/UE, che modifica la direttiva 2008/106/CE, concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare", sono stati recepiti, in clamoroso ritardo ed a seguito della procedura d'infrazione europea n. 2014/0464, gli emendamenti al codice STCW introdotti con la conferenza di "Manila 2010" (entrati in vigore dal 1° gennaio 2012) che ridefiniscono la disciplina di rango primario concernente la formazione della gente di mare, disponendo conseguentemente l'abrogazione del decreto legislativo n.136 del 2011 e stabilendo che fino al 1° gennaio 2017 uno Stato possa continuare a rinnovare e prorogare certificati e convalide in conformità con le disposizioni della convenzione stessa che si applicavano immediatamente prima del 1° gennaio 2012; considerato che: nonostante lo Stato italiano abbia avuto 5 anni per adeguarsi alla convenzione Manila 2010, a causa della normativa citata i lavoratori marittimi italiani si trovano nella condizione di dover rinnovare tutti i propri titoli entro e non oltre il 31 dicembre 2016; ad oggi, le agenzie formative non sono ancora in grado di fornire i corsi necessari al rinnovamento dei titoli e vista la ristrettezza dei tempi molti lavoratori rischiano di non poter svolgere i corsi perdendo così la possibilità di lavorare; dalla bozza di decreto attuativo del decreto legislativo n. 71 del 2015 si prospetta la divisione delle carriere (mercantili e diporto) che non permetterà più ad un marittimo mercantile di condurre uno yacht e costringerà le migliaia di marittimi che navigano sul diporto privato a non poter rinnovare il loro certificato mercantile, perdendo così, nonostante anche molti anni di esperienza, un titolo acquisito; l'attuazione di tali scelte comporterà per i marittimi italiani evidenti difficoltà lavorative, in particolare per i giovani marittimi che non avranno la possibilità di iniziare la loro carriera, il tutto a vantaggio dei lavoratori stranieri che, storicamente, beneficiano di un'attenzione maggiore da parte delle proprie legislazioni; visto che i lavoratori marittimi si stanno mobilitando ed a Porto S.Stefano (Grosseto) il 3 febbraio 2016 si svolgerà una manifestazione dal titolo "2017 fine della marineria italiana" indetta dall'Associazione marittimi Argentario alla quale hanno aderito ad oggi tra le altre anche l'"Associazione marittimi Tirreno centrale", "Associazione marittimi diporto", "Lavoratori del mare", "Lavoratori del mare costa tirrenica Viareggio", "Italian yacht master", "A.M.A. Liguria e Campania", si chiede di sapere: se e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire, affinché tutti i lavoratori marittimi italiani siano messi nella condizione di non perdere i propri titoli e, quindi, di continuare a lavorare; se e come intenda intervenire, affinché i lavoratori marittimi italiani, a differenza del passato e del presente, non si ritrovino in una condizione di svantaggio rispetto ai colleghi di altri Paesi ed in particolare non siano costretti, per lavorare, ad acquisire titoli stranieri; se non ritenga opportuno e necessario coinvolgere, prima dell'emanazione dei decreti attuativi relativi al decreto legislativo n. 71 del 2015, tutte le categorie dei lavoratori interessati, evitando così di perseverare nell'errore di sfavorire i nostri marittimi rispetto a quelli stranieri. (4-05193)