Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01995 presentata da ZARATTI FILIBERTO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') in data 09/02/2016
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01995 presentato da ZARATTI Filiberto testo presentato Martedì 9 febbraio 2016 modificato Mercoledì 10 febbraio 2016, seduta n. 566 ZARATTI , FASSINA , ZACCAGNINI , PELLEGRINO , RICCIATTI , FERRARA , SCOTTO , PANNARALE e DURANTI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: il decreto-legge n.133 del 2014, cosiddetto «Sblocca Italia», ha previsto all'articolo 35, comma 1, l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l'individuazione a livello nazionale della capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati, degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati, e l'individuazione di ulteriori impianti di incenerimento da realizzare per coprire il fabbisogno residuo del territorio nazionale; il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, passato dalla conferenza Stato-regioni con parere favorevole delle regioni ad esclusione di Lombardia e Campania, prevede la realizzazione di 8 inceneritori, e tutti situati nelle regioni del Centro-Sud: Marche, Umbria, Lazio, Campania, Abruzzo, Sardegna, Sicilia (2 impianti). A questi si aggiunge la previsione per la Puglia di un potenziamento dell'impianto di incenerimento esistente; la decisione del Governo di realizzare nuovi inceneritori, ad avviso degli interroganti, scavalca ancora una volta gli enti territoriali e le comunità interessate, e finisce con l'affossare definitivamente gli sforzi che le regioni stanno facendo, e che dovranno fare, per una programmazione virtuosa della gestione dei rifiuti e per la crescita della raccolta differenziata, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti stessi; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ribadendo la necessità di nuovi impianti di incenerimento, conferma una politica ambientale che, ad avviso degli interroganti, non trova fondamento in alcuna direttiva europea e, anzi, si pone in netto contrasto con la strategia dell'Unione europea di volta a puntare con decisione sull'economia circolare; si ricorda che la normativa comunitaria relativa alla questione dei rifiuti e principalmente la direttiva 2008/98/CE prevede alcuni criteri di priorità nella gestione degli stessi, attraverso la fissazione di una gerarchia che parte dalla prevenzione, seguita da: preparazione per il loro utilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo (ad esempio a fini energetici) e, infine, smaltimento; riguardo alla regione Lazio e alla decisione di realizzare un impianto di incenerimento, è di questi giorni la notizia diffusa dall'avvocato Saioni, presidente del consorzio Colari di Manlio Cerroni, sulla possibile riaccensione dell'inceneritore di Malagrotta; il territorio di Valle Galeria, devastato per troppi anni sotto l'aspetto ambientale e sanitario dalla presenza della discarica di Malagrotta, la più grande d'Europa chiusa dall'ex sindaco Marino nel 2013, ha urgenza di essere bonificato e riqualificato e non può sopportare un altro impatto ambientale pesantissimo che deriverebbe dall'avvio di un impianto di incenerimento; dopo la chiusura della discarica, si è ancora in attesa del piano di bonifica e il monitoraggio ambientale. La Commissione Magva, istituita dall'ex provincia di Roma e finanziata con 3,5 milioni di euro, che avrebbe dovuto verificare lo stato di salute delle matrici ambientali di Valle Galeria, è ferma da anni –: se non ritenga indispensabile attivarsi, per quanto di competenza, al fine di escludere la realizzazione di un impianto di incenerimento nel territorio laziale di Valle Galeria e Malagrotta, in quanto area a elevato rischio ambientale e sanitario e in attesa di importanti interventi di bonifica e risanamento ambientale. (3-01995)