Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02577 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 16/02/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02577 presentata da STEFANIA PEZZOPANE martedì 16 febbraio 2016, seduta n.578 PEZZOPANE, MATTESINI, ORRU', RUTA - Al Ministro della salute - Premesso che in base all'accordo tra Governo, Regioni ed enti locali del 16 dicembre 2010 relativo alle "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita", la Regione Abruzzo ha emanato il decreto commissariale n. 10 del 2015 con il quale disponeva la chiusura dei 4 punti nascita di Sulmona, Ortona, Penne e Atri, con parti inferiori alle 500 unità all'anno; rilevato che: il decreto del Ministro in indirizzo dell'11 novembre 2015 ha introdotto un nuovo criterio, in base al quale lo standard per il mantenimento dei punti nascita non è più legato al numero, dei parti per singolo plesso ospedaliero, ma è affidato alla formazione e all'elevata casistica delle équipe mediche ed infermieristiche che svolgono il servizio; il decreto stabilisce che siano le Regioni ad avanzare la richiesta al Ministero per il mantenimento di alcuni punti nascita e affida al comitato percorso nascita nazionale il compito di esprimere un motivato parere su tali richieste; sulla base delle nuove indicazioni ministeriali il presidente della Regione Abruzzo, nella sua veste di commissario ad acta per la sanità, ha inviato nel mese di dicembre 2015 una nota ufficiale al Ministro, nella quale chiede di sottoporre al comitato percorso nascita nazionale la richiesta di tenere in attività alcuni punti nascita abruzzesi, tra cui quello di Atri (Teramo); considerato che: il punto nascita di Atri non è più funzionante dal 1° novembre 2015; da recenti notizie di stampa si apprende che, a causa della chiusura del punto nascita del suo comune, una giovane partoriente di Atri veniva costretta a recarsi all'ospedale di Pescara, da cui, dopo un'estenuante attesa, veniva dimessa e trasferita all'ospedale di Atri; qui veniva costretta a partorire in situazione d'emergenza nel punto nascita chiuso che veniva riaperto d'urgenza per l'occasione, considerato che il trasferimento in ambulanza verso l'ospedale "Mazzini" di Teramo sarebbe stato troppo rischioso per la mamma e la nascitura; la chiusura dei punti nascita nelle località abruzzesi sta creando una vera e propria situazione di emergenza e di insicurezza per i rischi che possono derivare durante il trasferimento in un'altra struttura alla partoriente e al nascituro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della difficile e rischiosa situazione in cui si è venuta a trovare la giovane partoriente abruzzese di Atri e dei gravi rischi a cui sarebbe andata incontro insieme alla piccola nascitura nel caso fosse stato necessario ricorrere ad un intervento d'emergenza; se non ritenga che, prima di procedere alla chiusura dei punti nascita citati, non sarebbe stato opportuno attivare un sistema di garanzie di sicurezza; quali siano, ad oggi, gli standard di sicurezza per donne e nascituri nelle aree interessate dalla soppressione dei punti nascita; se sia stata presa in considerazione la nota della Regione Abruzzo in cui si chiede ufficialmente una nuova valutazione sul punto nascita di Atri e di tutti i punti nascita con un volume di attività inferiore ai 500 parti annui; come si intenda salvaguardare la famiglia ed il diritto a nascere in sicurezza, senza essere costretti a spostamenti assai poco sicuri e dignitosi. (3-02577)