Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02607 presentata da CERVELLINI MASSIMO (SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA') in data 24/02/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02607 presentata da MASSIMO CERVELLINI mercoledì 24 febbraio 2016, seduta n.581 CERVELLINI, DE PETRIS - Al Ministro dell'interno - Premesso che: presso l'ex scuola "Socrate", in località via del Casale di San Nicola a Roma, nel 2015, è stato aperto un centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA); l'apertura, conseguente all'aggiudicazione da parte della cooperativa sociale "Isola Verde" di due bandi della Prefettura, uno per il 2015 ed uno per il 2016, è stata ed è oggetto di contestazioni da parte di alcuni cittadini residenti e da esponenti politici di destra; le autorità preposte alla verifica della regolarità amministrativa, ambientale ed urbanistica dell'intera struttura, Procura della Repubblica di Roma, UOT del XIV Municipio, Polizia locale di Roma, sono state investite delle problematiche sollevate da chi, da subito, si è opposto all'apertura del centro; nel mese di luglio 2015, in occasione dell'arrivo dei primi richiedenti asilo da ospitare, si sono verificati gravi fatti di turbativa dell'ordine pubblico tra le forze dell'ordine e quanti si opponevano, anche con violenza, all'apertura del centro; a seguito di tali fatti, per tutelare l'integrità degli stranieri ospitati e di quanti lavorano nella struttura, su sollecitazione di alcuni dei cittadini residenti, la Questura di Roma ha istituito un presidio fisso di polizia in prossimità del centro; nessuna condotta di allarme sociale o di perturbamento dell'ordine pubblico è mai stata attribuibile agli abitanti del CARA; il prefetto di Roma, dottor Gabrielli, con un atto del 12 febbraio 2016, evidenziando che "si è preso atto nel corso del 2015, delle proteste messe in atto dai cittadini residenti nella zona, che hanno dato luogo all'adozione di misure di vigilanza da parte della Questura. Non si ritiene più possibile la prosecuzione di tali misure, né può considerarsi ammissibile un dispiegamento continuativo di Forze dell'Ordine, al fine di garantire il pacifico espletamento del servizio di accoglienza. Ne consegue la valutazione di inidoneità della struttura per motivi logistici e ambientali ai sensi dell'art. 3 del bando", ha formulato richiesta all'ente gestore della struttura "di voler proporre entro trenta giorni dalla presente comunicazione l'utilizzo di ulteriori stabili"; considerato che: tale determinazione pone le sue basi sulla dichiarata impossibilità, e inammissibilità, di "garantire il pacifico espletamento del servizio di accoglienza"; il servizio di accoglienza è un servizio pubblico finanziato con fondi europei e statali, volto al soddisfacimento di esigenze primarie di accoglienza e solidarietà con persone che, fuggendo da zone di guerra o dove vengono negati i più elementari diritti civili, in caso di rimpatrio andrebbero incontro al rischio di perdere la propria vita; lo Stato deve garantire il pieno controllo del territorio ed il pacifico espletamento dei servizi pubblici, siano questi presidi delle forze dell'ordine, palazzi di giustizia, ospedali, o centri di accoglienza; il sottosegretario di Stato per l'interno, Domenico Manzione, nella risposta all'interrogazione parlamentare 4-09914, dell'onorevole Saltamartini, il 24 settembre 2015, affermava che "l'individuazione della struttura ricettiva era avvenuta d'intesa con il Presidente del XIV Municipio" e che "il Prefetto di Roma, nella sistemazione logistica dei richiedenti asilo, sta operando secondo una logica di decongestionamento delle zone a maggiore concentrazione di migranti, utilizzando piccole strutture - spesso ubicate nei centri minori della Provincia di Roma - dove possono risultare anche più agevoli le attività di integrazione" e specificava, inoltre, che "Si tratta di un'attività capillare che ha visto il Prefetto recarsi di persona in diversi municipi della Capitale, dove ha manifestato un'ampia e apprezzata disponibilità al dialogo e al confronto con le autorità locali"; non risulta agli interroganti che vi siano state, dopo quelle del luglio 2015, ulteriori manifestazioni di intolleranza da parte dei residenti, tali da turbare l'ordine pubblico, e soprattutto non risulta che si siano verificati episodi violenti o anche solo fastidiosi ad opera dei richiedenti asilo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ulteriori motivazioni che hanno indotto il prefetto di Roma ad un'inversione, così repentina, di posizione sull'idoneità della struttura; se, qualora i timori di non riuscire a "garantire il pacifico espletamento del servizio di accoglienza" si dimostrassero infondati, non ritenga opportuno invitare il prefetto a rivalutare la richiesta fatta all'ente gestore di indicare una struttura alternativa. (3-02607)