Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02720 presentata da SANTANGELO VINCENZO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 31/03/2016
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02720 presentata da VINCENZO SANTANGELO giovedì 31 marzo 2016, seduta n.601 SANTANGELO, NUGNES, BERTOROTTA, AIROLA, MORONESE, GIARRUSSO, MANGILI, MARTON, CRIMI, PUGLIA, MORRA, MONTEVECCHI, DONNO, GIROTTO, BUCCARELLA, COTTI, SCIBONA, PAGLINI, ENDRIZZI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: da notizia pubblicata in data 22 marzo 2016 dal quotidiano on line "la Repubblica" edizione di Palermo, nell'isola di Favignana (Trapani), in contrada Fossafelle, dovrà essere realizzata una nuova centrale elettrica a gasolio da 25 megawatt che si prevede che comporterà la costruzione di capannoni industriali in cemento armato, silos , serbatoi, strade e sala macchine a due piani con 7 generatori a gasolio e 3 ciminiere, alte 15 metri. La nuova centrale sarà ubicata a circa 350 metri dal sito balneare di "cala Azzurra" e a 500 metri dal sito balneare di "Bue Marino"; ad oggi, la produzione e distribuzione dell'energia elettrica è affidata in concessione alla SEA SpA (Società elettrica di Favignana), che vende l'energia a circa 3.600 utenze dell'isola, che opera tramite la centrale termoelettrica costituita da generatori, di potenza installata pari a 20 MW alimentati a gasolio; quest'ultimo è approvvigionato in centrale e trasportato sull'isola attraverso navi cisterna; il nuovo impianto industriale dovrebbe sorgere in un'area di 2 ettari, che risulta essere tutelata dal piano paesaggistico e dall'area marina protetta delle isole Egadi, istituita con decreto interministeriale del 21 dicembre 1991, che dal 2001 risulta essere affidata in gestione al Comune di Favignana dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed è la più grande d'Europa; sarà di conseguenza necessario adottare una variante urbanistica al piano regolatore generale vigente; come si legge nell'articolo citato, la centrale, nello studio di valutazione d'incidenza, è descritta come un complesso che si eleverà nel suo punto più alto di 10,40 metri, di cui 3,80 al di sotto del piano di campagna, «diminuendo notevolmente l'impatto visivo dell'intero complesso nel suo immediato intorno»; l'articolo riporta che il sindaco ed il Consiglio comunale di Favignana si sarebbero mostrati contrari alla realizzazione dell'opera in quanto preoccupati dal rischio di veder realizzato un impianto industriale, a evidente impatto ambientale, in una delle zone più belle dell'isola nonché tutelata dal piano paesaggistico e dell'area marina protetta delle Egadi; anche i cittadini favignanesi avrebbero espresso contrarietà temendo il devastante impatto ambientale e paesaggistico che produrrebbe la visione della nuova centrale anche dalla vicina isola di Levanzo e per i fruitori dell'isola, considerando che le 3 ciminiere di altezza di 15 metri sarebbero visibili a distanza; l'economia dell'isola di Favignana si basa sul turismo e, a giudizio degli interroganti, la realizzazione della nuova centrale elettrica potrebbe produrre in tal senso effetti nefasti; il progetto della nuova centrale era stato presentato al Comune di Favignana circa 15 anni fa, e inoltrato dalla SEA all'Assessorato regionale territorio e ambiente e agli altri enti competenti per la richiesta di autorizzazione e, da quanto riportato dal quotidiano, sarebbe «a un passo dal via libera definitivo»; il terreno di contrada Fossafelle, acquistato nel 2008 dalla Selma Srl amministrata dalla signora Elisabetta Bonsignore Accardi, come riportato dall'articolo on line pubblicato da "Tp24" il 30 marzo 2016, sarà poi rivenduto alla SEA, controllata dal marito di Bonsignore, Filippo Accardi, dopo l'approvazione definitiva del progetto che sembra interamente finanziato dalla CSEA, la Cassa per i servizi energetici e ambientali; risulta agli interroganti che dal sito del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica della Commissione europea, si evince che è stato finanziato un progetto con codice "CUP - G73F11000240004", per un importo complessivo di 231.702,63 euro, nell'ambito del "POR FESR 2007-2013", a SEA per attività di ricerca, dal titolo "sistema innovativo per la riduzione ed il monitoraggio in real-time delle emissioni della centrale elettrica di Favignana". Per tale progetto, che dovrebbe concludersi il 31 marzo 2016, alla data del 31 dicembre 2015 risulta essere già elargita la somma di 185.362,11 euro; considerato che: nel passato, il Consiglio comunale di Favignana non era mai intervenuto per variare la destinazione d'uso dell'area; risulta agli interroganti che la Regione Siciliana abbia nominato un commissario ad acta , e di conseguenza il presidente del Consiglio comunale di Favignana ha convocato l'assemblea cittadina per l'8 aprile 2016, con all'ordine del giorno la variante urbanistica necessaria ad autorizzare l'area; nel merito, l'articolo di "Repubblica" riporta che «Se il Consiglio dovesse bocciarla, come sembra essere orientato a fare, l'assessore regionale al Territorio e ambiente potrebbe approvarla in via sostitutiva per "interesse pubblico preminente". Cosa che preoccupa non poco l'amministrazione e la comunità egadina». Inoltre, evidenzia che «La comunità europea impone (...) entro il 2050, la dismissione di tutte le centrali a combustibili fossili e le isole Egadi, che sono un sito di importanza comunitaria, dovranno adeguarsi» e che «il governo nazionale sta per emettere un decreto che regolamenterà, nelle isole minori scollegate alla terraferma, la questione della produzione e della distribuzione dell'energia elettrica prevedendo l'utilizzo di fonti rinnovabili. Il che potrebbe far modificare alla SEA il proprio progetto»; considerato inoltre che, a giudizio degli interroganti: è evidente l'importanza che riveste, al fine di raggiungere l'autonomia energetica, l'incentivazione della produzione di energia rinnovabile in modo integrato nel rispetto dell'ambiente architettonico e paesaggistico; sarebbe auspicabile che il Governo emetta sin da subito un decreto che regolamenti, nelle isole minori scollegate dalla rete elettrica della terraferma, la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica con l'utilizzo di fonti rinnovabili; considerato altresì che: dalla fine degli anni '70 la centrale elettrica di Favignana si trova in contrada Madonna, vicino al cimitero e fuori dal centro abitato e vi trovano impiego, tra personale amministrativo e operai, circa 20 addetti. Come riportato da "Repubblica", «La centrale è dotata di sette motori di cui due inutilizzati dopo il sequestro per inquinamento acustico. La scorsa estate l'isola ha dovuto affrontare un piano di emergenza per evitare il black out: con una programmazione definita avveniva, in maniera alternata, l'interruzione della distribuzione di energia in diverse parti dell'isola»; l'esistente centrale elettrica di Favignana è inquinante in quanto, tra l'altro, produce fumi di scarico, necessita di continui rifornimenti di carburante via mare, l'acqua di raffreddamento viene espulsa in mare ed inquina acusticamente; inoltre la produzione risulta insufficiente al fabbisogno energetico estivo dell'isola; l'area prevista per la nuova centrale ricade invece in zona definita "E" (zona agricola industriale), tra case di villeggiatura, case coloniche e costruzioni agricole, ed è situata nella parte orientale dell'isola vicino alla strada provinciale che collega il centro abitato con il faro di punta Marsala; considerato infine che: risulta agli interroganti, riguardo ai parchi eolici del trapanese, già noti alle cronache giudiziarie, che si è scoperto che essi, in determinati periodi, produrrebbero troppa energia. Il surplus verrebbe scaricato a terra in quanto la Sicilia è isolata dalla rete elettrica nazionale; a giudizio degli interroganti, anziché finanziare un progetto per un "sistema innovativo per la riduzione ed il monitoraggio in real-time delle emissioni della centrale elettrica di Favignana" che prevede la costruzione di una centrale che di fatto inquina, si poteva impiegare la somma destinata alla realizzazione di un elettrodotto sottomarino (8 miglia appena) di collegamento con i detti parchi eolici anche al fine di non disperdere il surplus di energia prodotta; il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha depositato il disegno di legge AS 1650, in corso d'esame in 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) congiuntamente ad altri disegni di legge, che all'art. 17 (Piano di incentivazione energia da fonti rinnovabili) si prevede al comma 1 "Sentiti i comuni delle isole minori di cui all'allegato A, le regioni territorialmente competenti, di concerto con la Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali competente per territorio, predispongono un piano per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 100 per cento del fabbisogno energetico" e al comma 2 "Il piano di cui al comma 1 tiene conto, al fine del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, dell'interesse primario della tutela del paesaggio, della salubrità dell'ambiente e della salute dei cittadini delle isole, garantito altresì dalla produzione di energia non inquinante"; si è ancora in attesa dell'emanazione da parte del Ministero dello sviluppo economico del primo decreto attuativo della legge n. 9 del 2014 (di conversione del decreto-legge n. 145 del 2013) e della pubblicazione della conseguente delibera attuativa da parte dell'AEEGSI (Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se sia stato predisposto il decreto attuativo della legge n. 9 del 2014 per incentivare la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica con l'utilizzo di "fonti rinnovabili" nelle isole minori, scollegate dalla rete elettrica della terraferma, ed eventualmente quando sia prevista la pubblicazione; quali iniziative di competenza intendano intraprendere al fine di incentivare, nei comuni delle isole minori, la produzione energetica da fonti rinnovabili fino al 100 per cento del fabbisogno energetico, così come proposto dal citato disegno di legge AS 1650, e per garantire la produzione di energia non inquinante nell'interesse primario della tutela del paesaggio, della salubrità dell'ambiente e della salute dei cittadini delle isole; se corrisponda al vero che il progetto della nuova centrale di contrada Fossafelle nell'isola di Favignana sia stato interamente finanziato dalla CSEA, la Cassa per i servizi energetici e ambientali. (3-02720)