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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02758 presentata da MANCUSO BRUNO (AREA POPOLARE (NCD-UDC)) in data 12/04/2016

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02758 presentata da BRUNO MANCUSO martedì 12 aprile 2016, seduta n.606 MANCUSO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante, il settore dei servizi customer relationship management (CRM) in outsourcing è interessato da una profonda crisi, i cui fattori di origine possono essere sintetizzati come segue: riduzione dei volumi di attività dovuti alla crisi dei mercati di riferimento dei committenti e maggiore ricorso a soluzioni tecnologiche gestite direttamente dall'utente; spostamento di elevati volumi di attività soprattutto in Paesi al di fuori dell'Unione europea (cosiddetta delocalizzazione), dove il costo del lavoro è inferiore, anche del 70 per cento, rispetto a quello italiano ed europeo e dove tutele e garanzie del lavoro non sono comparabili con quelle attive in ambito UE; danni economici da pratiche di concorrenza scorretta nel mercato CRM, a causa di operatori che da una parte sfruttano impropriamente incentivi nazionali per la nuova occupazione solo per il tempo della loro vigenza e quindi chiudendo l'attività alla scadenza degli aiuti economici; dall'altra utilizzano in Italia gli ammortizzatori sociali e portano attività e lavoro fuori dai confini UE, dovendo quindi sostenere costi strutturalmente inferiori, sia in Italia che all'estero; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: in questo difficile contesto opera l'azienda Almaviva Contact, che svolge servizi CRM in regime di appalto, in favore di aziende private ed enti pubblici attraverso 7.862 lavoratori in tutta Italia (Palermo 3.245 unità; Roma 1.730 unità; Napoli 868 unità; Catania 1.111 unità; Rende 308 unità; Milano 598 unità); l'azienda è inquadrata nel settore terziario, a partire dal dicembre 2015 (in precedenza era inquadrata nel settore industria) e applica ai propri dipendenti il contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazione; Almaviva Contact ha intrapreso nel corso degli anni un profondo processo di trasformazione: se nel 2003 pochi operatori potevano vantare un contratto a tempo indeterminato e molti altri lavoravano con contratto a progetto, contribuendo al conseguimento per l'azienda di buoni margini di ricavi, nel 2006, a seguito della circolare n. 17 del 2006 (cosiddetta circolare Damiano) e della normalizzazione del settore, avvenne la stabilizzazione di oltre 5.000 lavoratori. Successivamente, l'azienda ha lamentato che l'attivismo sindacale per la stabilizzazione dei lavoratori sia stato diretto solo nei confronti della stessa Almaviva, creando squilibri nel mercato e deficit competitivo della società, nei confronti delle concorrenti, che non avevano provveduto, almeno in quei termini, ad una riorganizzazione dei rapporti di lavoro; sembra da sottolineare, tuttavia, come pure ammesso da Almaviva, che a seguito del riordino normativo e del ripristino di un quadro concorrenziale sano, nel 2011 ci fu una crescita dei ricavi e una progressiva riduzione di perdite, utilizzando il lavoro di circa 9.000 operatori; la situazione di difficoltà strutturale del mercato CRM degli ultimi anni è stata affrontata da Almaviva cercando di non intaccare il proprio radicamento nel territorio nazionale, rinunciando fino ad oggi ad attuare politiche di delocalizzazione e salvaguardando la continuità occupazionale dei propri dipendenti. Tuttavia, secondo l'azienda, alle condizioni odierne è diventata inevitabile la richiesta di avvio della procedura di riduzione del personale, ai sensi della legge n. 223 del 1991, di 1.630 unità di operatore telefonico fulltime che, considerando l'orario ridotto mediamente praticato in azienda, può comportare fino ad un massimo di 2.988 unità di lavoratori in esubero; in base ai dati forniti dall'azienda relativi ai "primi margini" (ovvero la differenza tra ricavi generati e costi del lavoro degli operatori) nelle sedi aziendali dislocate nel territorio italiano, risulta che Palermo, Roma e Napoli sono risultate sotto la media della percentuale di sostenibilità economica (almeno 25 per cento) e da queste sedi, oltre a 2 posizioni dirigenziali, sono stati selezionati i lavoratori in esubero come segue: a Palermo 1.670 esuberi o licenziamenti, pari al 54 per cento del sito; a Roma 918 esuberi o licenziamenti, pari al 57 per cento del sito; a Napoli 400 esuberi o licenziamenti, pari al 49 per cento del sito; la situazione di criticità aziendale risulta particolarmente accentuata, con intensità diverse, nei siti produttivi interessati dalle seguenti problematiche: quota di dipendenti strutturalmente sospesi dal lavoro per mancanza di attività; redditività insufficiente su alcune commesse attive (sovente non si arriva a coprire il costo del lavoro degli operatori); struttura dei costi ed organizzazione logistica non sostenibili ed inefficienti; contratti commerciali cessati o in scadenza; nel contesto della procedura di licenziamento collettivo, a causa delle evidenziate e croniche criticità e nella perdurante assenza di interventi strutturali, l'equilibrio economico e la sopravvivenza stessa dell'intera azienda Almaviva sono messi in discussione; nei documenti presentati alle organizzazioni sindacali, l'azienda sottolinea come nel corso degli ultimi 10 anni, pur chiudendo esercizi di bilancio con perdite e apportando aumenti di capitali e introiti relativi ad aziende a essa collegata come la capogruppo, Almaviva SpA, ha potuto evitare in anticipo il processo di licenziamento, a cui ora è invece costretta; le difficoltà dell'azienda sono state affrontate usufruendo già dal 2011, anche se per poche settimane, di ammortizzatori sociali sia per la sede di Roma che per quella di Palermo; quindi, tali ammortizzatori sono stati estesi dal 2013 a tutte le sedi dislocate sul territorio italiano, utilizzando i contratti di solidarietà (contratti di solidarietà di tipo A) fino al 30 novembre 2015, perché facente parte del settore industria, per poi sfruttare il meccanismo di solidarietà di tipo B, fino al 31 maggio 2016 a seguito dell'entrata dell'azienda nel settore terziario; tuttavia, secondo l'azienda, tali strumenti sono risultati inefficaci ad invertire, o anche solo a ridurre, la tendenza economica negativa descritta, anche perché i presupposti normativi e di mercato ipotizzati al momento della firma dei contratti di solidarietà, come il contrasto alla delocalizzazione, la verifica degli incentivi all'occupazione, l'attivazione dei sistemi di monitoraggio della qualità, efficienza, produttività ed analisi del contatto, non si sono mai realizzati; giunti a questo punto, l'utilizzo di ulteriori ammortizzatori sociali non sarebbe più economicamente sostenibile e non porterebbe vantaggi ad alcuna delle parti, considerata anche l'assenza di benefici di decontribuzione per l'azienda; considerato che: di fronte all'incontrollata esplosione dei fenomeni di delocalizzazione, il legislatore è intervenuto per disciplinare l'attività svolta dai call center al di fuori dell'Unione europea, con l'articolo 24- bis ("Misure a sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell'occupazione nell'attività svolte dai Call-center") del decreto-legge n. 83 del 2012, recante "Misure urgenti per la crescita del Paese", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012; nell'ottobre 2013, ed in continuità con quanto stabilito dal citato art. 24- bis , il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sulla materia, con la delibera n. 444/2013 "Provvedimento prescrittivo in materia di trattamento dei dati personali effettuato mediante l'utilizzo dei Call-center collocati al di fuori dell'Unione europea", poi integrata dalla delibera n. 582 del 2013; al positivo intervento normativo non ha fatto seguito una puntuale applicazione delle regole e delle relative sanzioni: già nel 2014, l'azienda Almaviva ha portato in sede parlamentare e governativa, insieme ai sindacati, la denuncia della mancata attuazione della disciplina sulle delocalizzazioni; anche durante l'indagine conoscitiva della XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano, iniziata nel maggio 2014, il presidente della società Almaviva aveva sottolineato la necessità di riaffermare regole chiare in tempi certi, garantendo la piena osservanza della normativa sulle delocalizzazioni; nel luglio 2014, in occasione dell'apertura di uno specifico tavolo di crisi presso il Ministero dello sviluppo economico sulla situazione dei call center italiani, Almaviva ha presentato il piano industriale con l'impegno di tutelare la stabilità lavorativa delle unità di personale, pur in una grave situazione di mercato, ribadendo le richieste di certezza del quadro normativo e rispetto delle regole, anche con la rapida attivazione dei controlli in materia; a dicembre 2014, a distanza di 2 anni dall'introduzione del citato decreto-legge n. 83 del 2012 e dei provvedimenti del Garante della privacy , a conclusione del tavolo di crisi al Ministero dello sviluppo economico, il Governo ha comunicato "l'avvio immediato dei controlli sul rispetto dei Call-center di quanto previsto dal richiamato art. 24- bis del decreto-legge n. 83/2012". Il Governo ha comunicato anche che gli ispettori regionali territoriali del Ministero dello sviluppo economico erano stati attivati per la verifica del rispetto del suddetto articolo di legge; a seguito del riscontro di numerose violazioni relative al trattamento dei dati personali, registrate attraverso controlli a campione, il Ministero dello sviluppo economico ha applicato le previste sanzioni pecuniarie nei confronti dei committenti, responsabili del mancato rispetto del citato art. 24- bis del decreto-legge n. 83 del 2012; nel marzo 2015, rispondendo alla Camera dei deputati ad una delle diverse interrogazioni parlamentari in materia, il Ministero dello sviluppo economico ha fatto presente che il Governo "si è attivato per garantire la corretta applicazione della legge che impone all'operatore telefonico di dare all'utente informazioni sul luogo di ubicazione del Call-center e ancora in quest'ottica gli Ispettorati del ministero hanno effettuato controlli e che le contestazioni seguiti a tali controlli hanno creato un deterrente alla delocalizzazione"; lo stesso Ministero ha reso noto che è stata programmata una campagna straordinaria di verifiche sul territorio italiano sul rispetto della citata disposizione dell'art. 24- bis , con una sanzione pecuniaria di 10.000 euro per ogni giornata di violazione, garantendo almeno 60 verifiche per ciascun Ispettorato territoriale; le pubbliche amministrazioni si sono orientate nel tempo su modalità di assegnazione dei contratti CRM incentrate sul criterio, formale e sostanziale, del massimo ribasso economico: esempi significativi sono il bando di Infoline del Comune di Milano e il servizio di informazione 060606 del Comune di Roma. Si tratta di appalti, ex Almaviva Contact, aggiudicati con un ribasso del 30 per cento sul prezzo base; Almaviva ha partecipato alle gare fatte da 2 grandi imprese a partecipazione statale, Poste italiane ed Enel, in cui la preassegnazione è avvenuta a beneficio di una società che ha offerto un prezzo addirittura insufficiente a garantire l'applicazione del collettivo nazionale di lavoro di riferimento (0,42 centesimi di euro per minuto di risposta telefonica); alcune sentenze dei TAR (si veda, a titolo d'esempio, sentenza 4 gennaio 2011, n. 1 sezione II del TAR Piemonte) hanno riconosciuto, a seguito delle denunce sindacali, che il criterio del massimo ribasso è un parametro oggettivo, ma la scelta del prezzo più basso risulta illogica quando, come nel caso dei call center , la legge di gara attribuisce rilievo ad aspetti qualitativi variabili dell'offerta, in riferimento al particolare valore tecnologico delle prestazioni, al loro numero, al loro livello qualitativo e quantitativo. In tal modo si violerebbero gli articoli 81 e 82 del codice degli appalti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006); tenuto infine conto che: il cambio di inquadramento INPS dal settore Industria a Servizi ha comportato anche la modifica dell'accesso agli ammortizzatori sociali, con pesanti ripercussioni economiche su salari già esigui, e l'introduzione di elementi di incertezza sulla copertura dei fondi in deroga; l'apertura dello stato di crisi per i call center della Sicilia potrebbe consentire l'accesso a fondi di supporto con carattere straordinario per la risoluzione positiva della vertenza; la possibilità di utilizzare i contratti d'area, il possibile inserimento della "clausola Morese" nei contratti d'appalto, le risorse per le aree di crisi (come per Bluetec a Termini Imerese con le risorse Invitalia) darebbe nuove prospettive a tutti i lavoratori del settore, oltre che a quelli di Almaviva; appare urgente e improcrastinabile affrontare e risolvere la questione legata al mantenimento dell'occupazione su un territorio già drammaticamente svantaggiato, come quello della Sicilia, con revisione del sistema degli ammortizzatori sociali di settore, si chiede di sapere quali rapide e tempestive azioni i Ministri in indirizzo intendano assumere a tutela dei lavoratori di Almaviva, in particolare quelli coinvolti dalle procedure di licenziamento, al fine di affrontare e risolvere le problematiche strutturali dell'intero settore. (3-02758)

 
Cronologia
venerdì 8 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il ministro degli esteri Gentiloni Silveri richiama a Roma l'ambasciatore in Egitto, a seguito dello stallo delle indagini sulla morte di Giulio Regeni.

martedì 12 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva definitivamente il disegno di legge costituzionale recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione (C. 2613-D), licenziato dal Senato il 20 gennaio 2016. Non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, disposta dall'articolo 138 della Costituzione, il testo costituzionale approvato è pubblicato nella GU n. 88 del 15 aprile 2016.

  • Parlamento e istituzioni
    La Giunta per il regolamento della Camera dei deputati approva il Codice di condotta dei deputati.

domenica 17 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il referendum abrogativo sulla durata delle concessioni per l'estrazione di idrocarburi in zone di mare non raggiunge il quorum previsto dall'articolo 75 della Costituzione. L'affluenza alle urne è del 31,2% degli aventi diritto.