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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00249 presentata da PALESE ROCCO (MISTO-CONSERVATORI E RIFORMISTI) in data 27/06/2016

Atto Camera Risoluzione in Assemblea 6-00249 presentato da PALESE Rocco testo di Lunedì 27 giugno 2016, seduta n. 642 La Camera, premesso che: lo scorso 23 giugno, i cittadini inglesi hanno scelto l'opzione Leave, nel referendum convocato dal Primo Ministro Cameron; il Governo inglese aveva scelto, per tutto l'anno 2015 e fino all'inizio del 2016, la strada corretta e innovativa della rinegoziazione con le autorità europee; a causa della miopia delle burocrazie europee, della mancanza di visione dei governi nazionali, dell'incapacità di troppe cancellerie di comprendere che supportare la Gran Bretagna in quell'opera di rinegoziazione poteva essere una grande e positiva opportunità di cambiamento per tutti, l'Unione europea ha invece scelto un approccio minimalista in quel negoziato, dando via libera solo ad un'intesa limitata con il Governo di Londra, poi respinta dagli elettori inglesi; è sempre positivo quando una democrazia chiama i suoi cittadini ad esprimersi, in primo luogo sulle questioni più gravi e delicate. Semmai, è grave che in troppi Paesi, l'Italia tra questi, ci si sia abituati a una sorta di «sospensione» della democrazia, con un frequente aggiramento della volontà popolare e del coinvolgimento dei cittadini; dopo il voto del Regno Unito (che a questo punto avvierà il suo negoziato di uscita con le autorità UE ai sensi dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona), si apre evidentemente una fase di incertezza, carica di rischi e incognite che non possiamo sottovalutare; tuttavia, occorre cogliere l'occasione di questo evento storico per promuovere un grande e profondo cambiamento – ormai indifferibile – delle regole e dei trattati europei; l'attuale UE ha mostrato di non saper fronteggiare né emergenze di media gravità (il caso della Grecia), né emergenze di massima gravità (il caso immigrazione), né l'ordinaria sfida dell'uscita dalla crisi economica e del ritorno ad una crescita sostenuta e forte; la speranza europea e il grande sogno dei fondatori dell'Europa unita non si salveranno proseguendo sulla strada sbagliata di questi anni; occorre invece una svolta nel senso della flessibilità, di regole più aperte e trasparenti, di geometrie istituzionali adeguate a riconoscere le diversità, anziché a imporre una forzata e innaturale omogeneità, impegna il Governo: a promuovere un nuovo processo di rinegoziazione, che investa tutte le regole e i trattati europei esistenti, e che riguardi tutti i Paesi membri dell'Unione europea; a escludere ulteriori cessioni di sovranità a favore delle attuali istituzioni UE, a maggior ragione in assenza di garanzie democratiche e di pieno controllo da parte dei cittadini; a opporsi alla prospettiva di un Ministro delle Finanze unico europeo: oggi l'Europa non ha bisogna di una «gabbia» finale, ma – al contrario – di competizione tra modelli e sistemi diversi, in modo che i Paesi e i territori capaci di tagliare tasse, spesa e debito pubblico, e quindi di favorire la crescita, siano da esempio e stimolo per gli altri; a promuovere un meccanismo per cui i Parlamenti nazionali possano correggere quanto giunge dalle autorità europee, e abbiano un generale potere di opt-out, a somiglianza di quanto la Germania fa attraverso la propria Corte Costituzionale; a lavorare per un'Europa a più velocità e a più cerchi, nella quale ogni Paese possa partecipare o astenersi, rispetto a singoli programmi e attività, a seconda del proprio consenso su ciascuno di essi; come primo passo, a chiedere alle autorità UE di riconoscere agli Stati membri ciò che era già stato riconosciuto al Regno Unito nella prima mediazione con il Governo Cameron. (6-00249) « Palese , Capezzone ».

 
Cronologia
domenica 26 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Spagna si tengono nuove elezioni politiche. Il Partito popolare di Rajoy ottiene la maggioranza assoluta al Senato e quella relativa alla Camera. Dopo alcuni mesi di stallo, Rajoy forma il 31 ottobre il suo secondo Governo, grazie all'astensione di parte dei membri del PSOE.



martedì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 336 voti favorevoli e 178 contrari, nel testo delle Commissioni, identico a quello già approvato dal Senato, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione (C. 3892), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.