Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00411 presentata da GINETTI NADIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 15/09/2016
Atto Senato Interpellanza 2-00411 presentata da NADIA GINETTI giovedì 15 settembre 2016, seduta n.679 GINETTI - Al Ministro dell'interno - Premesso che: a Manfredonia (Foggia), in località Borgo Mezzanone, è situata una struttura per l'accoglienza dei migranti giunti in Italia che avanzano richiesta di riconoscimento dell'asilo politico; il centro di accoglienza per i richiedenti asilo (CARA) fa parte di una rete di 8 strutture attualmente operative nell'intero Paese, nelle quali viene inviato e ospitato per un periodo variabile di 20 o 35 giorni lo straniero richiedente asilo privo di documenti di riconoscimento o che si è sottratto al controllo di frontiera, per consentire l'identificazione o la definizione della procedura di riconoscimento dello status di rifugiato; si tratta di strutture previste e disciplinate dal decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 2004, n. 303, e dal decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25; per il CARA di Borgo Mezzanone sono stati predisposti 856 posti per i richiedenti asilo ma il numero attuale è di oltre 1.414 persone, secondo dati aggiornati al 23 agosto 2016; il sovraffollamento del centro, la mancanza di servizi e le condizioni di vita in cui i migranti e i richiedenti asilo sono costretti a vivere sono stati oggetto di numerose interrogazioni parlamentari sin dalla XVI Legislatura; la cooperativa "Senis Hospes" che gestisce il CARA per conto del consorzio "Sisifo", allo stato, sembra non essere in grado di far fronte alle problematiche evidenziate, nonostante il numero dei suoi dipendenti sia stato incrementato del 400 per cento nell'ultimo anno ed il fatturato, secondo l'ultimo bilancio disponibile, sembrerebbe essere giunto ad oltre 15 milioni di euro annui; attualmente le condizioni nelle quali si trovano i richiedenti asilo sono state efficacemente descritte dal giornalista Fabrizio Gatti nel servizio pubblicato dal settimanale "l'Espresso" l'11 settembre 2016, un quadro che nella sua assoluta gravità è stato ribadito e denunciato da Eugenio Scalfari nel suo articolo del 13 settembre sul quotidiano "la Repubblica"; le indagini giornalistiche hanno evidenziato una situazione di diffusa e straordinaria illegalità in cui i soggetti presenti all'interno dei centri di accoglienza sono vessati a livello fisico, morale e psicologico da organizzazioni criminali e malavitose che gestiscono peraltro tutte le attività all'interno ed all'esterno del centro di accoglienza, dalla vendita di cibo e bevande, alla prostituzione, allo sfruttamento dell'attività lavorativa, prevalentemente agricola, degli ospiti in una nuova forma di caporalato; in tale contesto si rileva come le organizzazioni criminali sembra tentino di trasformare alcuni centri di accoglienza in un territorio franco in cui esercitare la propria spregevole attività approfittando dello stato di bisogno e di precarietà dei migranti; i provvedimenti che sono stati presi nel tempo dallo Stato, quali, ad esempio, l'istituzione di presidi di sicurezza all'interno del centro o l'impiego di militari, non hanno risolto i problemi che, anzi, si sono aggravati, in quanto sono state prese iniziative temporanee, insufficienti, non coordinate all'interno di un efficace piano di azione, si chiede di sapere: se e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire per superare la gravissima situazione che si è creata nel centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Borgo Mezzanone; se non ritenga indispensabile predisporre un programma di interventi coordinati all'interno di un efficace piano di azione per incrementare e migliorare l'efficienza dell'apparato di sicurezza, ma, soprattutto, migliorare le condizioni di vita dei richiedenti asilo; se non sia auspicabile snellire le procedure di identificazione dei richiedenti asilo politico e strutturare in maniera migliore le commissioni esaminatrici per ridurre i tempi di permanenza nel centro di accoglienza. (2-00411)