Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06789 presentata da SCAVONE ANTONIO (ALA - SCELTA CIVICA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE) in data 10/01/2017
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-06789 presentata da ANTONIO SCAVONE martedì 10 gennaio 2017, seduta n.737 SCAVONE, COMPAGNONE - Ai Ministri dell'interno e della salute - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'organizzazione sindacale FSI-USAE, Federazione sindacati indipendenti aderente alla Confederazione unione sindacati autonomi europei, tra le principali sigle sindacali del personale sanitario, medico e infermieristico-ospedaliero maggiormente rappresentative e firmatario del contratto collettivo nazionale di lavoro comparto sanità, attraverso il dottor Calogero Coniglio, coordinatore nazionale FSI-USAE e coordinatore regionale USAE per Sicilia da anni risulta essere tra le organizzazioni maggiormente attente a denunciare l'allarmante escalation delle aggressioni in danno al personale sanitario all'interno degli ospedali siciliani (si veda, tra le richieste di intervento, la nota prot. 121/14 del 17 febbraio 2014, con la quale si evidenziavano alcune aggressioni avvenute a Catania e a Palermo); inutili, in tale specifico caso, come in quelli successivi, sono risultati i tentativi di confronto, dialogo, coordinamento e le richieste di azione indirizzate nell'ordine: alle 9 procure siciliane, ai prefetti ed ai sindaci di Palermo e Catania, alla stampa, al questore di Catania (per ripristinare postazioni di polizia, quantomeno in seno alle strutture di pronto soccorso dei presidi ospedalieri "Garibaldi", "Vittorio Emanuele" e "Cannizzaro" di Catania, in perenne sovraffollamento e prive di controllo), al presidente della Regione Sicilia, all'Assessorato per la salute della Regione, al sindaco di Catania ed al Ministro della giustizia; priva di concreto effetto, altresì, l'interrogazione a risposta scritta 4-02620 del 7 agosto 2014, indirizzata ai Ministri dell'interno e della salute; considerato che: da ultimo, un dossier del FSI-USAE ha quantificato, negli ultimi 5 anni, nei vari presidi ospedalieri siciliani, circa 48 aggressioni (41 denunciate proprio dal CNI): ben 12 nel 2015 e 14 nel 2016; ultima l'aggressione del 1° gennaio 2017 al pronto soccorso dell'ospedale "Vittorio Emanuele" di Catania, in cui un medico è stato massacrato per avere negato il rilascio, a soggetti non autorizzati, nel rispetto della legge, delle generalità di una paziente. Evento dal quale si evince una palese mancanza di sicurezza, dove un gruppo di malviventi ha avuto facile ingresso e uscita dal pronto soccorso (pur in presenza di porta allarmata e codificata), ed ha bloccato le uscite di sicurezza durante il pestaggio; dove, ancora, il pronto soccorso è ubicato in pieno centro storico, in quartiere degradato, cosiddetto a rischio, con alto tasso di pregiudicati e scarsa, se non nulla, presenza di unità di Polizia locale, per cui l'adibizione di un presidio dell'Esercito scoraggerebbe detti malviventi a porre in essere condotte criminose e restituirebbe, al presidio sanitario come al personale ed agli utenti, sicurezza e adeguata tutela; ritenuto che: concause delle aggressioni possono, peraltro, individuarsi: nei considerevoli tempi di attesa, soprattutto presso i punti di pronto soccorso, atti a favorire esasperazione; nell'insufficienza di posti letto, aggravata dalle misure del Governo Monti e del decreto Balduzzi (decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012); nell'accesso indiscriminato di visitatori presso le strutture sanitarie; nella perdurante grave carenza di personale infermieristico che consegue a provvedimenti che, negli ultimi anni, hanno applicato considerevoli tagli alla spesa sanitaria, provocando ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi, a detrimento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza che continuano ad essere fruiti grazie all'abnegazione del personale sanitario, sottoposto a stressanti condizioni di lavoro; nella scarsezza di vigilantes e di videosorveglianza; nella mancanza di postazioni di polizia se non di carattere amministrativo; nel mancato rispetto di misure normative volte alla prevenzione della violenza (si vedano la raccomandazione n. 8/2007 del Ministero della salute e il decreto legislativo n. 81 del 2008); le conseguenze di ogni episodio di aggressione si ripercuotono sugli operatori sanitari anche a livello psicologico, comportando un aumento della soglia abituale di stress ed incidendo negativamente sulla dignità del lavoratore, sull'ambiente di lavoro e sulla qualità delle prestazioni sanitarie erogate. Non sottacendo che gli operatori sanitari, vittime di frequenti aggressioni, per tutelarsi sono, oggi, obbligati a stipulare un'idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, in quanto l'azienda ospedaliera non copre la colpa grave; rilevato che: in definitiva, ci si trova dinnanzi ad una progressione di violenze difficilmente arrestabile in forma autonoma e risulta non oltremodo tollerabile lo stallo dell'attuale situazione di pericolo, destinata solo ad aggravarsi, apparendo non più rinviabile la necessità di disporre ed adottare valide soluzioni volte ad assicurare la sicurezza di chi opera per la salute dei siciliani; la soluzione ideale andrebbe ricercata provvedendo con: ampliamento del sistema di controlli, previo adibizione di postazioni di Polizia, Esercito, guardie giurate; aumento del personale; formazione del personale, rendendolo idoneo a rispondere a situazioni di pericolo; campagna di sensibilizzazione del cittadino su ruolo e funzioni degli operatori sanitari, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano, con urgenza, adottare al fine di monitorare la situazione di emergenza nella quale da tempo giacciono le strutture ospedaliere siciliane, allo scopo di arrestare e scongiurare il fenomeno delle aggressioni in danno agli operatori sanitari siciliani e riportare, all'interno degli ospedali, serenità ai pazienti ed ai professionisti che vi operano; se il Ministro dell'interno, nello specifico, intenda attivarsi per la reintroduzione delle postazioni di polizia soprattutto all'interno dei punti di pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Catania, che risultano da tempo privi di adeguata vigilanza; quali iniziative intenda adottare il Ministro della salute, al fine di assicurare un aumento del numero degli infermieri e la modifica delle sottodimensionate dotazioni organiche per primarie esigenze assistenziali. (4-06789)