Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/01157 presentata da BENEDETTI SILVIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 10/01/2017
Atto Camera Risoluzione in commissione 7-01157 presentato da BENEDETTI Silvia testo di Martedì 10 gennaio 2017, seduta n. 721 Le Commissioni VIII e XIII, premesso che: in risposta all'emergenza della contaminazione da PFAS, la regione veneto ha attivato un accordo di collaborazione con l'Istituto superiore di sanità che prevede diversi obiettivi, tra cui uno studio di biomonitoraggio su un campione rappresentativo della popolazione residente e l'implementazione di un piano di sicurezza dell'acqua. Lo studio di biomonitoraggio sulla popolazione generale in comuni selezionati tra quelli maggiormente esposti e altri non esposti (o di controllo) si è recentemente concluso, confermando che i livelli di PFAS nel siero degli esposti sono significativamente superiori rispetto ai livelli dei non esposti. Da tale studio, il cui periodo di campionamento va dal luglio 2015 ad aprile 2016, emerge infatti che la concentrazione mediana di Pfoa nel siero dei cittadini esposti della Usl 5 (comuni di Brendola, Lonigo, Montecchio, Sarego) è di oltre 70 ng/g siero, mentre nei cittadini non esposti la concentrazione è prossima allo zero; in merito alla presenza di sostanze perfluorate negli alimenti in Veneto, lo stesso Istituto superiore di sanità, nelle conclusioni della nota del 19 febbraio 2016 (Prot. 49309) indirizzata alla regione Veneto – sezione veterinaria sicurezza alimentare, in cui comunica i dati relativi ai controlli analitici effettuati su matrici di interesse alimentare, segnala situazioni di potenziale criticità, considerando i livelli di consumo alimentari regionali ed i parametri tossicologici (TDI) definiti dall’ European Food Safety Authority (Efsa): tali criticità, secondo il parere dell'Istituto superiore di sanità, si riscontrano in particolare nella risorsa ittica e uova di galline allevate a terra; nella nota si legge inoltre: «La contaminazione ambientale già pluridecennale per la presenza di un insediamento produttivo di sostanze fluoro-organiche ad elevata persistenza ambientale situato in area di ricarica di falda in presenza di un acquifero indifferenziato (di Domenico e Zapponi, 1984; ARPA Veneto – dip. Vicenza, 2013) indica la rilevanza di misure di prevenzione primaria efficaci ai fini di ridurre le esposizioni alimentari nel breve e nel lungo periodo. A tale proposito è importante approfondire gli aspetti legati alla produzione e al consumo di cibo locale e alla conseguente assunzione di tali contaminanti da parte delle fasce di popolazione più esposte. Si ritiene rilevante la considerazione di pratiche agronomiche e zootecniche volte a ridurre il trasferimento della contaminazione dai comparti ambientali a quelli agro zootecnici»; il principio di precauzione è una norma in materia di sicurezza dell'ambiente che afferma che «ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l'assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale» (articolo 15 della Dichiarazione di Rio – Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo – 1992); il ricorso a tale principio è contenuto sia nella Comunicazione della Commissione del 2 febbraio 2000, sia, per quanto riguarda il diritto nazionale, nell'articolo 301 del decreto legislativo n.152 del 2006 in cui si individua il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare come autorità competente per le misure di prevenzione; inoltre il tribunale di primo grado delle Comunità europee CE, (Seconda sezione ampliata, 26 novembre 2002, T-74/00 Artegodan), sancisce che «il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici»; con il decreto 6 luglio 2016 è stata recepita la direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l'allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo o Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento ai sensi della direttiva quadro sulle acque 200/60/CE l'obiettivo del «buono stato chimico delle acque sotterranee» dovrà essere raggiunto entro il 2027, impegnano il Governo: alla luce della grave situazione di contaminazione ambientale che colpisce il Veneto e visti i risultati dello studio di biomonitoraggio dell'Istituto superiore di sanità citati in premessa, al fine di tutelare la salute umana ed in applicazione del principio di precauzione, ad assumere le iniziative di competenza per anticipare al 2019 la scadenza del 2027 fissata per il raggiungimento del «buono stato chimico delle acque sotterranee» in modo da utilizzare i prossimi 3 anni per svolgere tutte le attività idonee a diminuire l'immissione nell'ambiente dei Pfass e a sostituire tali sostanze nei processi industriali; a porre in essere tutte le iniziative utili alla tutela della salute dei consumatori e degli operatori nonché alla tutela delle attività produttive legate al settore agricolo. (7-01157) « Benedetti , Busto , Daga , De Rosa , Gagnarli , Gallinella , Massimiliano Bernini , L'Abbate , Lupo , Mannino , Micillo , Parentela , Terzoni , Zolezzi ».