Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/10234 presentata da BUSINAROLO FRANCESCA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 11/01/2017
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-10234 presentato da BUSINAROLO Francesca testo di Mercoledì 11 gennaio 2017, seduta n. 722 BUSINAROLO e COZZOLINO . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: il sito Dagospia.com pubblica in data 12 ottobre 2016 un articolo che ripercorre la vicenda del giudice Cecilia Carreri a partire dal 22 giugno 2002, quando rifiutò l'archiviazione del fascicolo 1973/01 «a carico di Zonin Giovanni e altri», aperto per truffa, false comunicazioni sociali e conflitto d'interessi nell'ambito dell'inchiesta sulla Banca popolare di Vicenza; l'allora presidente della Bpvi, Giovanni Zonin, è oggi indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza dopo che 118.000 soci hanno perso 6,5 miliardi; come riportato dal sito, nonostante la consulenza tecnica del perito della procura, Marco Villani, ricostruisse tutti i passaggi delle transazioni sospette, il procuratore capo Antonio Fojadelli chiese l'archiviazione; Carreri invece, colpita proprio da quella perizia, scrisse: «Le indagini dimostrano fatti e comportamenti molto gravi. Da queste emergono una continua commistione tra interessi istituzionali della Bpvi e interessi personali o societari del tutto estranei». Quanto al buco sui derivati, il giudizio è netto: «Le perdite erano ingenti, vi erano elevati rischi speculativi, il danno dei soci evidente». A quel punto, la decisione della Carreri fu: imputazione coatta per il presidente della Bpvi; più volte il procedimento sarà archiviato e impugnato dalla procura di Venezia, giungendo all'udienza preliminare di appello (2009), che sfocia in una nuova sentenza di non luogo a procedere per Zonin, «nonostante appaia innegabile che le condotte delineino un conflitto di interesse tra gestore e istituto di credito amministrato»; come descritto da Dagospia.com , il gip Carreri, nel frattempo, «viene sommersa di fascicoli e isolata dai colleghi», affronta inoltre vari problemi familiari e di salute, fino al procedimento penale per truffa ai danni dello Stato, che la portano a rassegnare le dimissioni, prima che il sinedrio dei magistrati emetta la sua sentenza. Una sentenza che nel 2009 porta l'allora vicepresidente del Csm Nicola Mancino, a scrivere alla Carreri: «Posso comprendere le ragioni della sua amarezza per essere diventata un capro espiatorio»; dopo le dimissioni, la Carreri vince tutte le sue battaglie penali, a cominciare dalle accuse di assenteismo e truffa ai danni dello Stato; l'ultima udienza del suo ricorso al Tar contro il Ministero della giustizia e il CSM che hanno ignorato due lettere di revoca delle dimissioni è prevista nei prossimi giorni–: quali siano i motivi che hanno portato il Ministero della giustizia ad opporsi al ricorso al Tar del Lazio, con il quale l'ex Gip ha chiesto di veder riconosciuta la revoca delle proprie dimissioni presentate in totale stato di prostrazione. (5-10234)