Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06807 presentata da ENDRIZZI GIOVANNI (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 11/01/2017
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-06807 presentata da GIOVANNI ENDRIZZI mercoledì 11 gennaio 2017, seduta n.738 ENDRIZZI, CRIMI, MORRA - Al Ministro dell'interno - Premesso che: in data 3 gennaio 2017, come reso noto da noto dal commissariato e dal comando di Chioggia (Venezia), le forze dell'ordine sono intervenute presso il centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dopo la rivolta scoppiata in seguito alla morte avvenuta all'interno della struttura di Sandrine Bakayoko, una ragazza ivoriana di 25 anni; a seguito di tale episodio il Ministro in indirizzo ha disposto il trasferimento di circa 100 migranti ospitati nel centro di accoglienza di Cona in strutture dell'Emilia-Romagna; la Procura di Venezia ha invece aperto un'inchiesta, al momento a carico di ignoti, affinché sia chiarita la vicenda; il centro di prima accoglienza di Cona è gestito dalla società cooperativa "Ecofficina Edeco". In un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" on line del 3 gennaio, si legge che "Il nome della coop è tutt'altro che sconosciuto per gli altri uffici inquirenti della zona, dove negli ultimi mesi sono state aperte ben tre inchieste: truffa, falso e maltrattamenti le ipotesi di reato avanzate dai magistrati di Rovigo e Padova nei confronti dei vertici della coop"; l'edizione on line de "il manifesto", del 5 gennaio 2017, riporta che "Ecofficina viene costituita il 2 agosto 2011. Il primo bilancio dichiarato è di 114 mila euro: nel 2016 arriverà a sfiorare i 20 milioni. La sede (via Rovigo 69 a Este) è nella palazzina di Pd3 Srl che gestisce la raccolta di rifiuti e che partecipa direttamente al varo della coop"; il clamoroso incremento nei bilanci di Ecofficina sarebbe giustificato, come riportato nell'articolo de "il Fatto Quotidiano", "dal fatto che Ecofficina riesce ad aggiudicarsi nel frattempo la gestione di importanti strutture dedicate all'accoglienza: Bagnoli a Padova, Cona a Venezia, Oderzo a Treviso. Complessivamente si parla di quasi duemila ospiti. Fino a settembre scorso, poi, la coop gestiva anche l'ex caserma Prandina di Padova. Qui, alle porte del centro storico del capoluogo euganeo, per circa quattordici mesi sono transitati centinaia di profughi. Troppi. Tanto che a fine estate 2015 la prefettura fu costretta a trasformare la tendopoli in un insediamento con moduli prefabbricati"; il caso dell'ex caserma "Prandina" di Padova è stato peraltro oggetto di apposito atto di sindacato ispettivo 3-02210, cui non è stata fornita risposta; la circostanza non era passata inosservata, tanto che nel settembre 2016 i vertici di Confcooperative avevano sospeso Ecofficina e Ugo Campagnaro, presidente regionale di Confcooperative, ebbe a dichiarare che "Non esiste una legge che impedisce di ospitare e gestire centinaia di profughi in un'unica struttura. Questo però è un sistema che non risponde alle logiche della buona accoglienza, della qualità dell'intervento, dell'integrazione e della relazione. Si tratta invece di un modello che guarda soprattutto al business. E, per tutte queste ragioni, vogliamo prendere le distanze da questo soggetto e dalla maniera in cui opera", come si legge sempre sull'articolo de "il Fatto Quotidiano"; negli anni Ecofficina è stata oggetto di numerose inchieste giornalistiche, anche per i suoi legami con Padova Tre (Pd3), la società che si occupa di rifiuti dalla quale era nata la stessa cooperativa, e per gli intrecci parentali con la politica. L'articolo de "il Fatto Quotidiano" riporta quanto scritto su "Il Mattino di Padova", secondo cui il presidente di Ecofficina è "Gaetano Battocchio mentre l'amministratore delegato è Sara Felpati, moglie di Simone Borile, ex presidente del Consorzio Padova Sud e vicepresidente della controllata Padova Tre", la stessa in cui "lavorano o hanno lavorato - tra gli altri - Francesca Degani, sorella di Barbara, ex presidente della provincia e sottosegretario all'Ambiente con il Nuovo Centrodestra, ma anche Emiliano Manzato, figlio di Sergio, ex deputato dei Ds e sindaco di Stanghella. E poi una pletora di parenti di politici locali: mogli, figli e cognate di assessori, vicesindaci, consiglieri comunali di destra, sinistra e centro"; si apprende ancora che l'unione tra Padova Tre e Ecofficina si sarebbe conclusa nel 2014 quando la cooperativa diventa autonoma, "ma i legami tra le due società sono finiti al centro di un'inchiesta del Pm di Padova Federica Baccaglini su un buco in bilancio da 30 milioni di euro; addirittura nel novembre scorso gli uomini della guardia di finanza sono arrivati a perquisire gli uffici di Ecofficina per un sospetto scambio di denaro tra le casse della coop e quelle della società di raccolta rifiuti", si chiede di sapere: di quali informazioni il Ministro in indirizzo sia in possesso con riferimento al caso della morte di un'ospite del centro di accoglienza di Cona e sui successivi tumulti verificatisi; quali iniziative, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intenda adottare al fine di verificare, ed eventualmente risolvere, le criticità evidenziate e la sussistenza di possibili inadempienze in capo alla cooperativa affidataria del servizio di accoglienza migranti presso il centro di accoglienza di Cona e nelle analoghe strutture situate nella Regione Veneto; se non ritenga opportuno porre in essere iniziative di competenza, anche ispettive, volte a vigilare, verificare ed eventualmente impedire che la gestione dei centri di accoglienza dei migranti possa avvenire da parte di soggetti che non rispettano gli standard previsti dalla normativa vigente o, addirittura, risultino avere pendenze di natura giudiziaria; se intenda attuare un sistema di monitoraggio capillare delle strutture che gestiscono i centri di accoglienza del Veneto, in termini di condizioni igienico-sanitarie delle strutture, numero di ospiti in rapporto agli spazi a disposizione e attuazione del progetto di integrazione previsto; se abbia l'intenzione di attivarsi, in coordinamento con i soggetti su cui ricade l'onere dei controlli e dei monitoraggi, quali le Prefetture, per una verifica sulla rendicontazione economica e sulla corretta e trasparente gestione dell'accoglienza. (4-06807)