Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15183 presentata da PALMIZIO ELIO MASSIMO (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 13/01/2017
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-15183 presentato da PALMIZIO Elio Massimo testo di Venerdì 13 gennaio 2017, seduta n. 723 PALMIZIO . — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: negli ultimi anni il fenomeno del «bullismo islamico» ha avuto un incremento esponenziale contrassegnato da fatti di cronaca allarmanti, in particolar modo in Emilia-Romagna; nel mese di ottobre del 2014, presso il comune di Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), una studentessa (Aurora Belhamra, allora diciannovenne) è stata per giorni vittima di manifestazioni di bullismo culminate in aggressione, insulti, calci e sputi alla fermata del pullman scolastico, all'uscita di scuola. L'aggressione è avvenuta al terminal degli autobus scolastici, in via Matilde di Canossa, all'orario di uscita dalle scuole, quindi in una zona piena di gente. Autrici del gesto sono tre adolescenti maghrebine, «figlie di cittadini nordafricani residenti nel comprensorio montano reggiano», come recita il verbale redatto dai carabinieri. La vittima è ricorsa alle cure mediche, con prognosi di 7 giorni per traumi e contusioni vari. Come emerso dalla denuncia della stessa vittima, il reato è aggravato dalle motivazioni: la ragazza sarebbe stata picchiata perché considerata «musulmana impura» (in quanto figlia di mamma italiana e dall'abbigliamento occidentale) dalle 3 ragazze; dai mesi successivi all'attentato di Charlie Hebdo, si sono registrate più di 15 segnalazioni di studenti musulmani nel Reggiano che hanno giustificato la strage in questione e manifestazioni violente successive; il 19 novembre 2015 sei ragazze islamiche di un istituto tecnico di Varese, di appena 15 anni, sono uscite dall'aula durante il minuto di silenzio. Sempre nel 2015, in Brianza, una gang di bulli islamici ha devastato la sala dell'oratorio della Chiesa di San Giovarri Battista di Desio; l’«islamobullismo» è un fenomeno radicato soprattutto sulla rete, dove la digos ha intercettato un manuale dal titolo «Gang islamiche» che fornisce dettagliate istruzioni su come adescare i «ragazzini occidentale» per arruolarli in vere e proprie bande; nel gennaio del 2016, a Vignola (Modena), cinque adolescenti sono stati circondati da un gruppo di maghrebini che, pistola alla mano, hanno messo in scena una esecuzione sulla falsariga di quelle dell'Isis. Dopo la domanda: «Credete in Dio o in Allah?», i 5 adolescenti sono stati fatti mettere in fila. A quel punto i 6 maghrebini hanno esploso alcuni colpi di pistola in aria, dicendo alle «vittime» che si trattava solo di uno scherzo–: se il Governo intenda monitorare a fondo il fenomeno specifico del «bullismo islamico», esploso prepotentemente negli ultimi anni come una delle nuove forme di bullismo; se il Governonon intenda adottare iniziative idonee affinché tali azioni lesive delle libertà, dell'incolumità e della sicurezza altrui siano prevenute attraverso monitoraggio e azioni deterrenti più mirate; quali iniziative il Governo intenda avviare per un innalzamento generale del livello di coscienza civica e di consapevolezza del fenomeno delbullismo nelle strutture scolastiche italiane; se il Governo intenda adottare iniziative che consentano un miglioramento nell'azione di presidio delle strutture scolastiche e delle zone circostanti, al fine di garantire la sicurezza dei presenti e prevenire episodi come quelli enunciati in premessa; quali iniziative il Governointenda porre in essere per assistere le vittime di tali fenomeni qualora non sia stato possibile prevenirli. (4-15183)