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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/10267 presentata da LOREFICE MARIALUCIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 13/01/2017

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-10267 presentato da LOREFICE Marialucia testo di Venerdì 13 gennaio 2017, seduta n. 723 LOREFICE , SILVIA GIORDANO , MANTERO , GRILLO , NESCI , COLONNESE , DI VITA e BARONI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: è in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto che, dopo oltre 15 anni, definisce i nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) il cui impatto economico di 800 milioni di euro è il risultato non già di mere prestazioni aggiuntive, ma di una diffusa e diversificata opera di compensazione, scaturente dall'eliminazione di talune prestazioni e l'introduzione di nuove; i nuovi livelli essenziali di assistenza introducono vaccini costosi che in nessun Paese europeo sono inseriti nei corrispondenti programmi vaccinali e al contempo eliminano prestazioni, come quelle legate all'ipertensione, che riguardano invece una rilevante parte della popolazione, soprattutto anziana; i dispositivi medici monouso non sono più inclusi nell'assistenza protesica senza che siano chiare le conseguenze per gli aventi diritto indicati nel decreto ministeriale n.322 del 1999, così non appare chiaro il risparmio di 135 milioni di euro riferibile agli «ausili assorbenti per incontinenza»; l'assistenza ambulatoriale, con numerose (circa 328) condizioni di erogabilità o di appropriatezza, include prestazioni prima garantite in day hospital e day surgery e al contempo ne elimina alcune, non ben identificate, ritenute obsolete; si introducono protesi tecnologicamente avanzate, ma si eliminano dispositivi ortopedici molto diffusi come i plantari o scarpe ortopediche ritenuti «oggetti di frequente prescrizione inappropriata», con un aggravio per i cittadini pari a 63 milioni di euro; aumentano le prestazioni a rischi di inappropriatezza sia nel ricovero ordinario, che da 43 arrivano a 108 (ad esempio la chirurgia plastica della mammella, aborto con dilatazione e raschiamento, nonché diversi interventi su minori), sia nel ricovero in day surgery (ad esempio interventi sulla cataratta, amputazione delle dita di mani e piedi); si prevedono circa 110 nuove malattie rare, con un «modesto» impatto economico (12 milioni di euro) ma si escludono la celiachia o la sindrome di Down, senza chiarire le conseguenze assistenziali ed economiche per i cittadini; a fronte di 6 nuove patologie croniche (che presentano un costo di 15 milioni di euro), per contro, sono ridotte le prestazioni dell'ipertensione lieve (il potassio, l'esame delle urine, l’ holter delle 24 ore e la radiografia toracica), con un risparmio di circa 16 milioni di euro, nonostante in Italia siano 16 milioni le persone che soffrono di ipertensione e siano 280 mila i decessi per malattie cardiovascolari, in maggior parte anziani che saranno costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure; non sarà più garantita l'amniocentesi per le donne oltre 35 anni e le procedure analgesiche nel parto fisiologico saranno garantite solo nelle strutture con un numero di parti maggiore di 500, né appare chiaro se sia garantita analgesia epidurale; appare grave che non si abbia un puntuale riscontro di tutte le nuove prestazioni, di quelle trasferite, soppresse o modificate, soprattutto alla luce del fatto che da tale riordino derivano maggiori ticket per i cittadini per circa 60,4 milioni di euro–: se possa fornire un elenco puntuale delle nuove prestazioni e di quelle diversamente o non più garantite, nonché le correlate motivazioni scientifiche, con esatta evidenza delle modifiche intervenute sulle prestazioni in regime di day surgey , di day hospital e ambulatoriale; quali siano le motivazioni analitiche del risparmio di 135 milioni di euro in relazione agli ausili assorbenti, di 63 milioni di euro per i dispositivi ortopedici, di 16 milioni per l'ipertensione, e se possa chiarire se tale risparmio si tradurrà in un esborso sostenuto dai cittadini; se saranno garantite ovunque tutte le procedure analgesiche del parto fisiologico, inclusa l'analgesia epidurale; se si intendano assumere iniziative volte a ripristinare la gratuità dell'amniocentesi per le donne di oltre 35 anni, garantendo altresì un'adeguata informazione sull'attendibilità delle diverse indagini prenatali, così da consentire alla donna una scelta informata e consapevole. (5-10267)

 
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