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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01607 presentata da DISTASO ANTONIO (MISTO-CONSERVATORI E RIFORMISTI) in data 23/01/2017

Atto Camera Interpellanza 2-01607 presentato da DISTASO Antonio testo di Lunedì 23 gennaio 2017, seduta n. 728 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro della salute , per sapere – premesso che: il piano di riordino ospedaliero adottato dalla regione Puglia, in ottemperanza di quanto disposto dal decreto ministeriale n.70 del 2015, nei confronti del quale la Commissione sanità della regione medesima ha espresso il parere contrario addirittura per due volte, desta, ad avviso degli interpellanti, sconcerto e preoccupazione, per le conseguenze negative che con ogni probabilità si ripercuoterannosulla comunità pugliese, in termini di assistenza sanitaria; gli interpellanti evidenziano, al riguardo, che il suesposto piano risulta essere deficitario, in quanto gli ambiti di applicazione del provvedimento ministeriale non sono supportati dalla necessaria analisi della struttura demografica della popolazione, né tantomeno da un indispensabile approfondimento dei bisogni epidemiologici e della domanda di salute; dall'allegato 1, si evince infatti la disomogenea individuazione delle strutture di degenza e dei servizi, che avrebbero dovuto costituire la rete assistenziale ospedaliera sul territorio regionale, come dimostrato, ad esempio, dalla sovrabbondanza dei posti letto di geriatria e di pediatria/neonatalogia a Foggia, rispetto al resto della regione; gli interpellanti evidenziano ancora come non sia stata disegnata la rete del trauma ed, inoltre, all'interno dei presidi ospedalieri di I o e II o livello, rilevano una palese disorganizzazione, nelle sedi di competenza neurochirurgica e di chirurgia toracica dei centri per il trattamento dei pazienti con politrauma, tra Bari, Foggia, San Giovanni Rotondo e Lecce; così come, per le modalità organizzative e assistenziali, desta stupore la decisione di eliminare dal Policlinico di Bari (che si ricorda rappresentare la più grande azienda ospedaliera del Mezzogiorno) l'assistenza odontoiatrica, unitamente ad ulteriori discipline cliniche quali: la nefrologia abilitata al trapianto di reni, l'angiologia, l'immunologia, la geriatria, la farmacologia clinica, l'onco-ematologia, l'oncologia, la tossicologia, l'emodialisi, la dietetica e dietologia, l'endoscopia digestiva e la radiologia vascolare interventistica; ulteriori profili di criticità in merito all'inosservanza da parte della regione Puglia delle disposizioni previste dal decreto ministeriale in precedenza richiamato, si evincono dalla mancata valutazione preliminare degli standard organizzativi, strutturali e tecnologici generali, in considerazione del fatto che il medesimo provvedimento legislativo, prescrive il rispetto di requisiti di autorizzazione e di accreditamento; una delle tre reti principali del sistema sanitario, emergenza-urgenza, non appare contemplata all'interno del piano di riordino ospedaliero, così come non sono disegnate le reti per patologia, è tantomeno le patologie complesse tempo-dipendenti, che avrebbero dovuto essere inserite all'interno della prima fase del piano in questione; gli interpellanti evidenziano ancora come, anche nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera con riferimento alla continuità ospedale-territorio, il piano non affronta il tema del potenziamento delle strutture territoriali, la cui carenza o mancata organizzazione in rete, rischia di determinare sul territorio forti ripercussioni sull'utilizzo appropriato dell'ospedale; anche nell'ambito della compatibilità finanziaria, nonostante il decreto ministeriale introduca la clausola di invarianza finanziaria, non è riportata alcuna verifica al riguardo; così come, segnalano altresì gli interpellanti, non risulta alcun riscontro rispetto a quanto stabilito dalla legge di stabilità per il 2016, che obbliga ad evitare, uno squilibrio finanziario superiore al 10 per cento e comunque non superiore ai 10 milioni di euro, pena l'assoggettamento al piano di rientro per ciascun ospedale; la «bocciatura» del piano di riordino ospedaliero, a giudizio degli interpellanti, in considerazione di quanto in precedenza esposto, desta evidente preoccupazione, se si valuta che nei riguardi della regione è in atto il piano di rientro in relazione al quale si rileva attualmente uno sbilancio del FSR (fondo sanitario regionale) coperto da maggiorazioni IRPEF e da «super ticket», nonché da ingenti somme del bilancio autonomo (circa 70 milioni di euro annui); le conseguenze economico-finanziarie determinate dall'attuale situazione del fondo sanitario regionale stanno determinando da anni prevedibili e progressivi peggioramenti in termini di efficienza, economicità e qualità del servizio sanitario nei riguardi della comunità pugliese, in particolare in ordine all'assistenza dei soggetti anziani, con lunghe liste di attesa, e un quadro nel complesso critico e scadente; al riguardo, si rileva come il piano di riordino della rete ospedaliera pugliese, che avrebbe dovuto rappresentare un provvedimento di svolta in termini di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, in realtà, in considerazione di quanto suesposto, accresca dubbi e perplessità, per come è stato predisposto ed elaborato; i criteri e gli adempimenti che avrebbero dovuto essere osservati, nel rispetto di quanto previsto dal decreto ministeriale n.70 del 2015, sono stati evidentemente disattesi; è urgente e indispensabile porre in essere interventi chiarificatori e fornire opportune delucidazioni, se si valutano sia le condizioni economico-finanziarie di estrema gravità in cui si trova la regione Puglia che appaiono essere fuori controllo nell'ambito della spesa sanitaria, sia gli effetti negativi e penalizzanti sulla comunità pugliese nell'ambito della qualità e dell'assistenza fornita con riguardo ai servizi sanitari e ai livelli essenziali, nonché alle prestazioni specialistiche–: quali orientamenti, per quanto di competenza, i Ministri interpellati intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa, in relazione al piano di riordino della sanità pugliese «bocciato» dalla Commissione in sanità regionale addirittura due volte; se, al riguardo, intendano confermare le valutazioni negative espresse sul piano operativo anche dal Governo, con riferimento ai criteri e ai metodi di valutazione seguiti, che evidentemente non rispondono al dettato del decreto ministeriale n.70 del 2015; se, in considerazione degli effetti derivanti dalla mancata approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera pugliese, possano determinarsi conseguenze sfavorevoli nell'ambito dell'assistenza e delle prestazioni sanitarie, già da tempo scadenti, per i cittadini pugliesi; in caso affermativo, quali iniziative di competenza urgenti e necessarie, intendano intraprendere al fine di garantire gli standard qualitativi relativi all'assistenza ospedaliera pugliese; quali iniziative i Ministri interpellati, intendano assumere nell'ambito delle proprie competenze, affinché sia predisposta una corretta elaborazione del piano di riordino ospedaliero delle regione Puglia, il cui documento, secondo quanto risulta da articoli di stampa, è stato valutato negativamente dagli stessi Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze, in quanto giudicato debole, incompleto e confuso. (2-01607) « Distaso , Fucci ».

 
Cronologia
venerdì 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
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    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della legge 6 maggio 2015, n. 52 (elezione della Camera dei deputati), per quanto riguarda il meccanismo del ballottaggio e l'opzione di scelta del collegio di elezione in caso di candidatura plurima.