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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02722 presentata da GELMINI MARIASTELLA (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 24/01/2017

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02722 presentato da GELMINI Mariastella testo presentato Martedì 24 gennaio 2017 modificato Martedì 28 marzo 2017, seduta n. 768 GELMINI . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che: i produttori italiani di riso hanno lanciato l'allarme di fronte al record registrato nella campagna 2015/2016 delle importazioni comunitarie di riso lavorato, varietà «indica» proveniente dai Paesi del Sud-Est asiatico, in particolare Cambogia e Myanmar, e alla riduzione delle esportazioni comunitarie, con conseguente aumento degli stock comunitari di riporto nella campagna attuale; l'Italia è il primo Paese produttore di riso dell'Unione europea, con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo annuo di 6 chilogrammi pro capite ; sul territorio nazionale operano 4.265 aziende che danno lavoro a circa 5.000 addetti e circa 100 industrie risiere, per un giro d'affari di circa un miliardo di euro; l'indica non viene consumata in Italia, ma esportata in Europa. Con l'invasione del riso proveniente da Paesi quali Cambogia e Myanmar (che importano a dazio «zero»), la superficie coltivata con tale varietà è scesa da 75 a 33 ettari; nel primo semestre del 2016 l’ import di riso in Italia è cresciuto del 7,5 per cento a 59 milioni di euro, mentre l’ export è calato del 3,7 per cento a 280 milioni di euro; nel 2009 sono stati aboliti i dazi alle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar e già nel 2015 l'Unione europea aveva raccomandato al Governo cambogiano di stabilizzare i volumi dell’ export di riso verso il continente europeo; il Governo di Phnom Penh ha totalmente disatteso alle rassicurazioni fornite, tanto che la Commissione europea è nuovamente intervenuta il 13 luglio 2016, inviando una propria delegazione in Cambogia, senza tuttavia ottenere alcun risultato concreto; diventa fondamentale salvaguardare gli interessi della filiera risicola italiana e comunitaria, creando un fronte comune che convinca le istituzioni comunitarie ad agire con rapidità, anche ripristinando i dazi alle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar; dal 1 o gennaio 2017 è entrato in vigore, anche se in via provvisoria, l'accordo commerciale tra l'Unione europea e l'Ecuador. L'accordo prevede la possibilità di importare nell'Unione europea a dazio zero il riso da seme e un contingente annuo (per cinque anni) di 5.000 tonnellate con il codice NC 1006; secondo Eurostat, le importazioni comunitarie di riso dall'Ecuador, assoggettate a dazio zero, hanno riguardato mediamente 20 tonnellate di prodotto. Si tratta di un altro «colpo basso», che si aggiunge alle tante altre concessioni accordate ai Paesi del Sud-Est asiatico e alle importazioni agevolate da Cambogia e Myanmar; l'Ente nazionale risi ha convocato e organizzato per il febbraio 2017 a Milano gli stati generali dei principali Paesi produttori–: quali iniziative il Governo intenda adottare in sede comunitaria al fine di salvaguardare la produzione italiana di riso, che, è bene ricordarlo, è destinata per un terzo al consumo interno, mentre per il resto è destinata all'esportazione in Europa e nel mondo. (3-02722) (24 gennaio 2017)





 
Cronologia
venerdì 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia alla Casa Bianca il 45° Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

mercoledì 25 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della legge 6 maggio 2015, n. 52 (elezione della Camera dei deputati), per quanto riguarda il meccanismo del ballottaggio e l'opzione di scelta del collegio di elezione in caso di candidatura plurima.