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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15325 presentata da GRIBAUDO CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 24/01/2017

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-15325 presentato da GRIBAUDO Chiara testo di Martedì 24 gennaio 2017, seduta n. 729 GRIBAUDO . — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per gli affari regionali . — Per sapere – premesso che: nel 2014 Poste Italiane ha presentato un piano di razionalizzazione degli uffici postali con l'obiettivo dichiarato di riorganizzare il servizio sull'intero territorio nazionale. Il piano prevede un totale di 1064 interventi, 455 sportelli postali da chiudere, i più piccoli, e la riduzione degli orari di apertura in 609 uffici; tale piano prevede in Piemonte la chiusura di circa 40 uffici postali, l'apertura a giorni alterni di oltre 130 sportelli e l'applicazione della distribuzione a giorni alterni della corrispondenza, secondo lo schema bisettimanale lunedì-mercoledì-venerdì martedì-giovedì; tali provvedimenti hanno inciso negativamente sulla consegna della corrispondenza con l'accumulazione del carico di lavoro e la consegna di ogni tipo di lettera, di quotidiano e di settimanale con ritardi che la natura stessa degli oggetti rende inaccettabili; il 9 novembre 2016 Poste Italiane ha approvato il bilancio dei primi nove mesi dell'anno, che ha visto l'utile netto in rialzo del 29,7 per cento a 807 milioni di euro rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo del 2015; il fatturato in rialzo 7,6 per cento a 25,7 miliardi di euro; l'utile operativo in rialzo del 28,6 per cento a 1,196 miliardi di euro; tali dati non spiegano la necessità di razionalizzare il servizio postale e dovrebbero invece generare, a parere dell'interrogante, investimenti atti a migliorare il servizio in tutto il territorio nazionale; i più colpiti dalla chiusura degli uffici postali e dalla consegna della corrispondenza a giorni alterni sono i piccoli comuni di montagna, ad alto rischio di spopolamento, dove gli uffici sono frequentati da persone anziane, ma rappresentano al contempo un indispensabile presidio del territorio per il mantenimento delle attività economiche; a ciò si aggiunge la frequente mancanza, in questi territori, della rete internet veloce, per cui il servizio postale non sempre è sostituibile con i servizi offerti digitalmente; il Parlamento europeo ha approvato in data 15 settembre 2016 la risoluzione sull'applicazione della direttiva sui servizi postali, la quale recita: «Il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a settimana per ogni cittadino europeo. Inoltre, al fine di soddisfare l'obbligo di servizio universale è importante mantenere ben funzionanti le reti postali, con un numero sufficiente di punti di accesso nelle regioni rurali, remote o scarsamente popolate»–: quali siano gli orientamenti del Governo circa la riduzione di servizi prevista da Poste Italiane su oltre un quarto dei propri presidi di rete e il progressivo spostamento del core business di Poste Italiane dai servizi di corrispondenza ai servizi finanziari; se il Governo non ritenga indispensabile assumere ogni iniziativa di competenza per mantenere un operatore postale, con azionariato a maggioranza pubblica, che intervenga proprio laddove la mancata rilevanza economica del servizio rende impossibile la presenza di servizi postali ad esclusivo capitale privato; quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere nei confronti di Poste Italiane per garantire il rispetto della risoluzione del Parlamento europeo del 15 settembre 2016, e assicurare così il servizio di corrispondenza per 5 giorni a settimana in tutti i comuni italiani. (4-15325)

 
Cronologia
venerdì 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia alla Casa Bianca il 45° Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

mercoledì 25 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della legge 6 maggio 2015, n. 52 (elezione della Camera dei deputati), per quanto riguarda il meccanismo del ballottaggio e l'opzione di scelta del collegio di elezione in caso di candidatura plurima.