Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03436 presentata da LUMIA GIUSEPPE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 25/01/2017
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03436 presentata da GIUSEPPE LUMIA mercoledì 25 gennaio 2017, seduta n.748 LUMIA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: come emerge da numerose notizie di stampa, è consuetudine per "Legambiente", all'entrata in vigore dell'orario ferroviario invernale, lanciare la campagna "Pendolaria", dove emergono analisi sulla situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia, con una particolare attenzione ai treni regionali e locali, al pendolarismo ed alla mobilità urbana; nel dossier "Pendolaria 2016" emergono forti criticità sulla mobilità del Meridione, dove si registrano situazioni di grave disagio: si rileva che complessivamente, dal 2010 a oggi, si possono stimare tagli, ad esempio al servizio ferroviario calabrese, pari al 26,4 per cento, un aumento totale di tariffe maggiore del 20 per cento; nel complesso, non è normale neanche la condizione dei pendolari siciliani, che si trovano di fronte a gravi situazioni di malessere e dei turisti che registrano una forte crescita nell'isola; ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte (ogni 5 treni in Lombardia, ce n'è uno solo in Sicilia), ma a livello di popolazione la Lombardia conta "solo" il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni); dal Documento di economia e finanza 2017-2019 del Governo della Regione Siciliana, che ha scelto di investire nelle ferrovie, si legge: "Di gran lunga al di sotto degli indici nazionali si colloca la ferrovia regionale che ha una lunghezza complessiva di 1490 km, di cui 111 della linea Circumetnea "Catania Borgo - Randazzo - Riposto", ancora in gestione governativa. La rete RFI, interamente a scartamento ordinario è classificata complementare, presenta uno sviluppo complessivo di 1379 km, di cui solo 180 a doppio binario ed elettrificati, mentre ben 1199 km sono a semplice binario (di questi poco più della metà sono elettrificati). L'indice di dotazione di rete ferroviaria (elaborazione Istituto Tagliacarne, Unioncamere, dati 2012) è infatti pari ad appena 59,4 (Sud e Isole = 76,3; Nord Ovest 102,6; Italia = 100). Circa il 27 per cento della rete ferroviaria di RFI, pari a 375 km facenti capo della linea Messina Catania Siracusa e Catania Palermo, è incluso nel corridoio TEN-T Scandinavo Mediterraneo Helsinki - La Valletta. L'intera rete infrastrutturale (FCE inclusa) è articolata in 14 linee, ubicate prevalentemente nelle aree costiere nord-occidentali tra Messina Palermo e Catania, con l'aggiunta dei bacini di Agrigento, Caltanissetta ed Enna"; una linea particolarmente critica è quella che collega Messina a Siracusa (180 chilometri), passando per Catania, dove insiste il più importante aeroporto del Sud Italia. Su questa linea, la velocità media è di 64 chilometri orari e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti del 41 per cento, viaggiando meno veloci. Nel corso dell'ultimo anno, la linea addirittura è rimasta chiusa per 3 mesi per lavori di ammodernamento. Si tratta della velocizzazione di circa 47 chilometri orari a binario semplice tra Bicocca e Augusta, parte della tratta Bicocca-Targia. Malgrado in alcune tratte i lavori si siano conclusi, i disservizi e quindi i fortissimi disagi dei pendolari permangono. Sul tratto non interessato dai lavori, Catania-Messina, sono stati frequenti anche nel 2016 i casi di guasti ai treni ed alla linea, con conseguenti ritardi, anche di 2 ore, e soppressione delle corse. Gli unici interventi programmati, ma solo in parte finanziati, sono infrastrutturali, come la tratta Giampilieri-Fiumefreddo, il cui raddoppio per 42 chilometri orari è previsto dal contratto di programma di RFI, già dal 2000. Si tratta di un'opera dal valore di 2,27 miliardi di euro, già finanziata nel 2005 con 1.970 milioni di euro, ma che dopo le varie progettazioni, i vari studi di fattibilità, è ancora fermo; per quanto riguarda la tratta Messina-Palermo, sono in corso da diversi anni i lavori per la realizzazione del doppio binario nelle tratte Termini Imerese e Cefalù-Castelbuono. Lavori organizzati in 2 appalti con il primo che dopo anni di " stop and go ", procede a rilento ed il secondo che ancora non prende un deciso avvio; sono in corso di completamento due grandi progetti finanziati sui fondi strutturali 2007-2013, che hanno valenza strategica per il territorio siciliano: il completamento degli interventi di velocizzazione della linea ferroviaria Palermo-Agrigento (è in corso di realizzazione la cosiddetta variante di Lercara) e il raddoppio ferroviario Palermo-Carini. L'intervento relativo al raddoppio della tratta urbana Palermo centrale -Notarbartolo fa parte di una serie di opere che prevede la realizzazione della nuova linea a doppio binario Carini-Punta Raisi, il raddoppio della linea Palermo centrale-Brancaccio-Carini, detto comunemente "passante ferroviario di Palermo" in corso di esecuzione, che, per ritardi, problemi progettuali ed inadeguata gestione dei cantieri, sta creando molti problemi economici anche agli esercenti locali, che si trovano lungo la tratta. Infine, è previsto l'adeguamento tecnologico della tratta Palermo-Fiumetorto e l'impianto ACC (apparato centrale computerizzato di Palermo centrale). È stato individuato direttamente nel programma Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 un intervento di rilevanza strategica nell'ambito dello sviluppo infrastrutturale della mobilità extraurbana: il grande progetto riguardante il raddoppio della tratta Ogliastrillo-Castelbuono, sulla direttrice ferroviaria Palermo-Messina, su cui si prevedono impegno di risorse pari a circa 265 milioni di euro; nel febbraio 2013 è stato stipulato tra il Ministero per la coesione territoriale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, RFI e Ferrovie dello Stato il contratto istituzionale di sviluppo (CIS) "direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo", che interessa 5 macro interventi, per un totale di 14 opere. Gli interventi programmati mirano a ridurre i tempi di percorrenza da Catania a Palermo al di sotto delle 2 ore e da Messina a Catania a poco più di un'ora. In particolare, per la linea Messina-Catania, il CIS prevede la progettazione del raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo; per il nodo di Catania il raddoppio dei binari nella tratta che vada a Catania Ognina a Catania centrale, l'interramento della stazione centrale e il raddoppio del bivio Zurria-Catania Acquicella; sulla linea Catania-Palermo il raddoppio dei binari nelle tratte Bicocca-Motta-Catenanuova e Catenanuova-Raddusa Agira, al fine di raggiungere una velocità di 200 chilometri all'ora, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno fare il punto reale sulle manutenzioni, al fine di migliorare l'attuale rete, sullo stato dei vettori utilizzati, sui tempi di percorrenza e sulla capacità dell'azienda di rispondere alla domanda attuale. Ed ancora, sui lavori e gli investimenti programmati, al fine di comprendere realmente cosa si farà e quando partiranno i cantieri. (3-03436)