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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/01201 presentata da VENITTELLI LAURA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 28/02/2017

Atto Camera Risoluzione in commissione 7-01201 presentato da VENITTELLI Laura testo di Martedì 28 febbraio 2017, seduta n. 750 La XIII Commissione, premesso che: la pesca italiana versa in una crisi che appare irreversibile se si considera che, negli ultimi trent'anni, su 8 mila chilometri di coste, le imbarcazioni sono diminuite del 33 per cento, i rimanenti 12 mila scafi hanno un'età media di 34 anni e si sono persi 18 mila posti in un settore che dà, oggi, lavoro direttamente a 27 mila persone, senza considerare l'indotto; la gestione di risorse naturali, quali le specie ittiche, favorisce la concentrazione delle attività in poche imprese di pesca, possedute da pochi soggetti; una situazione, questa, che sta progressivamente distruggendo quella straordinaria rete di imprese diffuse, su cui si è retta la pesca in Italia, dal secondo dopoguerra ad oggi, assicurando lavoro e reddito agli addetti del settore e in genere alle comunità e ai territori in cui operavano; le cause di questa crisi si fondano secondo i presentatori del presente atto sulla concorrenza di mari lontani e delle barche croate, albanesi, nordafricane, che hanno innescato un crollo delle quotazioni del pesce, mettendo fuori mercato i pescatori italiani anche a causa degli alti costi delle loro attività; il pescatore italiano è stritolato dalle quotazioni del pesce importato e dai costi ben più alti di quelli dei pescatori egiziani, libici e tunisini; a ciò si aggiunga quella che i presentatori del presente atto giudicano, «la gabbia» delle regole imposte dall'Unione europea, quali i vincoli sulle misure delle vongole e taglia minima e attrezzi di cattura o l'obbligo di tenuta a bordo del «libro del pescato»; inoltre, il sistema delle quote per la caccia al tonno rosso, prodotto ad altissima redditività, è fortemente squilibrato e richiede un intervento urgente per rivedere la ripartizione delle quote tra diversi settori interessati; ai problemi della concorrenza e di un consumo sempre meno consapevole, si aggiungono disposizioni legislative che si rivelano, secondo i presentatori del presente atto, irragionevoli e che è necessario modificare, come l'introduzione di sempre più pesanti sanzioni e di complessi e stringenti strumenti di controllo sull'attività esercitata che, nel loro insieme, penalizzano in modo inaccettabile un settore economico costituito da imprenditori che fanno e danno lavoro e che, insieme all'indotto, sviluppano un volume d'affari; un Paese in difficoltà economica come l'Italia non si può permettere di mortificare ulteriormente tali imprenditori; tutte queste restrizioni ricadono anche sulle attività commerciali; le sanzioni accessorie si applicano anche a pescherie e ristoranti per i quali, in taluni casi, è prevista la chiusura a tempo dell'esercizio, tanto che, per non incorrere in sanzioni, tali esercizi preferiscono acquistare pescato proveniente dall'estero; a tali problemi, si aggiunge il fatto che i sistemi di controllo applicati alle imprese della pesca ( Blue Box – Ais – Giornale di bordo elettronico) e di verifica, sull'attività di pesca (rigetti in mare del pesce sottomisura), pur essendo un forte deterrente all'esercizio della pesca illegale, richiedono una cura e una puntualità nella gestione, più adatta ai grandi motopescherecci che operano nell'oceano Atlantico e nei mari del Nord Europa, che alle imbarcazioni più diffuse nel nostro Paese, non grandi, prive di spazi e comodità a bordo, composte da equipaggi modesti (in media 2/4 persone), che operano in aree di pesca, dal punto di vista morfologico, completamente diverse rispetto ai grandi mari europei; la minore dimensione delle imprese italiane della pesca fa sì che esse siano molto esposte al rischio di penalizzazione, per aver commesso infrazioni, il più delle volte determinate dalla impossibilità di evitarle, piuttosto che dalla volontà di commetterle; il clima difficile che si sta creando tra gli operatori richiede il ripristino di un dialogo costruttivo tra istituzioni e mondo della pesca, costituito dalle imprese e dalle associazioni di rappresentanza del settore, anche per ridiscutere normative che non tengono conto delle specificità del settore come l'articolo 39 della legge n.154 del 2016 che, pur depenalizzando le infrazioni previste per la cattura di una serie di specie ittiche sottomisura, ha introdotto sanzioni amministrative che, all'atto pratico, risultano, per i presentatori del presente atto, sproporzionate ed eccessivamente punitive anche perché sganciate dall'elemento psicologico, impegna il Governo: ad assumere iniziative per rivedere gli attuali sistemi sanzionatori di cui in premessa, anche alla luce delle problematiche emerse in sede di prima applicazione delle disposizioni contenute nella legge 28 luglio 2016, n.154; ad assumere iniziative per ripristinare la Commissione consultiva centrale per la pesca e l'acquacoltura presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, coinvolgendo le associazioni rappresentative delle imprese di pesca. (7-01201) « Venittelli , Arlotti , Oliverio , Luciano Agostini , Antezza , Capozzolo , Carra , Cova , Cuomo , Dal Moro , Di Gioia , Falcone , Fiorio , Lavagno , Mongiello , Palma , Prina , Romanini , Taricco , Zanin ».

 
Cronologia
mercoledì 22 febbraio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 337 voti favorevoli, 187 contrari e 2 astenuti, nel testo delle Commissioni identico a quello già approvato dal Senato, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e differimento di termini (C. 4304), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



martedì 28 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera e al Senato si costituisce il gruppo parlamentare Articolo 1 - Movimento democratico e progressista al quale aderiscono parlamentari provenienti principalmente dai gruppi del Partito democratico e di Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia libertà.

mercoledì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva la proposta di legge recante modifiche al codice civile, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici (C. 3772), che sarà licenziata definitivamente dal Senato il 21 dicembre (legge 11 gennaio 2018, n. 4).