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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03541 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 02/03/2017

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03541 presentata da STEFANIA PEZZOPANE giovedì 2 marzo 2017, seduta n.775 PEZZOPANE - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: la commissione grandi rischi, d'intesa con il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, si è riunita il giorno 20 gennaio 2017, a seguito della ripresa della sismicità che ha colpito l'Appennino centrale, e in particolare L'Aquila e l'Abruzzo, a partire dal mese di agosto 2016; lo scopo della riunione consisteva nella valutazione dei possibili scenari evolutivi della sismicità in corso; al termine della riunione, la commissione ha emanato un comunicato ufficiale con la sintesi del verbale della riunione, da cui si apprendeva che: "La Commissione conferma l'impianto interpretativo già formulato a seguito degli eventi del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre. Ad oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento. La Commissione identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7). Questi segmenti - localizzati rispettivamente sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi di L'Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 rappresentano aree sorgente di possibili futuri terremoti"; a pochi giorni di distanza, in un'intervista rilasciata ad un'emittente, il presidente della commissione grandi rischi Sergio Bertolucci ha dichiarato che: "Nella zona di Campotosto c'è il secondo bacino più grande d'Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è l'effetto Vajont"; considerato che: il contenuto del comunicato emanato della commissione e le successive dichiarazioni del suo presidente, tra l'altro mai smentite, hanno suscitato e continuano a suscitare panico e sconcerto tra le popolazioni residenti, già fortemente provate dalle sequenze sismiche degli ultimi mesi e dai violenti terremoti degli ultimi anni, e forte allarme e preoccupazione tra le amministrazioni locali prima allertate e poi lasciate senza nessuna indicazione sulle azioni da intraprendere per affrontare i possibili eventi sismici; molti sindaci del cratere hanno chiuso precauzionalmente le scuole in attesa di ulteriori indicazioni sulle azioni da intraprendere; dopo l'allarme lanciato dalla commissione grandi rischi, il sindaco de L'Aquila, con una nota del 21 gennaio 2017 (prot. n. 5737) indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al capo del Dipartimento della protezione civile, al presidente della commissione grandi rischi, al presidente della Regione Abruzzo e al prefetto de L'Aquila, ha chiesto "indicazioni dal sistema di Protezione Civile nazionale e regionale e della Commissione Grandi Rischi in merito ad atti e azioni da assumerne rispetto ad una situazione di possibile elevato rischio sismico"; il capo del Dipartimento ha risposto alla richiesta del sindaco con una nota del 22 gennaio (prot n. DIP 4815), sostenendo che "è sicuramente opportuno provvedere a verificare e aggiornare il piano di emergenza comunale, a valutare la vulnerabilità delle strutture pubbliche in relazione alla loro utilizzazione, a realizzare una corretta e puntuale informazione ai cittadini, in particolare in merito alla pericolosità sismica del proprio territorio, alle possibili misure di prevenzione che ciascuno può adottare ordinariamente e ai comportamenti di autoprotezione da tenere in caso di sisma. Ogni ulteriore altra azione da adottare a livello locale dovrà essere necessariamente valutata dalla S.V"; con un'altra nota del 22 gennaio (prot n. 5739), lo stesso sindaco ha chiesto ulteriori chiarimenti sulle azioni da intraprendere puntualizzando che il piano comunale di protezione civile viene continuamente aggiornato, che il Comune de L'Aquila stava assistendo i cittadini attraverso l'apertura del COC (centro operativo comunale) e che nelle scuole si sono svolti corsi sul rischio sismico rivolti agli studenti; inoltre, il sindaco relativamente alla vulnerabilità delle strutture pubbliche precisava che "mi preme sottolineare che gran parte delle strutture comunali o di altri enti e istituzioni pur risultando agibili, anche in seguito ai controlli sempre effettuati dopo ciascun evento sismico, compreso l'ultimo del 18 gennaio, hanno però indici di vulnerabilità inferiori a 1 (…). Pertanto rispetto a queste soglie di vulnerabilità, pur continuando a ritenere utilizzabili queste strutture, chiedo al sistema di Protezione Civile nazionale, regionale e alla Commissione Grandi Rischi come mi devo regolare in base a queste soglie di vulnerabilità"; il capo del Dipartimento della protezione civile ha risposto con una seconda nota del 22 gennaio (prot. n. DIP 4882), dichiarando che "non esistono soglie cui riferire con automatismo le azioni di protezione civile da porre in atto"; considerato che: come emerge chiaramente dallo scambio di note, il Dipartimento della protezione civile, nonostante le continue e numerose richieste di chiarimento da parte dei sindaci del cratere, non ha ancora fornito alcuna indicazione né ai cittadini né alle amministrazioni locali sulle azioni da intraprendere per affrontare nuovi eventuali eventi sismici, limitandosi a ribadire solo l'elevato rischio sismico a cui l'area è esposta; ciò è quanto emerso anche nel corso di una riunione che si è svolta nei giorni scorsi tra i sindaci del cratere e l'interrogante; la Regione Abruzzo ha ritenuto di dover comunque sostenere i Comuni per una nuova valutazione delle condizioni di vulnerabilità e agibilità sismica, anche alla luce delle continue e ripetute scosse sismiche e della nuova situazione di constatata inagibilità di edifici scolastici, in particolare in provincia de L'Aquila e di Teramo; rilevato, inoltre, che: in data 3 novembre 2015 è stato presentato, a prima firma dell'interrogante, il disegno di legge AS 2123, recante "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito la città de L'Aquila ed i territori limitrofi, in relazione al ruolo e all'operato della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi", attualmente assegnato alla 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente e beni ambientali); con il disegno di legge si chiede di indagare sull'operato della commissione grandi rischi anche in considerazione del fatto che pochi giorni prima del sisma, e precisamente il 31 marzo 2009, la stessa commissione si era riunita a L'Aquila e nel corso di una conferenza stampa erano state fornite rassicurazioni in merito alla sciame sismico che da 4 mesi stava interessando un'ampia area del territorio abruzzese, si chiede di sapere: di quali informazioni si disponga, in relazione a quanto annunciato dalla commissione grandi rischi circa l'elevato rischio di ripresa sismica a cui sarebbe esposta la regione Abruzzo; quale piano di prevenzione e di emergenza sia stato predisposto o si intenda predisporre, per tutelare e mettere in sicurezza le popolazioni residenti nell'area interessata esposta ad altri gravi eventi sismici e come si intenda supportare concretamente il territorio e gli enti locali in tale emergenza; come si valutino le dichiarazioni rese dalla commissione grandi rischi nella nota del 20 gennaio nonché quelle rilasciate nei giorni successivi dal presidente della stessa commissione e se non le si ritenga gravi, inopportune, dannose e non consone al ruolo ricoperto e alle responsabilità assegnate; quali provvedimenti si intendano adottare nei confronti di coloro che, agendo fuori dai canoni di comportamento a cui gli organismi di consulenza della protezione civile devono attenersi, hanno annunciato disastri, producendo vere e proprie psicosi collettive e gravi ripercussioni all'apparato economico e sociale; come si intenda intervenire per risarcire i cittadini abruzzesi dei danni che la diffusione delle dichiarazioni hanno prodotto o anche a livello economico regionale, considerate le numerose cancellazioni di prenotazioni turistiche, la forte riduzione di iscrizioni a scuole ed università, e la fuga di numerosi potenziali investitori in quelle aree in cui il presidente della commissione grandi rischi ha annunciato terremoti e disastri paragonabili al Vajont; se non si ritenga di dover fornire ai sindaci delle comunità che si trovano lungo la dorsale della faglia urgenti, precise e concrete indicazioni sulle iniziative da intraprendere per garantire la sicurezza dei cittadini, dei luoghi pubblici e delle tante infrastrutture sensibili, soprattutto quelle più a rischio, come la diga di Campotosto (L'Aquila), dove è situato il secondo bacino più grande di Europa; se non si ritenga che sarebbe stato opportuno che le Prefetture avessero convocato un summit con il Dipartimento della protezione civile e le autorità locali per provvedere ad un'informazione ponderata ed eventualmente a predisporre immediati strumenti idonei ad affrontare la situazione; come sia possibile che la commissione grandi rischi potesse dichiarare nel 2009 di non essere in grado di prevedere i terremoti, per poi prevederli nel gennaio 2017, indicando luoghi ed intensità. (3-03541)

 
Cronologia
mercoledì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva la proposta di legge recante modifiche al codice civile, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici (C. 3772), che sarà licenziata definitivamente dal Senato il 21 dicembre (legge 11 gennaio 2018, n. 4).



martedì 7 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato discute la mozione di sfiducia n. 1-00737 sen. Montevecchi (M5S) ed altri nei confronti del Ministro senza portafoglio per lo sport Lotti, che è respinta con 52 voti favorevoli, 161 contrari e 2 astenuti.