Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03566 presentata da GIARRUSSO MARIO MICHELE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 09/03/2017
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03566 presentata da MARIO MICHELE GIARRUSSO giovedì 9 marzo 2017, seduta n.781 GIARRUSSO, DONNO, CAPPELLETTI, MANGILI, MORONESE, BUCCARELLA, PUGLIA, CASTALDI, SANTANGELO - Ai Ministri dell'interno e della salute - Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: si apprende da fonti di stampa dell'interesse della criminalità organizzata per il settore della sanità nel Nord Italia ed in particolare di molti figli e parenti di 'ndranghetisti impiegati in diverse farmacie ubicate nella città di Milano. In particolare, come riportato da "la Repubblica" del 2 marzo 2016, lo stesso procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, commentando l'arresto del direttore delle Poste di Siderno Marina (Reggio Calabria), aveva dienunciato come "diversi giovani appartenenti a famiglie mafiose scelgano di laurearsi in farmacia e ne abbiamo scoperti a lavorare nelle farmacie"; al riguardo, l'articolo cita la farmacia Caiazzo situata in piazza Caiazzo a Milano; a comprare la farmacia Caiazzo, secondo "il Giornale" dello stesso giorno, sarebbe stato il farmacista calabrese che a tutt'oggi ne è il proprietario, Giampaolo Giammassimo, ma una parte dei soldi investiti proverrebbero, secondo gli inquirenti, dai clan della 'ndrangheta di San Luca (Reggio Calabria). La figura di connessione, tra le 'ndrine e la farmacia sarebbe, l'ex direttore postale di Siderno Marina, Giuseppe Strangio, arrestato con l'accusa di aver riciclato per 20 anni i soldi dei suoi parenti malavitosi; sarebbe imparentato con una delle famiglie di San Luca, in quanto sposato con la sorella della moglie di Antonio Romeo, a capo della omonima 'ndrina; dalle testate giornalistiche citate, nonché dall'inchiesta della DDA (Direzione distrettuale antimafia) di Milano, emerge che Strangio, oltre ad essere collegato per parentela ad una 'ndrina, sarebbe stato il " manager " per il riciclaggio del denaro proveniente da vari illeciti delle 'ndrine, investito, a quanto pare, nella sanità del Nord; il proprietario della farmacia di piazza Caiazzo Giammassimo è figlio di Domenico Calabrò, snodo cruciale delle complicate genealogie del clan aspromontano; all'interno della farmacia Caiazzo lavorerebbero, secondo il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, "la figlia di Strangio, da poco laureata in Farmacia, il figlio di Giuseppe Calabrò, coinvolto in indagini per sequestro di persona, traffico di droga e altro", come si legge su "la Repubblica" del 1° marzo 2016; Giuseppe Calabrò, detto "'u Dutturicchiu", secondo quanto riportato da "il Fatto Quotidiano" del 6 gennaio 2105, sarebbe un potente 'ndranghetista che ha ampliato i propri interessi in Lombardia, considerato uno dei 10 uomini che sovrintendono agli interessi nel capoluogo lombardo; anche un collaboratore di giustizia avrebbe fatto il nome di Giuseppe Calabrò, Eddy Colangelo, ex trafficante, oggi pentito; Colangelo avrebbe aiutato i Carabinieri a confermare lo spessore criminale di Calabrò; emerge, quindi, una diversa modalità di acquisizione delle imprese del Nord da parte delle 'ndrine, non usando più l'intimidazione per la compravendita delle imprese, ma a volte il denaro è sufficiente; in particolare, viene constatato l'interesse della criminalità per la sanità al Nord, come per la farmacia di piazza Caiazzo, in quanto vi sarebbero numerose nuove generazioni, laureati e insospettabili, dietro le gestioni di farmacie, non solo nel capoluogo lombardo; da quanto pubblicato dal quotidiano "la Repubblica" del 1° marzo 2016, emergerebbe da un'intercettazione che l'ex direttore delle Poste, signor Strangio, avrebbe richiesto una raccomandazione al segretario generale milanese Slp della Cisl, Raffaele Roscigno, per l'assunzione di un nipote presso Poste italiane a Mariano Comense (Como), territorio roccaforte della criminalità calabrese; ciò è stato confermato dalla Direzione investigativa antimafia (DIA), nella relazione semestrale relativa al periodo di gennaio-giugno 2016; secondo un'inchiesta condotta dal giornalista Klaus Davi, e riportata da "strettoweb" il 6 marzo 2017, sarebbero almeno 8 i big boss della 'ndrangheta in circolazione a Milano; infatti in un "filmato racconta la ricerca di Giuseppe Calabrò che, secondo le indagini, avrebbe anche progettato un attentato contro l'ex capo della Polizia, Vincenzo Parisi", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali provvedimenti intendano adottare, nell'ambito delle proprie funzioni e nei limiti delle prerogative previste dalla legge, affinché sia fatta luce sulla provenienza di denaro illecito da parte della criminalità organizzata con lo scopo di fare business in un settore delicato come quello della sanità; quali azioni intendano intraprendere, per contrastare le dinamiche di potere mafioso, garantendo trasparenza e legalità nella comunità milanese e lombarda. (3-03566)