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Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00300 presentata da MUCCHETTI MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 14/03/2017

Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00300 presentata da MASSIMO MUCCHETTI testo presentato Martedì 14 marzo 2017 modificato mercoledì 15 marzo 2017, seduta n.314 La 10ª Commissione, premesso che, con la mozione sui criteri di nomina degli amministratori delle società quotate e non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato, approvata a larghissima maggioranza dall'Assemblea il 19 giugno 2013, il Senato ha inteso esercitare il proprio ruolo di indirizzo generale e di controllo specifico su come, attraverso il Governo, lo Stato esercita le funzioni di azionista; ricordato che il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, attuativo della legge di riforma della pubblica amministrazione, stabilisce che i diritti del socio sono esercitati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze di concerto con altri ministeri competenti per materia; ricordato altresì che, in base al decreto ministeriale 17 luglio 2014, l'esercizio dei diritti citati viene attribuito, nell'ambito del MEF, al Dipartimento del Tesoro; ricordato ancora che, nel caso in cui l'azionista pubblico sia la Cassa depositi e prestiti, la designazione degli amministratori e dei sindaci delle società partecipate compete alla medesima CDP, previa deliberazione del suo Consiglio di amministrazione; premesso inoltre che, nel quadro dell'affare assegnato "sui risultati delle principali società direttamente o indirettamente partecipate dallo Stato, con particolare riferimento agli ambiti di interesse della 10ª Commissione, sia sotto il profilo settoriale, sia sotto il profilo della concorrenza", la Commissione industria, commercio, turismo del Senato ha analizzato i conti di ENI, ENEL, Poste, oggetto di una possibile, parziale privatizzazione, Leonardo, già Finmeccanica, e di Terna alla vigilia del rinnovo dei consigli di amministrazione nonché quelli di Fincantieri prossima al compimento del primo triennio di quotazione in Borsa; preso atto che nei consigli di amministrazione uscenti l'equilibrio di genere è stato perseguito attribuendo la carica di presidente a donne, con l'eccezione di Finmeccanica, e quella di amministratore delegato, e cioè di capo azienda, a uomini; preso atto, infine, in materia di onorabilità degli amministratori, che gli statuti delle sei società esaminate presentano quattro diverse impostazioni sulla cosiddetta clausola etica di cui alla direttiva del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 giugno 2013; impegna il Governo a: a) rendere noti gli atti volti alla definizione delle liste per i consigli di amministrazione e a esplicitare nei medesimi atti le singole fasi procedimentali svolte, con particolare riferimento all'acquisizione del concerto con altri Ministeri competenti per materia, secondo quanto previsto dalle relative disposizioni di legge o di regolamento ministeriale, e al ruolo eventualmente svolto dal Presidente del Consiglio dei ministri, nel quadro dei suoi poteri di indirizzo e coordinamento; b) varare nel più breve tempo possibile il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia richiesti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società non quotate, previsto dalla riforma Madia, e operare affinché gli statuti delle società quotate controllate dallo Stato direttamente o indirettamente, di fatto o di diritto, possano essere armonizzati, nel rispetto dei poteri decisori delle assemblee, allo scopo di superare le divaricazioni riscontrate sulla clausola etica nelle diverse società esaminate; c) impostare la selezione dei candidati, in particolare dei presidenti e degli amministratori delegati, sulla base del merito, attribuendo particolare rilievo all'esperienza in business almeno affini, e assicurare l'equilibrio di genere nel complesso delle diverse funzioni; d) prevedere che l'azionista pubblico, qualora emergano conflitti di interessi in corso di mandato, operi per la decadenza dell'amministratore che li abbia occultati ovvero che non ne abbia prontamente rimosse le cause, se sopravvenuti in data successiva alla nomina; e) subordinare la riconferma degli amministratori uscenti a un'analisi rigorosa dei risultati, considerando non solo il ritorno per l'azionista ma anche le ricadute dei piani industriali sull'economia, in particolare sull'occupazione e sulla sicurezza sul lavoro, e sull'ambiente, con particolare riferimento agli accordi internazionali e ai programmi europei in materia di clima ed energia, senza cedere a logiche di breve termine; al tempo stesso, prestare particolare attenzione alla solidità patrimoniale delle imprese, verificando in particolare le valutazioni dei consigli di amministrazione sull'effettiva consistenza delle attività immateriali e del portafoglio ordini e sulla loro capacità di generare reddito e sviluppo nel tempo; f) nell'equilibrio tra gli interessi dello Stato azionista e quelli più generali e permanenti dello Stato regolatore, operare per superare le residue situazioni di privilegio per gli ex monopoli sottoposti a processi di liberalizzazione e per i monopoli destinati a rimanere, in quanto naturali; g) in caso di collocamento in Borsa di pacchetti azionari provenienti da partecipazioni dirette o indirette dello Stato, considerare non solo l'effetto sul debito pubblico in termini di riduzione dello stock, ma anche il saldo tra il risparmio prevedibile sul servizio della quota di debito pubblico che verrebbe annullata con l'incasso del collocamento e l'ammontare dei dividendi ai quali lo Stato rinuncia; h) operare per assicurare la par condicio nelle competizioni e negli affari all'estero, specialmente nel Mercato unico, nell'interesse delle imprese di cui è azionista lo Stato e delle imprese private, obiettivo non scontato come dimostra il caso Fincantieri-STX France; i) evitare eccessi e squilibri nelle remunerazioni dei capi azienda, limitando i premi a breve termine ed escludendo i premi di non concorrenza allo scopo di allineare le componenti variabili agli interessi della società, dei soci e degli stakeholder in ottica prudenziale e di salvaguardia dell'equilibrio economico-finanziario di lungo termine della società; posticipare a date successive alla cessazione del rapporto di amministrazione e/o di lavoro la corresponsione di almeno una parte della retribuzione variabile, che verrà erogata solo al raggiungimento o al superamento dei risultati attesi; j) assicurare una migliore informazione sui trattamenti complessivi di fine rapporto o di cessazione anticipata del medesimo o di mancato rinnovo della carica, sia, in corso di mandato, attraverso il ricorso a stime delle quali vengano di volta in volta dichiarati i presupposti, sia, al termine del mandato, attraverso l'immediata comunicazione dei citati trattamenti al mercato; k) evitare, fatti salvi i contratti in essere, la corresponsione delle componenti dei trattamenti di fine mandato non derivanti dal contratto di lavoro dei dirigenti a capi azienda in uscita da una società a controllo pubblico e destinati a essere assunti e/o nominati da un'altra società a controllo pubblico; l) superare l'appiattimento dei compensi dei presidenti in ragione della diversa complessità delle società e dei relativi impegni di governance, sia pure continuando a evitare eccessie squilibri; m) continuare a rispettare il requisito dell'indipendenza nella scelta del presidente, che è chiamato a garantire l'intero complesso degli stakeholder, quale venne meritoriamente delineato dai consigli di ENI ed ENEL già nel 2014; n) esigere da chi sia stato designato ad amministratore l'impegno a operare affinché i consigli di amministrazione inseriscano nei bilanci più dettagliate informazioni sul costo del lavoro consolidato e su quello delle attività italiane del gruppo, anche allo scopo di legare gli eventuali incrementi della retribuzione complessiva dei capi azienda al miglioramento dei salari dei dipendenti italiani secondo le proporzioni decise dai consigli di amministrazione; o) esigere da chi sia stato designato ad amministratore delle società, anche se quotate in Borsa, l'impegno a operare affinché i consigli di amministrazione rendano note in bilancio o in una relazione allegata le spese per pubblicità, sponsorizzazioni e liberalità, nonché i relativi destinatari; p) trasmettere al Parlamento, con cadenza annuale, una relazione sull'andamento delle società alla luce del mandato loro assegnato. (7-00300) MUCCHETTI

 
Cronologia
giovedì 9 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva la proposta di legge recante disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia (C. 3500), che sarà licenziata definitvamente dal Senato il 21 dicembre (legge 11 gennaio 2018, n. 6).



mercoledì 15 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 156 voti favorevoli, 121 contrari e 1 astenuto, nella formulazione che recepisce il testo approvato dalla Commissione e alcuni emendamenti dei relatori, l'emendamento 1.9000, interamente sostitutivo del testo del d.d.l. recante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario (S. 2067, in testo unificato con altri) sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.