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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/03020 presentata da LAFORGIA FRANCESCO (ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA) in data 16/05/2017

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-03020 presentato da LAFORGIA Francesco testo presentato Martedì 16 maggio 2017 modificato Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798 LAFORGIA , SPERANZA , SCOTTO , ROBERTA AGOSTINI , ALBINI , FRANCO BORDO , BERSANI , BOSSA , CAPODICASA , CIMBRO , D'ATTORRE , DURANTI , EPIFANI , FAVA , FERRARA , FOLINO , FONTANELLI , FORMISANO , FOSSATI , CARLO GALLI , KRONBICHLER , LEVA , MARTELLI , MATARRELLI , MELILLA , MOGNATO , MURER , NICCHI , GIORGIO PICCOLO , PIRAS , QUARANTA , RAGOSTA , RICCIATTI , ROSTAN , SANNICANDRO , STUMPO , ZACCAGNINI , ZAPPULLA , ZARATTI e ZOGGIA . — Al Ministro per i rapporti con il Parlamento . – Per sapere – premesso che: le rivelazioni del libro di Ferruccio De Bortoli «Poteri forti o quasi», sul diretto interessamento della Sottosegretaria, onorevole Maria Elena Boschi, all'epoca dei fatti Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, per l'acquisizione da parte di Unicredit di Banca Etruria appaiono di eccezionale gravità, in quanto la tutela del risparmio, a Costituzione vigente, si fonda sul principio della salvaguardia del rapporto di trasparenza e fiducia tra mercato e cittadini. Fattore essenziale per il buon funzionamento del sistema bancario è, infatti, la fiducia che deve considerarsi un bene pubblico; secondo De Bortoli l'onorevole Boschi chiese a Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria e Ghizzoni – che rivestiva la carica di amministratore delegato di Unicredit – commissionò una verifica sulla fattibilità dell'operazione di cui, come noto, non si fece più nulla; tale notizia, ad oggi non smentita chiaramente dall'ex amministratore delegato Unicredit Ghizzoni, dall'ex Presidente del Consiglio dei ministri Renzi e, sorprendentemente, da tutto il Partito democratico, che dovrebbe avere a cuore la credibilità e l'onorabilità del Governo di cui è espressione, stride pesantemente con quanto dichiarato dalla stessa Boschi in Parlamento nel dicembre 2015, in occasione della votazione della mozione di sfiducia: «mi si dica se sono mai venuta meno ai miei doveri istituzionali e sarò la prima a lasciare. Mi si dica e mi si dimostri che ho in qualche modo favorito la mia famiglia e non aspetterò nemmeno l'esito del voto»; l'interessamento da parte di un esponente di spicco anche dell'attuale Governo e titolare di un ruolo strategico per quanto concerne la nomina di vertici delle società partecipate pubbliche suscita gravi perplessità ad avviso degli interroganti, anche alla luce di quanto disposto dalla normativa che regola le operazioni per i soggetti in conflitto di interesse, considerato che il padre dell'onorevole Boschi, all'epoca dei fatti, era il vice presidente di Banca Etruria, fattispecie giuridica ricadente nella categoria «stretti familiari» di cui alla circolare n.263 del 27 dicembre 2006 della Banca d'Italia, che stabilisce precise disposizioni sui conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati –: quali elementi si intendano fornire alla luce di quanto indicato in premessa e se non sia maturato in seno al Governo il convincimento di chiedere all'onorevole Boschi di rassegnare le proprie dimissioni dal suo incarico in considerazione della salvaguardia del sistema bancario, già duramente messo a repentaglio da una crisi che rischia di indebolire ulteriormente il principio della fiducia nel sistema e acuire lo strisciante sentimento di «anti-Stato» nei confronti delle istituzioni. (3-03020)





 
Cronologia
domenica 14 maggio
  • Politica, cultura e società
    Alle elezioni primarie della Lega Nord Matteo Salvini viene riconfermato segretario con l'82,7% dei voti contro Giovanni Fava.

mercoledì 17 maggio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva definitivamente la proposta di legge recante disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo (C. 3139-B), già licenziata dal Senato il 31 gennaio (legge 29 maggio 2017, n. 71).