Documenti ed Atti
XVII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03801 presentata da BERTUZZI MARIA TERESA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 13/06/2017
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03801 presentata da MARIA TERESA BERTUZZI martedì 13 giugno 2017, seduta n.836 BERTUZZI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: con decreto n. 151 del 27 maggio 2013, il Ministro dell'economia e delle finanze ha disposto, su proposta della Banca d'Italia, a seguito degli accertamenti ispettivi di vigilanza da questa conclusi nel gennaio 2013, lo scioglimento degli organi di amministrazione e controllo e la sottoposizione all'amministrazione straordinaria della Cassa di risparmio di Ferrara. Il giorno successivo, con apposito provvedimento della Banca d'Italia, sono stati nominati gli organi straordinari della Carife SpA, che si sono insediati il 30 maggio 2013; il 26 maggio 2014, il Ministro dell'economia, su proposta della Banca d'Italia, ha disposto la proroga del regime di amministrazione straordinaria della Carife SpA per un periodo non superiore ad un anno; durante tutto il periodo della gestione commissariale, i commissari, in stretto coordinamento con la Banca d'Italia, hanno ristretto il perimetro della Carife, attraverso una consistente riduzione del numero delle filiali, la dismissione di banche controllate e il prepensionamento di numerosi dipendenti; nonostante le misure di razionalizzazione adottate dalla gestione commissariale, a luglio 2015, il salvataggio della Carife SpA dipendeva da un intervento di aumento del capitale di 300 milioni di euro. In data 30 luglio 2015, l'assemblea straordinaria della Carife SpA aveva approvato tale aumento di capitale, con la conseguente riduzione del patrimonio, ridotto a poco più di 11 milioni di euro, e la perdita consistente del valore delle azioni; con il decreto-legge n. 183 del 2015, Carife SpA, insieme ad altri tre istituti di credito, è stata posta in liquidazione coatta amministrativa, in attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo n. 180 del 2015, e dal 23 novembre ha assunto la denominazione di "Nuova cassa di Risparmio di Ferrara SpA"; nel periodo precedente all'adozione del decreto legislativo n. 180 del 2015, di recepimento della direttiva europea (2014/59/UE) sul risanamento e la risoluzione delle banche, le autorità italiane hanno preso in esame soluzioni della crisi delle "quattro banche", basate sull'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi, che non sono state ritenute dalla Commissione europea compatibili con la disciplina degli aiuti di Stato; nella lettera del 19 novembre 2015 rivolta al Ministro in indirizzo, i commissari UE alla concorrenza e alla stabilità finanziaria hanno comunicato che un atto di legge che avesse obbligato il fondo interbancario di garanzia a versare risorse nelle 4 banche avrebbe prodotto un aiuto di Stato e conseguentemente l'apertura di una procedura di infrazione; considerato che: il ricorso alla procedura di liquidazione coatta amministrativa della Carife SpA, in attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo n. 180 del 2015, è stato reso obbligatorio a causa del divieto, imposto dalla Commissione europea, di utilizzare il fondo interbancario; come conseguenza dell'intervento previsto dal decreto-legge n. 183 del 2015, molte famiglie e pensionati hanno visto compromettersi il valore dei loro risparmi detenuti presso le filiali della Carife SpA; se, al contrario, l'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi non fosse stato configurato dalla Commissione europea come aiuto di Stato, l'operazione di salvataggio della Carife e delle altre tre banche avrebbe consentito la continuità operativa delle medesime e la piena tutela dei diritti dei creditori subordinati; nei giorni scorsi, il governatore della Banca d'Italia, durante il festival dell'economia di Trento, ha dichiarato che la Commissione europea probabilmente sta ripensando alla possibilità di fare ricorso al fondo interbancario per le operazioni di risanamento delle banche, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati; quale sia lo stato delle trattative a livello europeo in materia di aiuti di Stato, relativamente alla possibilità dell'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi per la gestione delle crisi bancarie; quali iniziative intenda assumere nelle sedi istituzionali dell'Unione europea, al fine di favorire e rendere possibile il ricorso al fondo interbancario di tutela dei depositi per la gestione delle situazioni di crisi delle banche e per evitare, laddove possibile, il ricorso alle procedure di risoluzione; se ritenga che possano aprirsi spazi per ampliare la tutela dei diritti degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti colpiti dalla messa in risoluzione delle "quattro banche". (3-03801)