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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00010 presentata da ASTORRE BRUNO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 28/03/2018

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00010 presentata da BRUNO ASTORRE mercoledì 28 marzo 2018, seduta n.003 ASTORRE - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: sin dai tempi degli antichi romani, le proprietà del travertino erano talmente apprezzate al punto da risultare la pietra principale dell'antica Roma; il travertino deriva la sua denominazione dal latino Lapis tiburtinus "pietra di Tibur", antico nome di Tivoli, ed è una pietra sedimentaria calcarea il cui utilizzo è servito ad antiche ed importanti civiltà per erigere monumenti, porte di città, stele, urne cinerarie. Oltre alla civiltà etrusca, anche i romani fecero uno straordinario utilizzo di tale pietra. Il travertino laziale venne impiegato per la costruzione dell'anfiteatro Flavio, il teatro Marcello e di numerose basiliche. La richiesta del travertino, notevole nel Rinascimento, è continuata e continua tuttora; basti ricordare, a titolo esemplificativo, fra i monumenti e gli edifici più recenti, il palazzo di giustizia e la città universitaria a Roma; sotto il profilo geografico, tra i giacimenti di travertino più importanti vi sono senza dubbio quelli laziali, situati nelle immediate vicinanze di Roma, nella zona compresa fra il fiume Aniene e il Tevere; le attività estrattive sono oltre 25, ricadenti nei comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli, che, complessivamente, rappresentano circa il 5 per cento del PIL dell'intera Regione Lazio. Il settore estrattivo nei comuni suddetti offre opportunità lavorative dirette a più di 500 dipendenti, che sommate all'indotto superano i 1.500 posti di lavoro; tra il 2016 e il 2018 un cospicuo numero di concessioni (oltre 10) sono scadute, per le quali si è in fase di proroga o di rinnovo; vista la legge regionale n. 17 del 2004, recante "Disciplina organica in materia di cave e torbiere", che all'articolo 1, comma 2, lettera C, cita testualmente: "incentivare la ricerca e la sperimentazione di materiali alternativi nonché il riutilizzo dei materiali derivanti da demolizioni, restauri, ristrutturazioni, sbancamenti e drenaggi"; considerato che: il Comune di Guidonia Montecelio ha iniziato ad inviare preavvisi di diniego alle richieste di proroga dell'attività estrattiva presentate da diverse aziende. Tale iniziativa amministrativa, oltre a determinare serie conseguenze negative sull'economia territoriale, costituisce una fonte di notevole preoccupazione sotto il profilo occupazionale, con evidenti ricadute sociali. Invero, soltanto nell'ultimo mese, risultano oltre 30 i lavoratori licenziati a causa delle mancate proroghe o rinnovi delle concessioni; risulta oggettivamente impossibile "ritombare" completamente i vuoti lasciati dalla coltivazione della cava con la terra precedentemente rimossa, in quanto da sola la stessa risulta insufficiente al totale recupero dell'area interessata dallo scavo; posto che è di fondamentale importanza trovare rapidamente una sintesi tra la necessità di tutelare il territorio dal punto di vista ambientale e la conservazione dell'attività e dei tanti posti di lavoro, risultando, pertanto, inopportuna e sconsiderata l'interruzione improvvisa delle autorizzazioni, in ragione dei rilevanti effetti che essa genera sotto il profilo sia socio-economico che occupazionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare, per quanto di competenza, la legittimità della procedura del mancato rilascio delle proroghe da parte del Comune di Guidonia Montecelio, in favore delle attività estrattive ricadenti nel territorio comunale. (4-00010)

 
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domenica 18 marzo
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