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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00036 presentata da MULE' GIORGIO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 26/06/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00036 presentato da MULÈ Giorgio testo presentato Martedì 26 giugno 2018 modificato Mercoledì 27 giugno 2018, seduta n. 20 MULÈ , GELMINI , OCCHIUTO , POLVERINI , ZANGRILLO , CANNATELLI , FATUZZO , MUSELLA , ROTONDI , SCOMA e GIACOMONI . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: proprio in questi giorni, dall'Unione europea è arrivata la «frenata» sull'uso dei fondi comunitari per finanziare la misura relativa al reddito di cittadinanza su cui il MoVimento 5 Stelle ha costruito la propria campagna elettorale, ad avviso degli interroganti illudendo migliaia di cittadini che versano in situazioni di criticità, soprattutto del Sud Italia, di poter ottenere subito una forma di sostegno al reddito; dal recente vertice di Lussemburgo è emerso infatti che il Fondo sociale europeo, richiamato dal contratto di Governo Lega-MoVimento 5 Stelle come principale fonte di finanziamento del reddito di cittadinanza, può essere utilizzato come fonte complementare per sostenere misure volte a rafforzare i servizi pubblici per l'impiego, la formazione, per combattere la disoccupazione giovanile, ma non per sostituire la spesa nazionale, né per misure ordinarie o solo per politiche passive del lavoro, come ribadito dalla Commissaria europea al welfare , Marianne Thyssen; allo stesso tempo anche il Ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni Tria, ha espresso varie riserve sulla possibilità di varare il reddito di cittadinanza nel 2018, stanti le condizioni critiche in cui versa il bilancio dello Stato, anche alla luce della correzione dei conti pubblici richiesta a livello europeo pari a 5 miliardi di euro nel 2018 e 5 miliardi di euro nel 2019 (10 miliardi di euro complessivi) rispetto alla quale, come emerge dalla stampa nazionale, si stanno già trattando margini di flessibilità; alla luce di quanto precede, resta da capire come potrà essere finanziata la misura «bandiera» del MoVimento 5 Stelle che, secondo le diverse proiezioni, avrà un costo di 17 miliardi di euro (fonte dello stesso MoVimento 5 Stelle) o 38 miliardi di euro (fonte Inps), di cui 2 miliardi di euro per la riforma dei centri per l'impiego –: quali siano le risorse che si intendono impiegare per garantire l'operatività del reddito di cittadinanza già dal 2018, nella considerazione che il Fondo sociale europeo non potrà essere utilizzato per sostenere misure di carattere permanente. (3-00036)