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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00538 presentata da SILLI GIORGIO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 26/06/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00538 presentato da SILLI Giorgio testo di Martedì 26 giugno 2018, seduta n. 19 SILLI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: la tutela del diritto alla salute è un diritto costituzionale, che per essere pienamente garantito necessita di personale competente e di strutture adeguate, unitamente ad un'azione di vigilanza costante da parte degli organi preposti, affinché siano sempre assicurate prestazioni sanitarie efficaci; a giudizio dell'interrogante, desta serie preoccupazioni quanto avvenuto alla signora G.C., deceduta a seguito della somministrazione del farmaco Brivirac 125 in Toscana; il Brivirac è un farmaco che moltiplica gli effetti tossici del chemioterapico e la stessa Menarini, casa farmaceutica produttrice, specifica che la somministrazione del farmaco è controindicata in pazienti sottoposti a chemioterapia e indica che, in caso di somministrazione accidentale, devono essere interrotte le somministrazioni e devono essere attuate drastiche misure per ridurre la tossicità; inoltre, raccomanda il ricovero immediato in ospedale, al fine di attuare tutte le misure indicate per la prevenzione di infezioni sistemiche e disidratazione. I segnali di tossicità includono nausea, vomito, diarrea e in casi gravi stomatiti, mucositi, necrolisi epidermica tossica, neutropenia e depressione midollare; in data 3 settembre 2010 il medico di base dottor L.B. avrebbe prescritto una cura a base di Brivirac 125 alla signora G.C., pur sapendo che lei era sottoposta ad un trattamento chemioterapico con Xeloda 500; il 9 settembre 2010 la signora G.C., a seguito di gravi disturbi, viene immediatamente condotta al Cord (centro oncologico di riferimento dipartimentale) dalla dottoressa P. a cui ha spiegato l'accaduto. La signora è stata dimessa dalla struttura sanitaria e le sono stati prescritti esclusivamente dei farmaci palliativi; il 13 settembre 2010 la signora G.C. viene condotta nuovamente dalla dottoressa P., in quanto le condizioni di salute sono peggiorate, a causa di una mucosite che non le consente di deglutire. Date le circostanze e le insistenze del congiunto, la stessa dottoressa ricovera per 5 giorni la signora G.C., prescrivendole cure che si riveleranno inadeguate; in tali circostanze si sarebbero probabilmente dovute prestare cure più adeguate; in particolare, dato lo stato di intossicazione in cui si trovava la signora a seguito dell'assunzione di Brivirac 125, si sarebbe potuto coinvolgere il vicino centro antiveleni di Careggi; il 17 settembre 2010 le analisi effettuate evidenziano una situazione molto grave; la signora G.C. viene condotta d'urgenza all'ospedale di Prato, dove viene ricoverata nel reparto di rianimazione, ma a causa degli effetti devastanti dell'antitumorale, muore il 3 ottobre 2010, dopo una lunga agonia; dal maggio 2009 era disponibile negli Stati Uniti l'uridina triacetato, un potente antidoto che avrebbe potuto salvare la signora G.C., ma, come sostenuto dal marito della stessa, non fu fatto nulla per procurarselo; al riguardo il medico di famiglia L.B. ha patteggiato una condanna a un anno di reclusione, mentre la dottoressa P. è stata assolta dall'accusa di omicidio colposo; risulta all'interrogante che, nel mese di febbraio 2014, si sia verificato un caso analogo, in quanto ad una paziente di 73 anni, con un tumore in stadio più avanzato di quello della signora G.C.., vengono somministrati per 5 giorni Brivirac e Xeloda 500. Il medico ospedaliero avrebbe ricoverato subito la paziente in camera sterile; da Londra in poche ore fa giungere l'antidoto uridina triacetato e la paziente a distanza di un anno risulta essere ancora in vita; nella precedente legislatura è stata presentata al Senato un'interrogazione con contenuto analogo che non ha avuto risposta –: quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, la Ministra interrogata per verificare le dinamiche che hanno condotto alla morte della signora G.C., individuare eventuali carenze o insufficienze organizzative, procedurali e gestionali dal sistema sanitario e scongiurare conseguenze estreme in casi analoghi. (4-00538)