Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00581 presentata da LOREFICE MARIALUCIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 27/06/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00581 presentato da LOREFICE Marialucia testo di Mercoledì 27 giugno 2018, seduta n. 20 LOREFICE , PAXIA , SURIANO , SAITTA , TRIZZINO , CHIAZZESE , RIZZO , NESCI , SAPIA , D'ARRANDO , SPORTIELLO , MAMMÌ e SARLI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: il 6 giugno 2018 il presidente dell'Ordine dei medici di Catania, Massimo Buscema, sarebbe stato denunciato per lesioni gravi, perché, dopo aver quasi investito con la sua auto, distratto dal cellulare, un giovane commercialista che attraversava la strada, avrebbe iniziato una colluttazione con il pedone che sarebbe terminata con il ricovero di quest'ultimo in ospedale per rottura del setto nasale, forte trauma e 30 giorni di prognosi; da notizie di stampa si apprende che la procura della Repubblica avrebbe formalmente informato il consiglio direttivo dell'Ordine dei medici di Catania che il presidente Massimo Buscema sarebbe sottoposto ad indagine penale; dopo aver provato (ma senza raggiungere il numero legale) il vice presidente Biondi a convocare una riunione del consiglio direttivo per assumere le decisioni conseguenti, e dopo aver aspettato, invano, le dimissioni del presidente Buscema al fine di sollevare l'Ordine dall'imbarazzo, cinque consiglieri medici, Emanuele Cosentino, Lucio Di Mauro, Rosalia Lo Certo, Alfio Pennisi e Antonio Rizzo, avrebbero attivato quanto previsto dall'articolo 19 del regolamento interno che prevede la possibilità di autoconvocare il consiglio direttivo quando viene richiesto da un quinto dei componenti. Il consiglio è convocato per il 28 giugno e l'ordine del giorno prevederebbe: la «verifica degli adempimenti» a seguito del procedimento penale a carico di Buscema, la «verifica della legittimità degli atti amministrativi», nonché una «verifica ispettiva da parte del Ministero della Sanità»; già negli anni scorsi la stampa aveva posto in luce una vicenda legata al dottor Buscema e ad una villa con parco al centro di Catania, accatastata come alloggio popolare, nella quale pare avrebbe tentato di costruire una piscina abusiva. Tale villa sarebbe in comproprietà con la moglie Ersilia Severino, attrice-dipendente statale, che sino a qualche giorno fa è stata consigliera comunale a Catania e designata assessore dal sindaco perdente Enzo Bianco; precedentemente altra vicenda aveva coinvolto il dottor Buscema, quella della «fondazione» che alcuni presidenti dei vari ordini provinciali avrebbero tentato di costituire con la contestatissima previsione di «incarichi a vita» per i presidenti in carica al momento della costituzione; altra storia complicata che riguarderebbe il dottore è quella legata all'acquisto milionario delle mega ville di via Galermo a Catania da adibire a sede dell'Ordine dei medici di Catania (per la quale i professionisti stanno già pagando da 18 mesi) che doveva essere già pronta da tempo e di cui non si ha alcuna notizia; su questo affare pare siano aperti almeno un paio di fascicoli presso la procura della Repubblica di Catania. Inoltre, dal sito dell'Ordine di Catania dedicato all'amministrazione trasparente, risultano pubblicate le «determine presidenziali» relative agli anni 2017 e 2018, mentre sono omesse quelle relative all'anno 2016, anno dei fatti in questione; da ultimo in relazione al grave caso della dottoressa aggredita e violentata in guardia medica a Trecastagni, durante la trasmissione de La7 «Non è l'Arena», in diretta nazionale, il presidente Buscema è stato accusato di assoluta inerzia nei confronti delle istituzioni, soprattutto in relazione all'incresciosa decisione di non costituire l'Ordine dei medici parte civile nel processo al violentatore della dottoressa Serafina Strano –: se sia a conoscenza dei gravi fatti esposti in premessa e se non ritenga di dover intervenire presso l'Ordine dei medici di Catania, nell'ambito delle funzioni di vigilanza che l'articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, attribuisce al Ministero della salute; se, nell'ambito della suddetta vigilanza, non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza affinché da parte della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri sia tutelato il decoro della professione medica che, dai fatti esposti, risulterebbe fortemente compromesso. (4-00581)