Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00080 presentata da MALPEZZI SIMONA FLAVIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 11/07/2018
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00080 presentata da SIMONA FLAVIA MALPEZZI mercoledì 11 luglio 2018, seduta n.020 MALPEZZI, IORI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: le leggi del nostro Paese sul tema dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono tra le più evolute e moderne dell'Unione europea; a partire dall'inizio degli anni '70 un numero crescente di famiglie di bambini e ragazzi con disabilità (fino ad allora oggetto di educazione differenziale) ha iscritto i propri figli nelle classi comuni della scuola dell'obbligo e, anche grazie ad una pronta azione del legislatore, che ha stabilito prima la legittimità e poi l'obbligatorietà (con le leggi n. 118 del 1971, n. 517 del 1977, n. 104 del 1992 e infine n. 62 del 2000) dell'inclusione scolastica, oggi le scuole speciali rappresentano una fattispecie assolutamente residuale, se non irrilevante, nei percorsi educativi dei bambini e ragazzi con disabilità; anche il decreto legislativo n. 66 del 2017, recante "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità", ha cercato di dare una risposta concreta al tema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, garantendo una scuola sempre più accogliente e inclusiva per gli alunni disabili, nel rispetto delle loro esigenze; nonostante un quadro legislativo così evoluto e chiaro, il sostegno ai bambini e ragazzi con disabilità presenta alcuni problemi; uno di questi riguarda l'assegnazione di posti di sostegno affidati a personale "non specializzato" che non possiede alcuna formazione specifica per i fruitori finali del servizio e che contemporaneamente svilisce il ruolo e le finalità sociali e formative dei docenti di sostegno; in tal senso, l'intesa siglata il 28 giugno tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e le organizzazioni sindacali sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale della scuola peggiora a giudizio degli interroganti il quadro; infatti, in base all'accordo, se fino a oggi i docenti di ruolo senza titolo di specializzazione non hanno potuto chiedere le assegnazioni provvisorie su posto di sostegno, d'ora in poi potranno richiederle per un anno, ai fini del ricongiungimento familiare, in subordine e in via derogatoria e straordinaria, purché stiano per concludere il corso di specializzazione su sostegno o abbiano svolto almeno un anno di insegnamento su posto di sostegno, anche con un contratto a tempo determinato; questa decisione impedirà a molti bambini e ragazzi di avere in classe l'insegnante di sostegno, specializzato o meno, dell'anno precedente che verrà sostituito da uno non specializzato, pregiudicando seriamente la continuità didattica; è del tutto evidente, infatti, che la continuità didattica sui posti di sostegno per l'anno scolastico 2018/2019 è a rischio poiché la sequenza delle operazioni prevede che prima siano disposte le assegnazioni provvisorie (entro il 31 agosto). Di conseguenza alcuni posti potranno essere assegnati a docenti di ruolo, ma privi della specializzazione su sostegno, e solo successivamente si provvederà alle supplenze; l'accantonamento dei posti per gli specializzati, dunque, appare di complessa realizzazione e, poiché le assegnazioni provvisorie precedono le supplenze, compromette la continuità didattica; premesso inoltre che: l'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo n. 66 del 2017 prevede che, al fine di agevolare la continuità educativa e didattica e valutati, da parte del dirigente scolastico, l'interesse degli studenti e l'eventuale richiesta della famiglia, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possano essere proposti ulteriori contratti a tempo determinato nell'anno scolastico successivo, ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato. Tuttavia, ancora oggi non si può dare applicazione alla norma perché manca il regolamento attuativo a causa di un parere interlocutorio espresso dal CSPI e della contrarietà delle organizzazioni sindacali; secondo un recente report dell'Istat del marzo 2018, il 16,8 per cento degli alunni con disabilità della scuola primaria ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell'anno scolastico, nella secondaria di primo grado lo ha fatto il 17,4 per cento degli alunni; tali percentuali aumentano se si analizzano i cambiamenti di insegnante di sostegno rispetto all'anno scolastico precedente: il 41,1 per cento degli alunni nella scuola primaria e il 37,2 per cento in quella secondaria di primo grado, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga, al fine di garantire la continuità didattica degli alunni con disabilità, di adottare le iniziative necessarie al fine di confermare tutti i docenti specializzati nelle stesse scuole in cui hanno prestato servizio nell'anno scolastico 2017/2018; se non ritenga necessario, altresì, adottare con urgenza il regolamento attuativo di cui all'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo n. 66 del 2017. (3-00080)