Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00722 presentata da PERANTONI MARIO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 17/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00722 presentato da PERANTONI Mario testo di Martedì 17 luglio 2018, seduta n. 28 PERANTONI , DI SARNO e DORI . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: con procedimento n. 1195/11 R.g.n.r., il pubblico ministero presso il Tribunale di Tempio Pausania, esercitava l'azione penale per fatti commessi in La Maddalena nel periodo dal settembre 2008 al luglio 2009; più precisamente, contestava in imputazione i reati di cui agli articoli 110 c.p., 192 e 256, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (abbandono di rifiuti); 20 lettera b) della legge n. 47 del 1985 in relazione agli articoli 181 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (opere eseguite in difformità dall'autorizzazione e danno ambientale); 335 c.p. (inadempimento di contratti di pubbliche forniture); 356 c.p. (frode nelle pubbliche forniture); 61 n. 1 e 640 c.p. (truffa aggravata dall'abuso di prestazione d'opera); 323 c.p. (abuso d'ufficio); 314 c.p. (peculato) e 476 c.p. (falsità materiale commessa da pubblico ufficiale; chiedeva, quindi, al giudice dell'udienza preliminare presso lo stesso tribunale il rinvio a giudizio per: Della Giovampaola Mauro, Minenza Luigi, Miccichè Riccardo, Mazzola Osvaldo, Fonti Ferdinando, Rinaldo Marco, Canu Matteo, Cuccioletta Patrizio, Olivieri Valeria, Ferro Giuseppe Andrea, Saltari Luciano, Balducci Angelo, Calvi Gian Michele, Mascazzini Gianfranco, imputati dei suddetti reati a vario titolo contestati; le gravi ipotesi di reato, connesse tra loro, sarebbero state commesse in occasione della esecuzione dei lavori relativi al «lotto 7 di adeguamento della portualità ricettiva-marittima nell'ambito del "grande evento" G8 La Maddalena 2009» e sarebbero consistite in fraudolenti inadempimenti contrattuali, falsità e peculato per euro 6.812.241,81; oltre al danno pecuniario emergente per le casse pubbliche, vi è da sottolineare il fatto che la magistratura aveva contestato anche condotte che avrebbero causato l'aggravamento di quella situazione di inquinamento ambientale che gli imputati, viceversa, avevano l'obbligo contrattuale di risanare; non e questa la sede per sollevare la problematica relativa al grave stato di precarietà nel quale si trovano gli uffici giudiziari presso il tribunale di Tempio Pausania (si pensi che si sono succeduti ben tre magistrati dell'ufficio Gup e svariati pubblici ministeri): sta di fatto che la prima udienza preliminare davanti al Gup si è tenuta soltanto nel dicembre 2014, a ben tre anni di distanza dall'iscrizione delle notizie di reato nell'apposito registro; dopo quasi quattro anni di rinvii motivati dalla irregolarità delle notifiche agli imputati, il Gup in data 7 giugno 2018 dichiarava la prescrizione di tutti i reati contestati (ad eccezione del peculato ex articolo 314 c.p., per il quale si dichiarava incompetente per territorio); tale è il mortificante epilogo di un processo che avrebbe dovuto accertare gravissime responsabilità per fatti di peculato, truffa, falso ed inquinamento commessi in danno della collettività e che invece, come decine di altri procedimenti, è stato dichiarato improcedibile stante l'intervenuta prescrizione; nella fattispecie, appare incomprensibile agli interroganti come per ben quattro anni non sia stato possibile notificare agli imputati la richiesta di rinvio a giudizio ed i successivi provvedimenti di fissazione dell'udienza preliminare, tanto che appare opportuno e necessario verificare se sussistono responsabilità in merito –: se sia a conoscenza di tale questione e se intenda valutare se sussistano i presupposti per avviare iniziative ispettive presso il tribunale di Tempio Pausania. (4-00722)